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Niente aborto, la parrocchia adotta bebè: miracolo del Don

Livorno, padre Nike convince una coppia in difficoltà a far terminare la gravidanza. In cambio la comunità prende in cura il bimbo

Niente aborto, la parrocchia adotta bebè: miracolo del Don

La buona notizia di Natale arriva da Livorno. Dove una coppia, con un solo stipendio e tre figli, aveva deciso di interrompere una gravidanza inaspettata. Una decisione drammatica presa sulla pelle del nascituro come soluzione a una situazione economica insostenibile.  Ma grazie all’intervento di “padre Nike”, al secolo don Maurizio De Sanctis, i due genitori hanno deciso di cancellare l’appuntamento già fissato in clinica per l’aborto.

Il 45enne prete ballerino di Chieti, noto per essersi esibito in diverse trasmissioni televisive, si è infatti offerto di “adottare” con la sua parrocchia il bebè in arrivo. «La mia comunità parrocchiale ha un mutuo di 200 mila euro, ma un cuore più grande: oggi abbiamo salvato la vita di un bambino», ha scritto l’eccentrico sacerdote sulla sua bacheca di Facebook il 20 dicembre scorso. Raccontando poi la storia ai fedeli della chiesa di Santa Rosa da Viterbo, durante l’omelia della messa di Natale. La coppia, che abita nello storico quartiere “rosso” della Rosa, aveva deciso di comunicare a don Maurizio la scelta di non portare a termine la gravidanza. Con il solo stipendio del papà e tre figli da accudire, le spese da affrontare sono già considerevoli. E con il quarto bambino in arrivo sarebbero risultate impossibili. La conversazione tra i tre è durata per ore. Ma pur condividendo le parole del parroco sul valore della vita, i due genitori non si erano fatti convincere.

«Mi sono giocato l'ultima carta e ho detto loro che li avremmo aiutati. Abbiamo fatto di questo Natale il nostro Natale – racconta “padre Nike” – è stato come accogliere Gesù». E così la comunità di circa quindicimila persone comprerà al bambino passeggino, vestitini, biberon e ciucci, «tutto quello che serve quotidianamente a un bambino». Insomma, tutto quello che serve per un neonato. «Solo così sono riuscito a convincere i genitori», ha detto don Maurizio. Il sacerdote, famoso per le sue piroette negli studi di “Domenica in”, è stato trasferito a Livorno poco più di un anno fa. E per la cittadina toscana è stato come un ciclone. Dopo il suo arrivo, dicono, i giovani sono tornati in chiesa. E alla messa domenicale nella parocchia di Santa Rosa da Viterbo arrivano anche i livornesi che abitano in altre zone della città.

Frate e prete, tutti lo conoscono come “padre Nike” per la sua abitudine di indossare sempre le scarpe da ginnastica. Un uomo della Chiesa fuori dagli schemi, che sognava di fare il ballerino alla Scala di Milano e che ha scoperto la sua vocazione dopo un viaggio a Medjugorje in compagnia della sua fidanzata. Sulla sua pagina  di Facebook, la stessa da cui ha dato l’annuncio della “adozione” del bambino, scrive di lavorare per il «padre eterno». Indirizzo: «Paradiso». Commentando poco dopo: «È il lavoro più bello del mondo!». In tanti lo ringraziano e lo salutano. E lui, una laurea in teologia e una psicologia con specializzazione in sessuologia clinica, risponde come un qualsiasi ragazzone della sua età. Che ama il rap, il ballo (basta guardare le foto che lo ritraggono in spaccate da contorsionista), i cani e la televisione. Trasmissione preferita: “Striscia la notizia”.

Si descrive come «un prete pazzamente innamorato di Gesù, della vita, della danza, della musica, della medicina, della psicologia». Nel suo curriculum vanta esperienze uniche, come aver ballato davanti a Giovanni Paolo II, aver frequentato un corso di “mariologia” con Oscar Luigi Scalfaro e aver cominciato una cerimonia nuziale senza la sposa. Che era in ritardo. Nell’elenco ora potrà aggiungere di aver anche  adottato un bambino.

di Lidia Baratta

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Commenti all'articolo

  • fossog

    28 Dicembre 2011 - 18:06

    Ritorna alla società civile una goccia di quel mare di soldi che il vaticano ci ruba ogni anno da secoli.... ed ovviamente l'iniziativa non è della monnezza burocratica dello stato dei preti ma del prete singolo, uno di quegli utili individui che paragonabili ai volontari della protezione civile operano per PERSONALE convinzione e qualità. Comunque una società laica dipende per le proprie necessità dalla società stessa, e non da una setta che ha interessi di parte.

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