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Destino del gigante del mare: rimorchiata o fatta a pezzi

Il nodo delle operazioni di recupero della Costa Concordia. Cercheranno di raddrizzarla, altrimenti verrà demolita sul posto (ma serve almeno un anno)

Destino del gigante del mare: rimorchiata o fatta a pezzi

Una volta che saranno terminate le operazioni di soccorso, una volta che saranno svuotate le cisterne dal carburante, la gigantesca nave da crociera Costa Concordia dovrà essere rimossa dalle coste dell'Isola del Giglio. Un affare certo non semplice. Per il quale si profilano due possibilità: può essere rimessa a galla e trascinata con un rimorchiatore oppure verrà tagliata a pezzi sul posto e portata a rottamare in acciaieria.

Fatta a pezzi - Secondo quanto si è appreso si farà il possibile per evitare la seconda strada, poiché più complessa e costosa, oltre a richiedere almeno un anno. Lo scafo verrebbe tagliato con cavi diamantati, tirati da due chiatte poste ai lati della nave. I cavi passerebbero sotto la nave e verrebbero tirati verso l'alto. I pezzi verrebbero poi portati in alto da gru posizionate su delle chiatte ancorate e verrebbero poi trasportati in cantiere. Ogni gru è in grado di sollevare pezzi tra 500 e 3 mila tonnellate, e per rimuovere l'intera Concordia servirebbero almeno 100 sollevamenti.

Il trasporto - La possibilità caldeggiata, al contrario, è quella di trasportare per intero la nave. L'operazione richiederebbe da uno a sei mesi. In una prima fase la falla verrebbe tappata con una lamiera simile a quella dello scafo. La nave verrebbe inoltre svuotata con le pompe. Successivamente la Concordia verrebbe riportata in posizione verticale con degli argani, e quindi verrebbe rimorchiata in cantiere dove decidere se rimetterla in funzione o rottamarla. Il problema è che chiudere uno squarcio di 70 metri potrebbe essere impossibile.

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Commenti all'articolo

  • Marco78

    18 Gennaio 2012 - 00:12

    Credo che il problema non sia riparare lo scafo danneggiato per circa 70 metri, infatti si tratterà di una riparazione di fortuna, nessuno andrà a cercare la perfezione, ma il problema viene dopo nel rimetterla dritta anche perchè è piena d'acqua per metà. Per togliere tutta quell'acqua oltre alla falla dello scafo bisogna rendere stagne tutte le aperture che si sono create per via della posizione in cui si trova la nave, questa mi sembra invece un'operazione complicata o perlomeno lunghissima. Il taglio in tronconi può essere una soluzione anche se piuttosto lunga. In ogni caso aldilà del discorso assicurazioni ecc ecc.... bisogna prendere atto che si tratta di una nave nuova, all'avanguardia ed anche piuttosto grande e rappresenta quindi una grave perdita non solo per la società Costa ma anche per la Nazione.....un vero peccato perdere una nave del genere per una bravata.

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  • ganelli

    16 Gennaio 2012 - 19:07

    Se per assurdo dovesse essere salvata....chi ci salirebbe piu' sopra?

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  • Ame4Deo

    16 Gennaio 2012 - 15:03

    no...certamente costoso, dai tempi incerti e soprattutto pericoloso. Saldare piastre su 70 metri di scafo richiede molto tempo in porto, figuriamoci su di una nave che è sottoposta alle bizze del mare e che soprattutto non è ancorata a nulla, che si potrebbe muovere andando a urtare le navi che lavorano per tappare la falla portando con sè gli operatori. E' una difficile decisione, non invidio chi deve scegliere se e come intervenire

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