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Cartelle pazze e ganasce Come sfuggire a Equitalia

Consigli di autodifesa (legale) dalla scure del Fisco: scopri cosa devi fare e cosa evitare in caso di grane con l'Agenzia delle Entrate

Cartelle pazze e ganasce Come sfuggire a Equitalia

Trentamila accertamenti sintetici (basati su presunzioni di reddito), un milione e 600mila preavvisi di fermo, 557mila fermi, 135mila ipoteche (che si aggiungono alle 450mila ancora in corso), 11mila pignoramenti immobiliari, 133mila pignoramenti immobiliari. Per incutere nei contribuenti quello che Attilio Befera chiama «un sano timore» non sono necessari i blitz degli ispettori a Cortina, basta leggere gli ultimi dati disponibili della riscossione (anno 2010) e incrociare i numeri con l’elenco delle nuove armi messe a disposizione del fisco (accertamento immediatamente esecutivo, nuovo redditometro, inversione dell’onere della prova, accesso automatico ai conti correnti, ecc ecc.). Anche perché la scure dell’Agenzia delle Entrate e del suo braccio operativo Equitalia si abbatte non tanto e non spesso sui grandi evasori, quanto sui piccoli contribuenti che solitamente le tasse le pagano e ne pagano pure tante. Come il drammatico e clamoroso caso di Mauro Bordis, che prima di morire d’infarto si è visto ipotecare la casa e bloccare i fidi in banca per seimila euro di debiti col fisco.

 O quello di Nicolò Italo Gueli, un medico multato una volta per divieto di sosta che per un debito iniziale di 156 euro (poi lievitato a duemila) si è visto ipotecare un garage da 80mila euro. O, infine, quello più grottesco di Guido Giuliani, cieco fin dalla nascita a cui è arrivata una cartella esattoriale da oltre 2mila euro per non avere pagato il canone Rai tra il 2008 e il 2010. Però ascolta, avranno pensato ad Equitalia. Vista l’aria che tira può essere molto utile avere a portata di mano il prezioso manuale di sopravvivenza contenuto nel recente libro di Elena G. Polidori dall’eloquente titolo “Resistere ad Equitalia” che fa il punto sulle nuove norme tributarie e sulle più eclatanti vessazioni degli agenti esattoriali. Nulla di illegale, intendiamoci, solo un vademecum per conoscere, prevenire e agire qualora si finisca nel mirino di un fisco che può avere conseguenze devastanti se non maneggiato con la dovuta cura.Tanto per avere un’idea del corposo manuale stilato con l’aiuto dell’avvocato Alberto Tanza, vicepresidente dell’Adusbef, ecco alcune strategie difensive di base.

Cartelle esattoriali e accertamenti esecutivi. Quando arrivano a casa bisogna prima di tutto chiedere la sospensione che può avvenire per via giudiziale, amministrativa ed in taluni casi dall’agente della riscossione.
Cartelle pazze. Procedere immediatamente con un’istanza in autotutela, la quale non sospende i termini per il ricorso: se non interviene lo sgravio della cartella entro 30 giorni, occorre procedere con il ricorso in commissione tributaria per evitare che il titolo diventi definitivo.
Ipoteca sulla prima casa. Se il debito è inferiore a 20.000 euro, l’immobile è adibito a prima casa, e se la somma è contestata in giudizio, non può essere iscritta ipoteca. Se vi è una procedura esecutiva in corso possono essere solamente usate le normali procedure previste per l’opposizione all’esecuzione, ma che difficilmente portano alla sospensione della vendita.
Centrale rischi. Dal 1 ottobre 2011, nel termine di 60 giorni dalla notifica senza opposizione e degli ulteriori 180 giorni prima dell’esecuzione forzata, non si esclude che si possa comunque iscrivere ipoteca con comunicazione alla Centrale rischi della Banca d’Italia, con evidenti conseguenze pregiudizievoli per gli imprenditori che hanno degli affidamenti in corso con gli istituti di credito.
Enti locali. Dal 1 gennaio 2012 sono gli stessi Comuni a procedere alla riscossione delle loro entrate tributarie e patrimoniali. I Comuni potranno procedere mediante: riscossione spontanea; riscossione coattiva.
Ganasce fiscali. Una novità introdotta dalla Legge n. 106/2011 riguarda l’esonero del contribuente dalle spese di cancellazione del fermo. L’articolo 7, comma 2, lettera gg-octies della Legge n. 106/2011, infatti, prevede che «in caso di cancellazione del fermo amministrativo iscritto sui beni mobili il debitore non è tenuto al pagamento di spese né all’agente della riscossione né al pubblico registro automobilistico gestito dall’Automobile Club d’Italia».

di Sandro Iacometti

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  • Dario70

    21 Novembre 2012 - 17:05

    Per riallacciarmi a quello che dicevo prima ricordatevi sempre questa breve barzelletta: "Il Sig.Bianchi non dorme,tutta la notte sveglio,ad un certo punto la moglie gli domanda il perchè e lui risponde piangendo-Domani devo pagare una cartella esattoriare a Equitalia e non so come fare ... son disperato!. A quel punto la moglie spazientita chiappa il telefono e chiama Equitalia ... pronto, equitalia?... senta domani mattina il mi marito Sig. Bianchi non vi paga la cartella esattoriale... arrivederci. dopodichè aggancia il telefono e si gira verso il marito dicendoli: vedi caro ora tu puoi dormire tranquillo, ora dovranno stare svegli loro che un riscuoteranno un bel niente!!- Tutto questo per dire, anche se smbra strano,oggi in Italia se uno non ha niente è il più ricco di tutti! Che strano paese che siamo!

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  • Dario70

    21 Novembre 2012 - 16:04

    Oggi, anche il cittadino più onesto e rispettoso delle regole,se lavora,soprattutto in proprio,può cadere nelle spietate grinfie di Equitalia.Ci sono solo alcuni rimedi empirici ma molto vlidi per contrastare l'egemonia di Equitalia e andarli letteralmente nel didietro:1° pagare sempre le tasse dovute e comportarsi il più correttamente possibile con coscenza e amore per la propria patria.2° spesso il fisco è talmente spietato che essere onesti non serve a niente,allora a questo punto il segreto è, intestate tutti i beni alla mamma,alla sorella,allo zio,comunque a persone di fiducia che hanno magari un lavoro dipendente e rischiano meno di chi lavora in proprio,spogliatevi di tutti i beni pignorabili, a quel punto comandate solo voi ed equitalia non vi può fare un beneamato cazzo se non notificarti per decenni inutili cartelle che serviranno solamente a riempire i bidoni della spazzatura. Nel finale potranno pignorarvi la tomba al cimitero, ma intanto lasciate che si suicidino loro!

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  • aifide

    12 Gennaio 2012 - 19:07

    tributi non dovuti: se si è in possesso di adeguata documentazione degli avvenuti pagamenti denunciare la persona fisica del Direttore dell'agenzia locale di Equitalia per tentata estorsione e minac ce (se arriva un avviso) o per estorsione ed omissione d'atti d'ufficio se arriva la cartella. Rircordo che sul penale non esiste la difesa dell'Avvocatura dello Stato che difende questi "genitluomini"! Contestualmente alla denuncia penale, presentare un'istanza civile per il risarcimento dei danni patrimoniali e biospicofisici chiedendo almeno 10 volte la somma richiesta (sempre al Direttore dell'agenzia). Se tutti gli italiani ingiustamente perseguitati Equitalia facessero così...............

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  • roda41

    12 Gennaio 2012 - 18:06

    un'ora e mezza per avere una lastra (schifosa)poi dicono che non ho rotture ,ma traumi,rilasciano un foglio,non mi fanno pagare nulla anche se chiedo,me ne vado.OGGI mi arriva raccomandata di EQUITALIA che in codice bianco,non ho pagato e mi appioppano 50 euro da pagare entro 30 giorni.Non sapendo bene le procedure,è un NORMALE procedimento????

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