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Bimba in condizioni disperate Indagati i genitori

Coppia di egiziani porta la figlia al pronto soccorso: "Caduta dalle scale". Ma le ferite non sono compatibili. Sospetto di abusi

Bimba in condizioni disperate Indagati i genitori

Una bambina di soli due anni, figlia di una coppia di egiziani residenti a Crema, in provincia di Cremona, è stata ricoverata nel reparto rianimazione dell'ospedale di Brescia. La piccola versa in condizioni gravissime. I genitori hanno raccontato che è caduta dalle scale di casa, ma secondo quanto si è appreso nella loro versione ci sarebbero diverse incongruenze. Per esempio il ritardo con il quale madre e padre si sono recati all'ospedale: secondo quanto hanno raccontato la bambina sarebbe caduta dalle scale martedì mattina, ma la piccola è giunta al pronto soccorso soltanto mercoledì sera.

Picchiata brutalmente - Secondo quanto riferito, la piccola ha segni e lividi su tutto il corpo che non sembrano per nulla compatibili con un'accidentale caduta dalle scale. I medici che hanno l'hanno visitata hanno immediatamente contattato le forze dell'ordine: il loro sospetto è che la piccola, due anni, sia stata brutalmente picchiata.  Per comprendere la gravità delle ferite riportate dalla bimba basti sapere che a causa delle sue condizioni disperate i medici del pronto soccorso di Crema hanno disposto l'immediato trasferimento a Brescia.

Indagati - Maltrattamenti e lesioni gravissime sono le ipotesi di reato attorno alle quali la procura di Cremona ha aperto un fascicolo per indagare sui genitori della bimba di due anni ricoverata in condizioni gravissime all'ospedale di Brescia. Gli inquirenti, secondo la ricostruzione del quotidiano cremonese "La Provincia", vogliono sciogliere i dubbi sulla versione fornita dalla coppia di egiziani che due giorni fa ha portato la figlia nell'ospedale di Crema, spiegando che la piccola, giunta già in coma, era caduta dalle scale dell'appartamento dove vive, nel comune Soresina, con i genitori e altri due fratelli.  Il giudice ha disposto il trasferimento della mamma e dei due fratelli, di uno e quattro anni, della bambina, in una struttura protetta gestita dai servizi sociali del comune.

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