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Il terribile sospetto: strage per far passerella al porto

Il naufragio della Costa Concordia all'isola del Giglio: una tragedia. Era sulla rotta proibita soltanto per un folle saluto alla costa?

Il terribile sospetto: strage per far passerella al porto

Naufragare e poi morire per esibire un ciao. Possibile?  La grande ammiraglia, la più imponente nave passeggeri dell’universo, la “regina dei mari”, poi basta uno scoglio e il mito del controllo e dell’indistruttibilità e del colosso tecnologico  cola letteralmente a picco. «Ci trovavamo sottocosta per fare navigazione turistica», così sostiene il comandante. E contestualmente dalla Costa Crociere smentiscono le illazioni sul fatto che il maestoso transatlantico, con le sue 112mila tonnellate e i 4.229 passeggeri, fosse fuori rotta. Che avesse deciso di avvicinarsi così pericolosamente alle rocce dell’isola del Giglio per salutare la gente che, dal porto, avrebbe certo ammirato cotanta magnificenza, e le luci riflesse, e il comignolo sbuffante. E la sirena avrebbe risuonato, provocando un moto d’invidia nel pubblico e d’orgoglio nei passeggeri da poco attovagliati per la prima cena a bordo, inizio d’una crociera chissà da quanto  sognata. D’altro canto c’è quel video rilanciato da tutti i siti d’informazione, con la stessa nave - la Concordia, per l’appunto - che sfila giusto davanti al porto del Giglio, era l’agosto scorso, la sirena che echegia e le riverenze dalla banchina e tutto il resto. In ogni caso, questo rappresenta il punto centrale che i magistrati dovranno chiarire. E qualche convinzione devono essersela già formata, se han deciso di arrestare proprio il comandante con l’accusa di omicidio colposo, disastro e naufragio. Peraltro, gli viene contestato anche l’abbandono della nave mentre ancora molti passeggeri erano da trarre in salvo: la peggior ignominia secondo il codice di chi va per mare.

Il comandante in carcereGuarda su LiberoTv tutti i video della tragedia

D’altronde le perplessità sulla sua condotta erano subito filtrate. Intendiamoci, non si vuol qui anticipare conclusioni a cui solo gli investigatori potranno giungere, e dopo chissà quante analisi. Resta il fatto che, intervistato dall’emittente locale TmNews, un ufficiale dell’equipaggio ha  lanciato accuse pesanti: «È stato sicuramente un gravissimo errore umano -  afferma, riferendosi proprio al comandante -. La rotta era quella di sempre, ma quando si naviga sottocosta non si utilizza più il pilota automatico ma quello manuale. È quindi a discrezione del comandante scegliere la distanza di navigazione dalla costa, e questa volta ha osato troppo. A quel punto non c’è stato più nulla da fare». E se l’armatore, nel senso del rappresentante della Costa Crociere, rimarca come la nave navigasse da Civitavecchia a Savona «come fa 52 volte l’anno», implicitamente sottolineando che mai nulla era successo, i pescatori che quel tratto di mare solcano da millenni commentano adesso sull’imprudenza di attraversare il braccio di Tirreno fra il Giglio e l’Argentario con un’imbarcazione così enorme: «Avrebbero fatto meglio a lasciarsi l’isola a est, allargandosi in direzione della Francia verso il mare aperto». Senza contare che il sito Marine Traffic, in grado di tracciare le rotte delle navi, segnala come quella della Concordia puntasse decisamente proprio verso l’isola del Giglio. E ancora: mentre sempre il comandante  assicura che «quello scoglio non è segnato sulle carte nautiche», altri marinai garantiscono che invece sì, la maledetta roccia affiorante  è ben conosciuta, basta prestarci la dovuta attenzione, «le isolette attorno al Giglio, come Le Scole, sono tutte ben segnalate sulle mappe, chi va per mare questo lo sa e lo sappiamo bene noi dell’isola». Un sasso che lì si trova da chissà quanto tempo ha squarciato la chiglia del colosso come fosse di latta.

E l’impressione, certo al di là di eventuali imprevisti  in grado di far precipitare una situazione che, con maggior fortuna, avrebbe potuto essere gestita senza drammi - imprevisti che magari per decine di volte non si sono verificati («...da lì ci passiamo 52 volte all’anno...») e poi una volta invece sì (ma queste sono le consuete recriminazioni del dopo) - l’impressione, dicevamo, è proprio questa: l’eccessiva fiducia nella propria perizia, il ritenersi ormai  padrone della situazione, dimenticando precauzioni che invece rappresentano parte integrante e anzi essenziale della perizia stessa, «...questa volta ha osato troppo...». E non è che adesso la si voglia menare più di tanto, ma è questa la grande, incorreggibile tentazione dell’uomo. Si chiama supponenza. Ed è quella che ti distrae, deviando lo sguardo verso orizzonti lontani e però a volte celando agli occhi - per citare Paz - la boa che segnala il continente sommerso, e le sue fosse, e le cime invisibili. Quelle nascoste proprio qui, sotto il pelo dell’acqua.

di Andrea Scaglia

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Commenti all'articolo

  • piccioncino

    16 Gennaio 2012 - 08:08

    Il salutino agli amici dell'Isola del giglio..con annessi e connessi..e soprattutto con la plastica raffigurazione dell'enorme nave adiagiata a pochi metri dalla riva,..sintetizza efficacemente (onestamente..non si sarebbe potuto far meglio)..quello che costituisce l'ossatura morale, culturale, di costume dell'Italietta all'amatriciana..E' un'immagine plastica che ha fatto il giro esponenziale in tutto il mondo,..rinnovando nelle menti delle varie civiltà antropologiche..la visione sintetica della Nazione Italiana..Il tutto..è poi avvenuto contestualmente alla classifica negativa delle Agenzie di rating,..accompagnata dai soliti ipocriti piagnistei..che si rifiutano pervicacemente di guardare in faccia la realtà..evidentissima (vero!? Sora Camusso??)..Non tutti gli Italiani sono così,..ma i magliari Pulcinella abbondano,..soprattutto nei piani alti della politica, della magistratura, delle professioni, dell'istruzione ecc..Purtroppo, questa è la dura realtà..

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  • sibarita

    15 Gennaio 2012 - 22:10

    quel "comandante" è un criminale codardo,disonora la marineria.

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  • eureka.mi

    15 Gennaio 2012 - 21:09

    Senza dubbio è una tragedia ma la responsabilità è del comandante che non doveva avvicinarsi così tanto all'isola. In quanto al personale assunto che non parla italiano è prerogativa dell'azienda assumere queste persone che sicuramente pagherà meno. Ho fatto anch'io una crociera e dal cameriere al personale di servizio non ce n'era uno che parlasse italiano e inglese pochissimo. E' un viaggio che costa ed il minimo che ci si aspetta è di colloquiare per varie richieste con il personale di servizio, cosa impossibile. Stasera ho sentito che Monti vuole dare la medaglia d'oro ai cittadini dell'isola. Niente da dire per l'aiuto che hanno dato, aiuto che avrebbero ricevuto in qualsiasi altra parte dell'Italia, è nel nostro dna, un comportamento spontaneo di solidarietà. Ma ventilare la medaglia d'oro mi sembra troppo, cosa dovrebbero dare agli abitanti di Lampedusa? Mr Monti non travalichi i suoi compiti, pensi solo a salvare l'Italia se ci riesce, per il momento credo stiamo sprofondando

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  • angelo.Mandara

    15 Gennaio 2012 - 19:07

    Paradossi all'italiana...Come tentare di far passare un "bisonte" del mare, a raschiare il fondo, in mezzo alla cruna d'un ago? Propenderei sempre più per la "bravata" (con tutto quello che si è letto e sentito da testimoni) e la scatola nera speriamo possa chiarire...ma a 150 metri dalla riva è come voler fare la barba agli scogli, con rischi esponenziali e senza doversi attaccare alla cartina che non riportavano quello "sperone" di scoglio (quale prurito è nato allora?). Un "bestione" come quello come riesce a bordeggiare di notte e su un fondale di pochi metri ? Altro che popolo di navigatori? Servizi giornalistici hanno mostrato bene che la rotta,a quel punto di territorio, è stata "avvicinata" alla costa in maniera preoccupante. A sentire il Procuratore capo diGrosseto sembrerebbe che queste crociere avessero l'usanza di "salutare", passando davanti all'Isola, con suono di sirene e "gran pavese"... ma non è chiaro chi. (segue) Angelo Mandara

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