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Braccialetti elettronici, un flop da 5mila euro al pezzo

Il dispositivo non ha mai preso piede in Italia: piace solo ai detenuti e lo Stato si deve dissanguare

Braccialetti elettronici, un flop da 5mila euro al pezzo

Il braccialetto elettronico per i detenuti, su cui si è aperta una nuova polemica tra polizia e il ministero della Giustizia, in Italia non è mai stato impiegato su larga scala. Il 'Personal identification device' arrivò in Italia dieci anni fa. Il Viminale ne noleggiò 400 con l'entrata in vigore del decreto legge numero 38 del 2 febbraio 2001. Ma la media di utilizzo, dati 2010, non supera i dieci braccialetti l'anno. Si tratta di una misura (costosa: per ogni dispositivo lo Stato sborsa 5.000 euro) che gli stessi detenuti hanno mostrato di apprezzare. Un sondaggio condotto qualche anno fa da Magazine2, il giornale del penitenziario milanese di San Vittore svelò che il 78% dei detenuti lo porterebbe volentieri, perché risolverebbe il problema dell'allontanamento dagli affetti e sarebbe più facile trovare o mantenere un lavoro. Sul sito del ministero della Giustizia il dispositivo viene così descritto: "E' un mezzo elettronico destinato al controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari o alla detenzione domiciliare che si applica alla caviglia e permette all'Autorità giudiziaria di verificare a distanza e costantemente i movimenti del soggetto che lo indossa. Nel caso di alterazione o manomissione del braccialetto, è previsto il ritorno in carcere e una pena aggiuntiva". Quello che in Italia è uno strumento che stenta a decollare, in altri Paesi è una realtà consolidata dopo risultati di successo, come il caso della Gran Bretagna E in Russia, lo scorso anno, sono stati lanciati i braccialetti elettronici con Gps per controllare i detenuti in libertà condizionata.

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Commenti all'articolo

  • direttoreemilio

    21 Marzo 2013 - 10:10

    Con questa feccia politica che ci siamo eletti, da 20 anni,non si fará mai niente di utile al popolo. Chissá quale amico degli amici ha procurato braccialetti e sistema operativo, quelli che si usano in USA, funzionano, eccome, si possono persino regolare a ora e,per quanti metri, raggi, il detenuto, puo muoversi.

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  • Zizzigo

    20 Marzo 2013 - 17:05

    Il braccialetto elettronico non è altro che un GPS che dialoga anche con una centrale di controllo. Il costo, oltre alle solite tangenti, è dovuto sl mantenimento del personale della centrale. Comunque è una buffonata inutile per 14 detenuti!

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  • calibio26

    04 Gennaio 2012 - 16:04

    allora come si fa a fare la cresta a 100 €.Sarebbe bello usare e mostrare l'orologio per chi non se lo può permettere.Chi entra nelle carceri,non è stato preso perchè passeggiava tranquillo in piazza,non è che vada in carcere volontariamente. Come fatebbero i radicali a esistere e prosperare.

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  • bertollini

    04 Gennaio 2012 - 16:04

    Scusate, forse la faccio troppo semplice, ma non basta sigillargli al polso un orologio ricaricabile col GPS integrato ? Costo circa 100 Euro e localizzazione praticamente sicura ovunque!

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