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Cortina, dopo il blitz fiscale Incassi salgono del 400%

Su 133 auto intestate a persone fisiche 42 sono di cittadini che dichiarano 30mila euro lordi di reddito. I controlli fanno bene agli affari

Cortina, dopo il blitz fiscale Incassi salgono del 400%

D’accordo. La vecchia battuta per cui non è vero che chi possiede un Suv sia un cialtrone, ma è pur vero che tutti i cialtroni possiedono un Suv, ha avuto riscontro a Cortina.  Nel sacrosanto controllo delle 42 “supercar” intestate ai poveri (gente con meno di 30mila euro lordi annui dichiarati) e dei 118 bolidi di lusso di proprietà di società ufficialmente sull’orlo della bancarotta, l’Agenzia delle Entrate ha compiuto in questi giorni un raid notevole. Ed è assai meritorio che tale incursione anti-evasione fiscale abbia inoltre portato alla luce un dato ancora più eloquente -ed inquietante- che riguarda gli esercizi commerciali della località sciistica: nel giorno dei controlli fiscali gli incassi ufficiali sono lievitati anche del 400%. Le verifiche hanno riguardato i proprietari di 251 auto di lusso e 35 negozi; e, ad occhio gli è pure andata bene. E l’operazione ha impegnato 80 agenti per  i controlli in soli 35 esercizi commerciali (su un totale di quasi 1.000 presenti nella località turistica delle Dolomiti). Chiariamo subito: la caccia all’evasore non è come quella al fagiano, va incoraggiata spietatamente. Era ora. Ciòdetto, l’ironia è un’arte sottile, è il pudore della coscienza, diceva Longanesi; ma per dedicarvisi, quella coscienza bisogna averla immacolata. Sicchè risulta un po’ stridente l’umorismo del comunicato stampa con cui l’Agenzia delle entrate ha commentato il proprio blitz: “L’Agenzia delle Entrate porta fortuna: con l’agente si moltiplicano le vendite...”. Avessimo avuto la stessa ironia tutti noi, vittime delle cartelle pazze di Equitalia, quell’ironia ce l’avrebbero scambiata per sarcasmo. Alla faccia dell’understatement montiano, signori, non c’è bisogno dell’iperbole pubblicitaria per compiere il proprio dovere.

Ma non è neanche questo il punto. Il punto vero è che questa -giustissima, ribadiamo- invasione cortinese ha il sapore dello spottone dei buoni propositi fiscali. A parte il fatto che basterebbe incrociare i dati dei conti correnti e quelli del pubblico registro automobilistico per ottenere risultati simili in tutt’Italia (non solo in Veneto), qui qualcosa non quadra. Se scorriamo le agende scorse notiamo infatti che, ad ogni gennaio, dagli anni 70, puntuale come un orologio svizzero, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera e i suoi predecessori annunciano sempre la guerra senza soluzione di continuità all’evasione. Pagherete tutto pagherete tutti. Poi, però, lo strombazzato sbarco in Normandia dei finanzieri si trasforma nell’armistizio di Badoglio. Poi, però, l’entusiasmo di Befera si spegne puntualmente al passare dei mesi; gli evasori diventano un’entità metafisica; e l’evasione del paese rimane di 160 miliardi di euro, centesimo più centesimo meno. Tra l’annuncio di “tante piccole Cortina” e quelle del salvataggio dell’intera nazione affiora uno strano oblio. E, accanto ad esso, le solite domande: perché si è aspettato che l’Italia arrivasse al limite delle proprie possibilità economiche per intervenire con decisione? Perchè la politica non ha mai voluto affrontare il caso? Certo, oggi, tra nuovi redditometri, tracciabilità e moneta elettronica, l’aria sembra comunque più positiva di altre volte: le stesse Entrate hanno fatto sapere che ora l’esecutivo Monti ha messo a disposizione delle misure innovative ed efficaci. Però, siccome si tratta sempre della voce di Befera, un leggero dubbio permane.

Eppure, senza necessariamente demonizzare la ricchezza tout court  dell’imprenditoria sana (sarebbe il proposito più sbagliato), si dovrebbe combattere, invece la ricchezza creata con l’evasione fiscale, le connessioni politiche, i favori più o meno leciti ottenuti nei corridoi dei ministeri. Qualche idea ci sarebbe. Legare le tasse al codice fiscale, per dire. O -come suggerisce Maurizio Belpietro- aumentare la detraibilità, “detrarre tutti detrarre tutto”. Idea, tra l’altro, ribadita dal duo economista Alisa-Giavazzi nel “consentire ai cittadini di detrarre dal reddito soggetto a tassazione una quota delle loro spese. Poter detrarre il 30% sarebbe sufficiente per indurli a chiedere una ricevuta, anche se ciò comporta un prezzo maggiorato dell’Iva”. Tra l’altro non pregiudicherebbe il gettito. Dopodiché, vengano pure tutte le Cortina del mondo...
di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • roda41

    09 Gennaio 2012 - 12:12

    i poveri cristi stipendiati e pensionati spremuti fino all'osso dallo stato e da questi imbroglioni che ci levano altri soldi,non pagando e la scusa che non pagano è che lo Stato è ladrone ,spreca i loro soldi,mentre mettono mano nelle misere tasche altrui e impediscono servizi e progresso:non parliamo di quelli del Nord,che per giustificare le loro evasioni ,affermano che lo Stato passa i loro soldi al Sud(??????),o li passsa nelle proprie tasche???? Con questi Italiani,saremo cara Italia,sempre in regresso!!!!

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  • roda41

    09 Gennaio 2012 - 10:10

    troppo comodo vivere negli agi non solo ,ma togliendo il pane a chi a stento ce la fa ad arrivare a fine mese,in più privando onesti cittadini dei servizi sociali,evadendo.

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  • pi.bo42

    06 Gennaio 2012 - 15:03

    Egr. QUINTINOSELLA. mi meraviglia che proprio lei, probabilmente unico Ministro delle Finanze italiano ad aver raggiunto il pareggio di bilancio, abbia tanto da ridire sui controlli fiscali cortinesi, o forse lo so, quel suo omonimo raggiunse tale risultato, non colpendo i più abbienti, ma i soliti poveri cristi (vedasi la tristemente nota"tassa sul macinato"). Spett.MARMOLADA, il violento sfogo di ROCAMBOLE evidenzia chiaramente come anche lui fosse stato col suo SUV a Cortina quel giorno fatidico e sia stato uno dei controllati. Comunque riforma fiscale, liberalizzazioni, riduzione spese della politica, controlli incrociati, lotta alle società off-shore, rispristino della legge sul falso in bilancio, abolizione definitiva di qualsiasi forma di condono o patteggiamento, galera per i grandi evasori, possibilità di poter scaricare sulla denuncia dei redditi, PER INTERO, le parcelle di professiionisti e sprestatori d'opera, ecco cosa servirebbe veramente!

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  • quintinosella

    06 Gennaio 2012 - 09:09

    Io sarò un romantico ma voglio sperare di essere ancora in uno stato democratico e di diritto dove i cittadini ( non i sudditi ) possono liberamente protestare.Ed allora perché non cominciava libero a fare una raccolta firme per chiedere che venga fatta un inchiesta giudiziaria sul comportamento dell'Agenzia delle Entrate a Cortina ? Per ravvisare se il suo responsabile Befera abbia agito nel pieno rispetto della legge o meno. E visto che in questo strano paese ci sono migliaia di leggi in totale difformità una con l'altra , vorrei proprio vedere se questi signori sono onnipotenti o meno. E poi spero si Ada ad elezioni prestissimo perché questa pagliacciata del governo dell'europa sta producendo disastri ben peggiori di quello che hanno fatto cadere con un mezzo golpe voluto dai poteri forti in primus la Confindustria .

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