Cerca

Sei morti, 16 dispersi: "Poche speranze"

La nave si muove, interrotte le operazioni dei sub. Trovata la sesta vittima. Mancano 12 tedeschi: "Difficile trovarli vivi"

 Sei morti, 16 dispersi: "Poche speranze"
Si aggrava il bilancio del naufragio all'Isola del Viglio: è stato ritrovato il corpo della sesta vittima. Il cadavere era nel secondo ponte, in una parte della Costa Concordia invasa dall'acqua. La vittima aveva il giubbotto salvagente ed era un passeggero. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte alla ricerca dei dispersi, che al momento sono 16 di cui 12 tedeschi, ma si sono interrotte poco dopo le 11 di questa mattina perché il relitto della nave, che poggia su uno "scalino" del fondale, ha iniziato a muoversi. Soccorritori e sub sono stati fatti evacuare: il rischio era che la nave possa sprofondare su un fondale di 70 metri di profondità, dove le ricerche di altre vittime e le successive operazioni di recupero dello scafo diventerebbero assai più difficili. Il sindaco dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli, lunedì mattina ha confessato che "la speranza di trovare in vita i dispersi ormai si è ridotta al minimo. L’unica speranza è che si sia creata nella nave qualche bolla d’aria". Nel pomeriggio le operazioni sono ricominciate per poi essere sospese con il buio. Riprenderanno martedì mattina.

Il destino del relitto: che fine farà la Concordia?

La scatola nera - Proseguono nel frattempo le indagini per comprendere la dinamica dell'incidente e si studia la scatola nera della nave, che darà indicazioni sulla rotta, comandi impartiti dal comandante dopo lo schianto con gli scogli, comunicazioni con la Capitaneria di porto e con i soccorritori. Entro un paio di giorni avremo la verità della scatola nera: la Guardia Costiera e i Carabinieri, coordinati dalla procura di Grosseto, stanno elaborando una relazione decvisiva per l'inchiesta: l'attività è complessa e febbrile. Si complica nel frattempo la posizione del capitano. Secondo il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, tra l'allarme per una falla dato alle 21.45 e la prima comunicazione alle autorità marittime dell’incidente sarebbe trascorsa circa un’ora. Il secondo orario corrisponderebbe alle 22.43. Nella scatola nera si cerca anche il mayday, la richiesta internazionale di soccorso, che potrebbere non essere mai stata lanciata dalla Concordia alle capitanerie. "La nave è arrivata a 150 metri dalla riva, vicinissima - ha spiegato Verusio - e in un punto dove il fondale è basso e scoglioso. Vedremo che rotta ha seguito il comandante della nave e faremo anche riscontri satellitari sulla posizione".

Guardia il video su LiberoTv: Il panico dei passeggeri sulle scialuppe

Guardai il video su LiberoTv: L'annuncio sulla nave: solo un guasto tecnico

Comandante colpevole - Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ha parlato delle responsabilità di Schettino. "L'idea che ci siamo fatti nell'immediatezza del fatto sta trovando conferme dalle prime indagini delle forze dell'ordine e delle autorità marittime". Secondo quanto si è appreso, infatti, il comandante era su una scialuppa e non su una roccia, come invece aveva riferito in un primo momento. "Abbiamo optato per il fermo seguendo una nostra ipotesi relativa a un possibile pericolo di fuga del comandante perché, navigando da molti anni ha toccato vari porti in tutto il mondo e avrebbe potuto fuggire all'estero". Anche in questo modo il procuratore di Grosseto ha spiegato il fermo in carcere di Francesco Schettino, che martedì o mercoledì sarà sentito dal gip nell'udienza di convalida".

I dispersi - Il numero dei dispersi intanto è sceso a 16. Dieci sono turisti, e tra loro c'è anche una bimba di cinque anni che viaggiava con il papà e con la sua compagnia. Gli altri sei sono membri dell'equipaggio. Sull'isola sono operativi insieme ai sommozzatori dei Vigili del Fuoco gruppi di speleosub del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico e della Federazione italiana attività subacquea: utilizzano attrezzature avanzate per la ricerca mirata di dispersi, grazie anche al possesso della mappatura della nave. Sul posto anche nove cani dell'unità cinofila toscana dei Vigili del Fuoco. A complicare le ricerche, però, il peggioramento delle condizioni meteo: si teme che le onde possano far sprofondare il relitto a 70 metri rispetto al gradino di 37 su cui è poggiato lo scafo. Se sprofondasse a 70 metri, la nave si inabisserebbe completamente.

Rischio ambientale - Resta altissimo anche il rischio ambientale: la zona dove è avvenuta la tragedia è ricchissima di tesori paesaggistici e naturalistici. ""Il rischio ambientale per l'Isola del Giglio è altissimo", ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. E' così iniziata una corsa contro il tempo per svuotare il carburante dalla nave, operazione che si rivela sempre più complessa. Per evitare un disastro ambientale è necessario svuotare le circa 2.400 tonnellate di carburante: un'operazione che, calcolano i tecnici, può durare non meno di due settimane. Al momento non c'è alcun pericolo di fuoriuscita del carburante perché la nave è incagliata in un tratto relativamente basso di mare, a 150 metri dalla riva.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Ame4Deo

    16 Gennaio 2012 - 15:03

    Capisco che l'alcol faccia male, ma lo dico per lei e il suo fegato...non esageri. A parte non avere alcuna attinenza (si dovrebbe essere molto perversi per trovarne) col tema trattato, lei chiede delle dimissioni che non avverranno mai e questo portebbe i lor signori a permanere nel dorato mondo del potere. Vorrei darle una notizia sconvolgente, male che vada nel 2013 si tornerà a votare. Comprendo che il paladino dell'IDV le abbia raccontato per anni di essere sotto dittatura, ma non è così. Siamo in democrazia e non si preoccupi che nel giro di 18mesi potrà tornare ad esprimere la sua adesione democratica tramite il voto, saziando così la sua famelica volontà odierna. Viva, per quanto possibile, più serenamente...non cadrà il mondo (Maya permettendo)...si fidi. Lei che oggi vede tutto distrutto e nero immagini cosa doveva essere vivere nelle macerie (anche nel senso fisico del termine) del dopoguerra. Sono cicli...stia sereno.

    Report

    Rispondi

  • aquila08

    16 Gennaio 2012 - 15:03

    Queste tragedie sono dovute alla conseguenze provocate dai politici che invece di governare hanno pensato solo a fare gli affari di famiglia e le guerre per mascherare la loro incapacità di governare.I POLITICI CHE ADESSO PRETENDONO DI FARE I MAESTRI PER GIUSTIFICARE L’AMUCCHIATA CHE SOSTIENE IL GOVERNO DI DIO DELLA LORO SALVEZZA, NON SONO STATI CAPACI A TENERE IN PIEDI UNA STRUTTURA SERIA EFFICENTE DI PRONTO INTERVENTO.Infatti,dopo la tragedia se ne è aggiunta un’altra per colpa dei politici che hanno sfasciato quello che Tren’anni fa funzionava. Sicilia, cellulari gratis per figli e mogli La maxi-bolletta? A carico della Regione La Finta sinistra capeggiata da Democristiani,Ex PCI-PR-PSI-PLI-PRI e da Comunisti-Sindacalisti-Giornalisti Venduti,invece di criminalizzare Di Pietro e l’IDV perchè hanno denunciato l’amucchiata che tiene in piedi il governo voluto da Dio e imposto dai nostri padroni per salvare i politici e hanno avuto il coraggio di denunciare gli inciuci spartitivi Istituzionali che invece di far Rispettare la Costituzione l’Hanno aggirata promuovendo le guerre per coprire il saccheggio allo Stato e gli affari di famiglia fatto dalla Casta politica della 2′da repubblica erede della Prima Tangentista Clericale-Affarista-Speculativa,farebbe molto meglio rassegnare le dimissioni e andare al voto.Purtroppo,non lo faranno mai perchè essendo illuminati da Dio protetti dal Vaticano e dal profeta Napolitano futuro dell’Europa “Unità politica".

    Report

    Rispondi

  • Ame4Deo

    16 Gennaio 2012 - 15:03

    No, non condivido. La responsabilità è sempre e solo del comandante. Se la gente va a 300 all'ora in autostrada non è colpa della Ferrari che produce le macchine o della polizia che non lo ha fermato. La colpa è sempre del pilota. In nautica invece non importa chi è al timone, ma di chi comanda. Anche l'abilitazione delle barche da diporto riportano la dicitura: Abilitazione al Comando di Unità da Diporto. Si è comandanti e si devono impartire gli ordini e si è responsabili di tutte le manovre che vengono effettuate a bordo (e dell'incolumità dei passeggeri). Se scendo in cabina a dormire, detto la rotta a chi deve stare al timone e mi assicuro che abbia capito e segua gli ordini. Perchè è qs che deve fare il comandante, impartire gli ordini e assicurarsi che vengano eseguiti. Per questo motivo è sempre responsabile in prima persona di ogni errore commesso in navigazione.Se gli strumenti sono "morti" passo a 500miglia dalla costa in sicurezza, non c'è scusa che tenga.

    Report

    Rispondi

  • Ame4Deo

    16 Gennaio 2012 - 14:02

    Leggevo altri suoi commenti...è vero che la nave aveva una rotta che la portava ad un km di distanza dalla costa, ma ad un bestione di 290 metri basta accostare di qualche grado e viaggiando a 16 nodi (che sono 9 metri al secondo circa) ci vuole poco a ridurre di 850 metri la distanza dalla costa...per questo le distanze di sicurezza sono altre. Tenere mezza lunghezza fra sè e la costa è follia. Per dare l'idea, viaggiando su di una barca a vela di 14metri è come fare il pelo a 7 metri dalla costa...è tentato suicidio...anche perchè significa non avere spazio per manovrare (e le barche, al contrario delle vetture muovono la poppa, non il muso, quindi anche virando per allontanarsi si porta la poppa ancora + vicino alla costa). Non c'è verso, scoglio segnalato o non segnalato, anche navigando a vista o nella nebbia, la responsabilità è sempre del capitano (anche se c'è il vice in plancia e lui è a pranzo, o a dormire) così è la legge.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog