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I tassisti: "Occuperemo le città"

Le categorie si oppongono alle liberalizzazioni. I commercianti protestano: "80mila negozi a rischio chiusura"

I tassisti: "Occuperemo le città"

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, li ha paragonati a «colli di bottiglia» da far saltare, preferendo congelare il termine lobby. Avendo lavorato a lungo a Bruxelles, il professor Monti sa perfettamente cosa sono le lobby e che peso hanno i lobbisti nelle trattative. Meglio allora la metafora enologica a quella economica, pur trattandosi di liberalizzazioni. Ma ai diretti interessati, benzinai, tassisti, commercianti, farmacisti e professionisti poco importano questi sofismi lessicali. A loro interessa la sostanza del problema, ovvero il contenuto del decreto legge al quale sta lavorando il governo e che mira a «far saltate i colli di bottiglia» che «rallentano la crescita del Paese».

Anche se l’intervento sui taxi è ancora da definire, i conducenti delle auto bianche sono già sul piede di guerra e rischiano di «aggiudicarsi» la guida dell’esercito dei ribelli. «Se il collo di bottiglia da far saltare dovesse essere il nostro», spiega Loreno Bittarelli, presidente presidente nazionale di Uritaxi, «ci uniremo a tutte le categorie e lotteremo duramente e ad oltranza. Il governo e il parlamento rispettino gli impegni presi con noi». «Non siamo una lobby», spiega Bittarelli, «e con la liberalizzazione delle licenze si crea solo una sorta di oligopolio». Lobby o no i tassisti, se dovesse passare questo decreto, sono pronti a «bloccare le città».

Anche farmacisti e i petrolieri hanno messo le mani avanti. «Il governo è già intervenuto sulla liberalizzazione dei farmaci», spiega Annarosa Racca, presidente di Federfarma, «sui farmaci di fascia C il parlamento ha già deciso di demandare la questione all’Aifa». Pasquale De Vita, presidente dell’Unione petrolifera, invece, ha detto subito «no» a eventuali misure che possano consentire ai gestori delle pompe di benzina di rifornirsi bypassando le compagnie cui sono legati. «Gli impianti di distribuzione sono costruiti dalle società petrolifere, la manutenzione viene effettuata dalle società, il marchio è della società e con tutto questo sono dati in uso gratuito al gestore perché venda la benzina della società», afferma De Vita, «non è pensabile che il gestore si vada a comprare la benzina da un’altra parte».

Sul piede di guerra anche le associazioni di categoria dei commercianti. «Per effetto delle liberalizzazioni e della crisi nei prossimi tre anni chiuderanno 80 mila esercizi commerciali e si perderanno 240 mila posti di lavoro», dice il vice direttore generale di Confesercenti, Mauro Bussoni, «il provvedimento allo studio del governo è fuori dal mondo e favorisce solo la grande distribuzione, senza dare benefici ai cittadini». Critiche alle parole di Monti anche da parte di Roberto Polidori, presidente di Confcommercio Roma. «Non è valido l’assioma secondo il quale più si sta aperti e più si vende e più si incassa. Il volume delle vendite è determinato dal potere d'acquisto dei consumatori, che in questo momento è bassissimo». E poi c’è il capitolo acqua, tema sul quale l’Italia dei Valori sta scaldando i muscoli per dare battaglia al governo. «L’Idv è un partito liberal democratico», spiega Antonio Di Pietro, «ma siamo contrari alla privatizzazione dell’acqua e di tutti i beni comuni». Infine Confindustria, che scommette sul provvedimento: «L’Italia può farcela a patto di uscire dalla logica degli interessi di parte, puntando su semplificazione e liberalizzazioni», dice Jacopo Morelli, presidente dei Giovani di Confindustria. Il valzer è appena iniziato.

di Enrico Paoli

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  • carlo5

    09 Gennaio 2012 - 08:08

    Le liberalizaziani sono un atto dovuto ai cittadini e al mercato del lavoro. Si deve mostrare agli italiani attraverso l'informazione come si opera nel settore in altre parti d'Europa e del mondo moderno. Siamo un paese arretrato che non vuole crescere e le rappresaglie minacciate dai tassisti ci riportano indietro di anni. Che si adeguino al resto del mondo e ci diano un servizio alla pari degli altri. Copino prima di minacciare disordini e sfasci.

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  • cittadino del mondo

    08 Gennaio 2012 - 23:11

    I taxi sono esosi e mancano nei giorni festivi, specie se serali. Provare a scendere a Roma, la domenica alle 23 stazioni termini. Se si viene dall'estero per visitare una città italiana, costa più il taxi aeroporto-centro città che non il volo low cost. Giustamente del turismo o di chi per necessità deve prendere un taxi e non se lo può permettere, al taxista non gliene frega. Preferisce lavorare meno guadagnando uguale o se lavora tanto pretende di guadagnare tanto. Minacciano anche, concordo sul fatto che diversi non hanno la fedina penale a posto e spesso girano con mezzi che non sono degni di un paese civile. All'estero trovi cortesia, prezzi onesti e macchine di lusso. Liberalizzare i taxi non sarà il massimo in termini di riscontro per i consumatori, ma vista la loro arroganza sarebbe un grande segno di cambiamento

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  • brunero48

    08 Gennaio 2012 - 17:05

    Io non so se liberalizzare le licenze dei taxi può portare vantaggi al cittadino.Ritengo che vada fatto uno studio serio e da un ente super partes. Se così fosse un Paese serio e che si rispetti deve avere la forza di applicare le leggi.Se i tassisti dovessero creare problemi di ordine pubblico e arrivare a commettere dei reati dovranno essere perseguiti con tutti i mezzi, anche ricorrendo alle Forze Armate se necessario.Un governo serio deve avere la forza di difendere i diritti della maggioranza della gente e non di subire gli interessi di una categoria.Mai come oggi vale il detto:l'interesse collettivo innanzitutto!Ricordiamo poi che il tassista anti-liberalizzazione è il primo a protestare poi se paga troppo il notaio o i medicinali in farmacia. altrimenti domani io per protestare in difesa dei miei interessi ammazzo il primo che passa per la strada. Stiamo scherzando?

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  • oldcaesar

    08 Gennaio 2012 - 15:03

    Forse che invecchiare è diventato un difetto? Toccherà a tutti. E con l'età in piazza non si va più, non perchè sei rammollito, perchè il tuo tempo è scaduto e non ce la fai più. E poi il pensionato di che arma dispone? Si rifiuta di ritirar la pensione? Cerchiamo di evitare paragoni poco consoni. Quanto alle liberalizzazioni, in linea di principio io ritengo che NON SIA LECITO IMPEDIRE ad altri di fare un qualcosa perchè lo stai facendo tu. Ognuno dovrebbe poter fare ciò che si sente di fare, che è capace di fare, nel rispetto delle sole regole della sicurezza sociale. Chiaramente non può fare il taxista uno senza patente, non può fare il farmacista un ingegnere elettronico e viceversa, NON PUO' FARE IL POLITICO un imbecille... Oops... Scivolone. CONCLUDO: un conto è BREVETTARE un'invenzione, un altro blindare una professione. Quanto invece alle pompe dei carburanti, beh... sdoganiamo prima la proprietà. Gli orari dei negozi? Siamo in collegio? Come? Siamo in pr..- Oops, di nuovo.

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