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Farrell: La Camusso si merita i padroni cinesi

La Ferretti Yachts ceduta a Pechino: di cosa parleranno i sindacati italiani con i mandarini visto che lì scioperare è un reato penale

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Farrell: La Camusso si merita i padroni cinesi

Dove i comunisti italiani e derivati tossici hanno fallito nonostante «Bella ciao» e l’articolo 18 stanno vincendo i turbocomunisti cinesi. Ma che fanno i compagni retro(marcia) nostrani? Cantano «Bandiera rossa la trionferà» in piazza per caso? Figurati. Sono incazzati neri. Ma come? Non volevano un nuovo mondo internazionale e socialista e la morte delle nazioni e del capitalismo? Eccolo!
L’ultimo pezzo a cadere al «yellow peril» (pericolo giallo) con la bandiera rossa è la Ferretti Yachts, il più grande produttore di yacht di lusso sul pianeta, e fiore all’occhiello del Made in Italy. La Ferretti, che ha 7 cantieri in Italia (più uno in America) e duemila dipendenti, aveva debiti di 1.2 miliardi di euro nel 2007 che furono poi dimezzati a 600 milioni dopo un default in pure stile greco. Ma la manovra non bastava e così, martedì scorso, ha venduto il 75% delle azioni al gruppo cinese Shandong Heavy Industry. L’altro 25% l’hanno acquistato i due creditori principali: una banca scozzese e un fondo d’investimento americano.
Indovinate che cosa? Sì, amici, il Shig è una società statale,  di  proprietà del governo cinese. Ma fabbrica imbarcazioni entrobordo di lusso come quello più piccolo della Ferretti, il 430 (13 metri), che ho visto in vendita usato sul web per solo 350 mila euro? Non scherziamo. Fabbrica trattori e apripista!
Non vedo l’ora della prima tavola rotonda fra i sindacati romagnoli e i nuovi padroni comunisti doc. Cosa diranno i compagni Iuri e Vladimiro ai compagni Ding e Dong? L’articolo 18? Gli ammortizzatori sociali? La tredicesima? La pausa pranzo di tre ore? La cassa integrazione? Compagni, compagni, mi dispiace ma certe cose stanno per cambiare da queste parti. Avete voluto la bici. Ora ce l’avete. Fareste bene a documentarvi su come vengono trattati gli operai nella Cina comunista. Per primo, date un’occhiata alla stampa inglese di mercoledì scorso dove si parlava di 300 cinesi di una fabbrica nella città di Wuhan che produce componenti elettronici per computer famosi come quelli del superchic Apple: vengono pagati così male e con tanti ritardi che hanno minacciato di suicidarsi!  Si sono piazzati sul tetto della fabbrica per buttarsi giù.
Nella Cina comunista, i sindacati sono vietati e scioperare è un reato penale. Esiste solo un sindacato, quello del governo, che lavora non per gli operai ma per i capi.
I turni sono di 12 ore e gli straordinari obbligatori (ma non pagati spesso) per sei giorni alla settimana. Lo stipendio mensile medio di un operaio è 1.300 yuan,  cioè 160 Euro. Gli operai abitano in piccoli dormitori dove dormono in dodici.
Nelle parole di un blogger riguardo alla notizia della vendita della Ferretti ai cinesi: «Acquisteranno la tecnologia e gli strumenti e poi fra 5 anni costruiranno una fabbrica gigantesca in Cina con la scusa del bisogno di essere più vicini al crescente mercato domestico e perciò devono sfortunatamente chiudere tutti gli altri cantieri (in America e Italia)».
La cosa ironica è questa: grazie alla giungla soffocante di leggi e diritti nel mercato del lavoro, voluta a tutti i costi dai compagni negli ultimi 50 anni, l’economia italiana è stagnante come un dinosauro e le imprese italiane indebitate fino al collo.
I compagni partigiani hanno liberato l’Italia dai fascisti nel 1945. Ora, stanno liberando l’Italia dai capitalisti.
Bel lavoro, compagni, complimenti. Avanti!

di Nicholas Farrell

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Commenti all'articolo

  • smetre

    23 Gennaio 2012 - 17:05

    ma ci mandano a puttane (cinesi)

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  • franziscus

    14 Gennaio 2012 - 10:10

    pure la camusso e i suoi tirapiedi

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  • beatles14

    13 Gennaio 2012 - 23:11

    Bravo Nicolas sei simpaticissimo. Leggo sempre i tuoi articoli e ti ammiro. PS Dai, un altro piccolo scacco al tuo orgoglio inglese e ti accorgerai che padre Livio è OK, very very OK cioè " al ga risù, scoltel!" (dialetto bresciano doc)

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