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Genova, la cricca dell'alluvione Le trame per gli appalti

La Finanza ha scoperto che mentre la città era distrutta dalle piogge, gli imprenditori pensavano al business della ricostruzione

Genova, la cricca dell'alluvione Le trame per gli appalti

Come un brutto film che si ripete. Dopo la risata dell'imprenditore Francesco De Vito Pisciscelli che la notte del terremoto dell'Aquila scoppiò a ridere pensando agli appalti per la ricosturizione, si scopre che più o meno lo stesso è accaduto il 4 novenmbre scorso, mentre Genova veniva piegata dall'alluvione.  La a lobby di imprenditori e funzionari del Provveditorato alle opere pubbliche di Lombardia e Liguria, già sotto inchiesta per corruzione, tramava per accaparrarsi i lavori di «somma urgenza», per «il ripristino delle aree alluvionate». Lo scrive il Secolo XIX che riporta un rapporto della Guardia di Finanza allegato al fascicolo in mano al pm Paola Calleri.

i sei morti, quattro donne e due bambini, non hanno fermato il sistema che opermetteva alla cricca di pilotare le gare, Il 4 novembre stesso, rimarcano le Fiamme gialle, erano andati avanti gli «incontri» fra i titolari delle aziende coinvolte e i dipendenti pubblici sospettati di aver preso mazzette. Appuntamenti in bar o ristoranti cittadini preceduti da prelievi di ingenti somme in contanti.

«Nel corso dei recenti eventi alluvionali - scrive la Finanza - si sono registrate numerose conversazioni. In particolare fra Salvatore Buonaccorso (ingegnere del Provveditorato indagato per corruzione, difeso da Giovanni Ricco e Nicola Scodnik), Paolo Borchi (imprenditore indagato per corruzione, avvocato Romano Raimondo), Alberto De Vivo (geometra del Provveditorato indagato per corruzione, legali Ennio Pischedda e Andrea Costa) ed Enrico Bertoni (imprenditore indagato per corruzione, difensore Maria Carola Flick), finalizzate all’organizzazione di incontri, tout court o in occasione di pranzi, per discutere, presumibilmente, degli eventi alluvionali stessi.

G

 

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Commenti all'articolo

  • roda41

    10 Gennaio 2012 - 17:05

    la storia infinita è sempre la stessa:la vile moneta,ma nella tomba ci vanno pure loro,magari certo,una tomba con borchie d'oro!!!!

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  • roda41

    10 Gennaio 2012 - 17:05

    puntualmente,NON DOVREMMO IN MASSA votare

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  • capitanuncino

    10 Gennaio 2012 - 14:02

    Da 65 anni.

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  • peroperi

    10 Gennaio 2012 - 12:12

    Tutti i politici in assoluto quando vengono fatti dei controlli vengono scoperti ad essere collusi con l'imprenditoria. Non se ne salva uno. Nel DNA di chi sceglie di fare politica non esiste piu' il fatto di fare il bene del paese ma le opportunita' di arricchimento che la politica offre contrariamente ad altri lavori "civili" dove conta la bravura del soggetto per portare a termine i progetti e non la capacità di intrallazzo. Se tutti venissero indagati si scoprirebbe che tutti prima o poi sono o sono stati stati coinvolti in storie di collusione. Ci diano prova del contrario e sarò il primo a chiedere scusa. Per ora nessun politico prima di essere eletto a cariche importanti, si è mai presentato con trasparenza mostrando cosa e quanto possiede lui ed i suoi parenti piu' stretti per poi rimostralrlo a fine mandato. Ci dovrebbe essere una legge apposta. Ma siccome le leggi le fanno loro e non il popolo ci troviamo in queste condizioni.

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