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L'ultima strategia anti-crisi Affittare stanze a sconosciuti

Come nel dopoguerra: contro il caro-vita si torna a ospitare estranei in casa. Nel 2011 aumento del 152% degli over 35 anni

L'ultima strategia anti-crisi Affittare stanze a sconosciuti

Una stanza in affitto contro il caro-vita. È la comune dei nostri tempi dove si  dividono spazi, compiti e turni di pulizia. Perché la casa è un sogno. Un privilegio per pochi quando la crisi picchia duro. Lo sanno bene gli over 35 che, del nomadismo, hanno fatto il loro stile di vita. Sono quasi tutti milleuristi, ben decisi nel fare necessità virtù attraverso la coabitazione. E scoppia la mania di affittare stanze ad amici e sconosciuti.  Gli inglesi la chiamano generation rent, un trend in forte crescita anche in Italia dove rinasce il mestiere di affittacamere. Persone come Luca, 31 anni, amante degli animali e fumatore, che cerca una stanza doppia preferibilmente a Vicenza ovest. Gente come Maria Eugenia che in quel di Montegrappa, affitta 2 camere per studenti e-o giovani lavoratori. Storie diverse dalla signora Grazia, 59 anni, che dividendosi tra Roma, dove vive con il compagno e Guastalla (Re), sua città natale ha messo in affitto le stanze di tre appartamenti che possiede nella capitale. Capitalizzando.  Perché le stanze sono locate a 11 ragazzi, tutti giovani professionisti, laureati con età compresa tra i 25 e i 40 anni. Cos’hanno in comune Luca, Maria Eugenia e Grazia? Sono reali utenti di easystanza.it, principale sito italiano per la ricerca e l’offerta di alloggi in condivisione. Tre storie tra le 731 pubblicate sottoforma di annuncio solo ieri. Trentamila in tutta Italia. Ce n’è per tutti. C’è chi dispone di locali o appartamenti che non utilizza (il 14 per cento degli intervistati) e decide di metterli in affitto per monetizzare e chi invece (il 34 per cento) dichiara di farlo da quando la crisi economica ha iniziato a pesare sul reddito.

Sette inserzionisti su dieci ammettono che questa è per loro un’entrata economica fondamentale, senza la quale non potrebbero far fronte alle spese. Tanto che il 23 per cento utilizza questo guadagno per pagare il mutuo, il 12,6 per cento per sostenere le spese di manutenzione e riparare l’abitazione e per il 34,8 per cento degli intervistati è addirittura una risorsa fondamentale per affrontare bollette e quant’altro. Ma se pensate che gli affittuari siano i soliti bamboccioni, che restano a vivere da mamma e papà, vi sbagliate di brutto. L’identikit del giovane convivente ha 26 anni (di media), è donna, non fuma, non possiede animali domestici e preferisce abitare nel centro storico o nei pressi del quartiere universitario della città. Roma guida la lista delle stanze più gettonate. La tallona Milano, Bologna, Firenze e Torino. Nel capoluogo meneghino la richiesta media per stanza è di 450 euro al mese, ma arriva anche a 900 euro nelle zone Navigli-Bocconi, Garibaldi-Porta Venezia. Segue a pochi euro di distanza la capitale. Affitti sopra la media per Firenze e Siena, rispettivamente con 380 e 340 euro al mese. Le più economiche sono Lecce e Palermo. Affitti compresi tra 200 e 299 euro al mese a Bari, Ancona, Brescia, Cagliari, Catania, Foggia, Messina, Padova, Perugia, Trieste e Udine. Costi comunque sopra la media europea. Basta spostarsi nel nord Europa o negli Stati Uniti per notare che il cohousing è un modo di fare “famiglia” tra gente di tutte le età disposta a darsi una mano, tra di loro. Si faceva nel dopoguerra in Italia. Poi c’è chi ha investito sul mattone. Sono nati gli ostelli e i bed and breakfast. E qualcuno ha preferito proporre la nuda proprietà, ossia la vendita della casa a prezzi bassi continuando ad abitarla per il resto della vita.

Un trend in crescita tra gli anziani che risolvono così il problema casa. Comunque, a mettere tutti d’accordo ci pensa internet, dove brulicano siti per chi cerca o offre alloggi. C’è okroommate.com che offre stanze in 5000 città di 50 paesi. Così l’inglese easyroommate.com che assicura i due milioni e settecentomila affittuari che in Gran Bretagna hanno dovuto chiudere un occhio sulle abitudini peggiori dei coinquilini. Secondo EasyStanza per il 46,8 per cento il disordine, prendere in “prestito” cose di altri senza chiedere il permesso per il 46,4 per cento, chiasso e rumori per il 46,1 per cento, seguiti a ruota dal comportamento nell’uso del bagno (35,3 per cento) e il consumo del proprio cibo da parte degli altri coinquilini (35 per cento).
di Roberta Maresci

 

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