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Omicidio Scazzi, via il processo Sabrina piange in gabbia

La cugina di Sarah, accusata dell'omicidio insieme alla madre, scoppia in lacrime. Ma nessuno sguardo con il padre, Michele Misseri

 Omicidio Scazzi, via il processo Sabrina piange in gabbia
Ha cercato lo sguardo della moglie e della figlia rinchiuse nella gabbia dell'aula Alessandrini del Tribunale di Taranto dove oggi è iniziata la prima udienza del processo in Corte d'Assise per l'omicidio della 15enne Sarah Scazzi, uccisa il 6 agosto del 2010 ad Avetrana. Michele Misseri ci ha provato tutto il tempo a guardare negli occhi Sabrina e Cosima Serrano, entrambe detenute con l'accusa di concorso in omicidio volontario. Ma loro niente. Sabrina, ad inizio di udienza, è addirittura scoppiata più volte in lacrime e ha avuto un leggero mancamento. Lo ha confermato ai giornalisti uno dei suoi avvocati, Nicola Marseglia. "È normale -ha detto il legale- che in una situazione come quella odierna, a dibattimento, l'imputata, rimasta nella gabbia e neppure ammessa a stare a fianco del difensore, possa aver avuto una reazione come questa. Sta nelle cose". Ma a Michele Misseri (accusato di concorso in soppressione di cadavere e di altri reati minori), forse un gesto servirebbe. Ancora ieri è tornato a ribadire "Io non riesco ad andare avanti". In collegamento telefonico con Tgcom24 ha detto: "Sono vittima e colpevole. Il mio senso di colpa è che ci sono due innocenti in carcere". Poi prosegue "Una ragazza che è stata giustiziata, le volevamo tutti bene, poi all'improvviso mi è successo questo. Io ho sempre detto di essere colpevole. Non ho fiducia nella legge terrena, chissà quanti innocenti ci sono in carcere"."Se le due innocenti non escono di prigione per me è finita io andrò in un pozzo ma poi voglio vedere se saranno bravi a trovarmi".
Negli ultimi giorni Michele Misseri ha spedito altre lettere, una alla figlia Sabrina e due alla moglie Cosima Serrano. "Chiederemo al presidente di autorizzare la consegna di queste lettere alla difesa o direttamente alla Corte di Assise", ha detto l’avvocato Nicola Marseglia.


"Voglio sapere perché" - Ad assistere all'udienza sono arrivati anche la famiglia Scazzi, il padre Giacomo Scazzi, il fratello Claudio e la madre Concetta Serrano Spagnolo, che Continua a chiedersi "il perchè".  Avvicinata dai giornalisti nella pausa del processo, la donna ha aggiunto "di non provare rancore" nei confronti della sorella Cosima Serrano e della nipote Sabrina Misseri anche se ha ribadito che, se ritenute colpevoli, dovranno scontare la pena. Inoltre ha riferito di essere “contenta del fatto che il collegio della Corte di assise sia composto quasi tutto al femminile  (presidente e giudice a latere togati e cinque giudici popolari su sei  tutte donne ndr) perchè sono più agguerrite".

Nessuna immagine di Sabrina - La Corte di Assise di Taranto ha stabilito con ordinanza, dopo un'ora e mezza di camera di consiglio, che le immagini del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi potranno essere mandate in onda solo dopo la conclusione del processo stesso. Con la stessa ordinanza, accertato l'interesse "particolarmente rilevante" della vicenda da parte dell'opinione pubblica, la Corte ha autorizzato la ripresa integrale del dibattimento da parte della trasmissione di RaiTre 'un giorno in preturà. Non potranno essere ripresi dalle telecamere gli imputati Cosima Serrano, Sabrina Misseri, Carmine Misseri, Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano, nonchè testimoni e consulenti che ne facciano esplicita richiesta, come avevano fatto gli imputati. Vietata anche la presenza in aula dei fotografi che avrebbero immortalato una Sabrina, in nero come la madre Cosima, che ha continuato a stropicciare nervosamente un fazzoletto tra le mani, ed è apparsa visibilmente dimagrita. Ha i capelli lunghi e si è  sistemata in un angolo, quasi in disparte dietro le sbarre, mentre la madre Cosima, anch’ella vestita di nero e apparentemente imperturbabile, si è messa un pò più avanti rispetto alla figlia e quasi appoggiandosi alle sbarre.
"La sovraesposizione mediatica, che aveva connotato i giorni e le settimane immediatamente successive alla scomparsa di Sarah, è stata controproducente e alla fine ha solo  nuociuto a Sabrina. Credo che un registro diverso possa giovarle", ha spiegato l'avvocato Marseglia.   Il legale ha detto di non credere a una sovraesposizione mediatica voluta da Sabrina, prima del ritrovamento del corpo della vittima. "Mi ha riferito di aver esercitato una sorta di supplenza - ha spiegato Marseglia - che le avrebbero chiesto la zia Concetta e i familiari di Sarah che nell'immediatezza della scomparsa non volevano avere rapporti intensi con i media. Alla fine questa disponibilità le si è ritorta contro in senso negativo. Non è stata un'appropriazione indebita di spazi di questo genere, per vanità personale". Poi, rispondendo a un'altra domanda sullo stato   d'animo della sua assistita, l'avvocato Marseglia ha aggiunto: "Ha lo  stato d'animo tipico di qualunque imputato - ha sottolineato l'avvocato - si aggiunga di un imputato poco più che ventenne che non  ha mai avuto a che fare con la giustizia, che si professa innocente, che risponde di delitti così gravi. Chiunque avrebbe paura di essere condannato anche a un anno di reclusione, figuriamoci all'ergastolo".

Si continua martedì - Da martedì prossimo saranno sentiti i testimoni. La nuova udienza è quindi fissata per martedì 17 gennaio.

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Commenti all'articolo

  • roda41

    10 Gennaio 2012 - 17:05

    tutti e tre e non vengano nemmeno più ritrovati,vivi o morti.

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