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Quelli che attaccano gli esattori fanno il gioco degli evasori

I bombaroli anti-tasse forniscono argomenti e convinzione di avere supporto politico. Con le parole bisogna andarci piano

Quelli che attaccano gli esattori fanno il gioco degli evasori

Il dibattito sulle intimidazioni ad Equitalia. Giuliano Zulin condanna gli attentati, ma spiega che questo fisco fa paura. Risponde Marco Gorra, che spiega: quelli che attaccano gli esattori fanno il gioco degli evasori. Segue l'articolo di Marco Gorra.

Una mattina sul finire del XIV secolo, il signore di Ferrara Niccolò II d’Este detto lo Zoppo si ritrovò sotto casa la folla con fiaccole e forconi. Esasperati dall’oppressione fiscale, chiedevano sangue. Niccolò, allora, consegnò agli scalmanati il proprio incolpevole ministro del fisco Tommaso da Tortona sostenendo che la responsabilità fosse tutta sua: linciatolo, i bruti si ritirarono in buon ordine. Il criterio di quanti tra i politici - in modo particolare nelle fila del centrodestra - condannano sì le bombe ad Equitalia ma con relativi distinguo sull’invasività degli esattori e sulla necessità di comprendere l’esasperazione del contribuente non appare dissimile da quello dello Zoppo: armare il braccio dei gabellieri prima per esecrarli pubblicamente poi. 

Nessuno vuole intestare in solido ai gruppi parlamentari della XVI legislatura le maniere spicce di Equitalia: le storture del sistema riscossivo italiano sono in larga parte endemiche, e quelle aggiunte negli anni dalla politica hanno svariati padri. Vero è però anche che l’escalation di violenza nei confronti di Equitalia si è avuta nell’ultimo periodo, in concomitanza con l’approvazione della manovra lacrime & sangue del governo Monti. Una manovra che, sia pure con tatticismi e mal di pancia, è stata votata anche da coloro che oggi non stanno né col fisco né con gli esagitati.  Non che Equitalia fino al giorno prima dell’approvazione del decreto Salva-Italia fosse granché consumer friendly (la tanto vituperata inversione dell’ordine della prova, per dire, è figlia del precedente governo). Eppure, quanto a immaginario collettivo - e la cronologia degli attentati lo testimonia - la scintilla decisiva è stata indubbiamente accesa dagli sviluppi più recenti.

E il problema è che questo giustificazionismo in nuce alla fin fine rischia di fare il gioco degli evasori, principalmente perché fornisce loro argomenti e convinzione di avere supporto politico. Che ci sia un discorso di constituency è fuor di dubbio: l’elettorato di centrodestra non è affezionatissimo al fisco, e trovarsi rappresentanti schiacciati sulla difesa di Equitalia ne minerebbe ulteriormente il morale. Però - la storia insegna - di distinguo in distinguo il rischio di trovarsi un giorno a pronunciare la parola «sedicente» aumenta.  I bombaroli anti-tasse, fortunatamente, non risultano ascrivibili a qualsivoglia album di famiglia berlusconiano (le indagini puntano sugli anarchici). Questo però non può autorizzare alcun tipo di neutralità, nemmeno nei comunicati stampa. Perché quando la questione arriva ai pacchi bomba, le parole sono la prima cosa con cui andare piano.

di Marco Gorra

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Commenti all'articolo

  • liberal1

    03 Maggio 2012 - 21:09

    ma quale gioco degli evasori chi non ha potuto pagare per debiti verso i fornitori chi no ha potuto fare condoni perché bruciati dalle banche ecc non sono evasori ma devono campare gli evasori la finanza li sta trovando infatti hanno ferrari e altri beni di iperlusso. Questo magari avrà fatto tanti errori magari ha cercato di dimostrare di star bene per dare sicurezza ai clienti magari ha voluto farsi passare per Berlusconi non lo so ma una cosa è certa non è l'unico che sta in queste condizioni e il governo monti ene risponderà davanti a Dio di questi suicidi e anche tutta la politica in primis il PDL e non parliamo dei democristiani dell'UDC che con la scusa dui essere cristiani fanno spallucce e poi i comunisti del PD che non sanno fare un cazzo solo criticare diffidate di chi critica perché nella vita non hanno mai concluso niente. Per fermare l'emorragia dei suicidi ci vuole un condono spalmato per 20 anni forse allora le loro anime saranno salve. sciopero delle urne

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  • beatles14

    05 Gennaio 2012 - 01:01

    Stefanopiero ha detto esattamente ciò che penso anch'io. Bravo, sei un mito!

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  • libero

    04 Gennaio 2012 - 15:03

    commento perfetto,pienamente risponedente al pensiero della maggioranza degli italiani,come da sempre rapinati e gabbati in contrasto ad ogni principio del diritto,della democrazia e del buon senso verificabili,senza ombra di dubbio,dalla manfrina alla tv di Befera un mese fa.Puntualizzo anche il fatto che tra more,interessi ed ammennicoli vari aggiunti ad un debito di imposta,il debito aumenta a dismisura a livello di taglieggiamento legalizzato,che per chi e' gia' in difficolta' diventa quasi inestinguibile.Aggiungo inoltre che anni fa,chi possedeva una pensione al minimo non poteva essere oggetto di esecuzione forzata;cosi' pure gli strumenti indispensabili per la produzione del reddito e dello stesso reddito veniva salvaguardata quella parte necessaria ed indispensabile alla vita quotidiana del debitore e della sua famiglia:umane e logiche salvaguardie abolite da rapaci legislatori di uno stato ladro e farabutto che trova in Monti & co.la sua massima espressione.

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  • stefanopiero

    04 Gennaio 2012 - 14:02

    Caro Gorra, sa come si dice? - Al cuore non si comanda. Perchè queste bombe non vogliono certo fare la rivoluzione ma riscuotere simpatie certamente. Anzi, più che simpatie, colpi di fulmine, simpatia immediata e istintiva. La mente le condannerà ma il cuore, in un sussulto fulmineo ne sarà felice. Come se qualcuno facesse scoppiare una bomba in parlamento, con tanti morti. La mente farebbe finta di essere inorridita perchè il solito cuore avrebbe quel saltino, quell'extrasistolina di gioia insperata e inconfessabile da godere tutta intera nel proprio intimo. Guai raccontarla, apologia di reato, guai penali e esecrazione (meritata) nel consesso civile. Hanno fatto saltare in aria Monti mentre parlava con la Merkel. Il gentiluomo tace e gode.

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