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Adriano Sofri torna in libertà Scontata pena di 22 anni

L'ex leader di Lotta Continua era stato condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Calabresi. Era a domiciliari

Adriano Sofri torna in libertà  Scontata pena di 22 anni

Adriano Sofri è libero per aver finito di scontare la pena. Per l'ex leader di Lotta Continua, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, l'ufficio di sorveglianza di Firenze sabato ha firmato il provvedimento. Sofri scontava la pena ai domiciliari per motivi di salute e aveva permessi per uscire. Secondo quanto si apprende, la liberazione sarebbe dovuta avvenire a febbraio, ma sarebbe stata anticipata dopo la richiesta di Sofri di avvalersi dell’ultima riduzione di pena. Sofri venne condannato quale mandante dell’omicidio del commissario Calabresi. Nel giugno del 2005 ha ottenuto la semilibertà per collaborare con la scuola normale superiore di Pisa alla sistemazione degli archivi di Eugenio Garin e Sebastiano Timpanaro. Nel 2005, però si ammalò di una rara malattia e venne ricoverato a Pisa. Ha trascorso gli ultimi 5 anni agli arresti domiciliari. Da oggi, lunedì 16 gennaio, ufficialmente è un libero cittadino.


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  • TOSCANOROSSO

    17 Gennaio 2012 - 10:10

    Auguri caro Adriano. I vecchi compagni finalmente hanno potuto festeggiare la fine di una vergognosa ingiustizia. Spero di poterti incontrare a Pisa nel futuro prossimo. Anche Pinelli sorriderà nella tomba.

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  • VincenzoAliasIlContadino

    17 Gennaio 2012 - 10:10

    . Io credo che un omicida debba fare almeno 30 anni o ergastolo e se stragista, boss mafiosi, trafficanti e traditori deve essere fucilati. Oggi,per meriti anche di"George"dal 37 in pista ai vertici prima aderente al Guf, poi nel Pci s’è perso il senso della Giustizia fomentando fango mediatico ed inchieste del Kaiser e col sistema dell’Amaro Petrus, un Pool di Giustizialisti che svolgevano indagini con poco sforzo alla faccia della Civiltà del Diritto,meglio gli "Schiavettones" e non usare investigatori, nati per fare le indagini come Dio comanda. In quel periodo, frequentavo l’ultimo Corso Artistico, tutti i giorni parcheggiavo la mia fuori serie nei paraggi o a prenderci un caffé con amici. Purtroppo la Giustizia è scaduta come lo yogurt che lascia l’amaro in bocca e nell’anima nel vedere che soloni in aula magna andare lezioni di moralità d’Università o al sole dei tropici o in redazioni come fossero Angeli Custodi e non della morte: vedere persino fargli da scorta a chi da"Onorevole" che prima aveva ucciso suo Padre, Ispettore di Ps: io vomito, mi sento male, quando guardo allo specchio la cicatrice. Pensate cosa capita a chi testimonia o ha rischiato la pelle per pochi spiccioli come Ultimo o del Generale Mori e vedersi imputato da feccia.

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  • lepanto1571

    17 Gennaio 2012 - 10:10

    Devo complimentarmi col sig. Marcello Marilli. Non avrei potuto scrivere di meglio per esprimere il mio profondo disprezzo per un delinquente come pochi. Posso ggiungere solo che è anche un vigliacco. Non compro Panorama proprio per non rischiare di leggere il nome di un assassino "giornalista" . Ironicamente, viva l'Italia!

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  • marcello marilli

    17 Gennaio 2012 - 08:08

    ho già avuto modo di scrivere che dovevamo ricordarci del caso baraldini per sapere come sarebbe andata a finire la storia di questo squallido e ignobile individuo che mi proibisco di definire uomo . siamo un paese vergognoso ed i suoi abitanti pecore ancora (quelli di sinistra) permeate di archeologia ideologica che per essere di "quella parte" viene loro perdonato tutto , tanto sono compagni che sbagliano! Mi meraviglio che anche un uomo intelligente come Ferrara gli abbia dato tanto spazio nel suo giornale ; forse ha qualche favore da rendere ? Spero di no, sarebbe una grande delusione tanto lo stimo come libero giornalista . Inqualificabile l'atteggiamento di connivente silenzio tenuto dai "sinistri " su questa situazione indecente per la così dertta " giustizia " italiana .Mi viene a mente il grande Gaber quando affertmava "io non mi sento italiano.....", il seguito di questa canzone faceva riferimento alla grande Italia rinascimentale.

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