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I suoi morti sotto al mare Schettino è già a casa

Concessi i domiciliari al capitano della Concordia. Le vittime sono salite a 11, 22 i dispersi. Ammutinamento dell'equipaggio ha evitato un bilancio peggiore

I suoi morti sotto al mare Schettino è già a casa

Mentre il bilancio delle vittime della tragedia della Concordia è salito a 11 (sono cinque i corpi ritrovati martedì, quattro uomini e una donna che si trovavano a poppa della nave; i dispersi sono invece 28), il comandante Francesco Schettino ha ottenuto gli arresti domiciliari. E' quanto ha deciso il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, che ha convalidato il fermo senza però trattenere in carcere il capitano. Le accuse a carico del comandante sono quelle di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave (una cirostanza confermata dalle grottesche e drammatiche telefonate che sono trapelate nel corso della giornata, e nelle quali Schettino parla con la Capitaneria di porto). La decisione di concedere al capitano i domiciliari non è piaciuta al procuratore capo della Repubblica di Grosseto, Francesco Verusio, che ha commentato: "Sono curioso di leggere le motivazioni. C'è da capire perché il giudice non ha convalidato il fermo ritenendo che non ci fossero gli estremi ma ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Domani (mercoledì, ndr) valuteremo".


L'interrogatorio - Nel corso dell'interrogatorio di garanzia a Grosseto, Schettino ha spiegato che al momento dell'impatto "ero al comando. Ho salvato centinaia, migliaia di persone e non ho abbandonato la nave". Il comandante è accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. Schettino ha aggiunto: "La nave dopo l'urto con lo scoglio ha avuto uno sbandamento di 90 gradi. Non potevo risalire sopra", difendendosi dall'accusa di aver abbandonato la Concordia prima del termine delle operazioni di salvataggio dei passeggeri. "Provate voi se vi riesce a risalire su una imbarcazione in quelle condizioni, ci vuole un elicottero", ha ribadito il legale di Schettino, Bruno Leporatti. In difesa del comandante anche sua moglie, Fabiola Russo: "Sentiamo il dovere di respingere con forza qualsiasi tentativo di deligittimazione della sua figura - ha dichiarato -, invitando a comprendere la sua tragedia e il suo dramma umano". Il legale successivamente ha spiegato che "il comandante Francesco Schettino ha risposto lungamente a tutte le domande che gli sono state fatte durante l'interrogatorio di garanzia". Secondo il procuratore Francesco Verusio però "la ricostruzione dei fatti non ha modificato l'impianto accusatorio della procura".

"Mi sono trovato lo scoglio" - Il legale di Schettino, Bruno Leporatti, ha riferito che "il comandante si è trovato lo scoglio davanti al percorso di navigazione". L'avvocato ha riferito la versione espressa dal suo cliente durante l'interrogatorio: una frase che lascia francamente sconcertati. Riguardo al cambio di rotta della Costa Concordia, il legale del comandante ha osservato: "La questione sarà oggetto di valutazione". Ai cronisti che gli chiedevano se Schettino non si fosse reso conto di essersi avvicinato troppo alla costa, Leporatti ha risposto: "L'avvicinamento eccessivo sarà oggetto di rilievi tecnici. Ci sono i dati della scatola nera che saranno esaminati. E' un aspetto che dovremo approfondire".

L'ammutinamento - Ma se il bilancio delle vittime del Concordia non è stato ancor più pesante lo si deve all'ammutinamento di buona parte dell'equipaggio. Gli ufficiali di seconda, un quarto d'ora prima che il comandante procedesse a dare la comunicazione di abbandono nave, erano già al lavoro per preparare le scialuppe di salvataggio e aiutare i passeggeri a lasciare la concordia. I marinai, non appena la nave si è inclinata ed è rimasta al buio, hanno capito che non c'era altro tempo da attendere. Erano le 22,45 quando hanno deciso di fare da soli, visto che il tentativo di convincere il Comandante di dare l'ordine non arriva. Solo alle 22,58 il Comandante si è deciso. Se Schettino avesse dato subito l'ordine di abbandonare la nave, magari ascoltando quegli ufficiali che lo imploravano di farlo, avrebbe avuto almeno un'ora e mezzo di tempo a disposizione per l'evacuazione, e forse adesso ci sarebbe da contare qualche morto in meno. "Il comandante della Costa Concordia rischia una condanna a 15 anni di carcere. Vediamo come riusciamo a coordinare i capi di imputazione", ha ha detto il Procuratore Capo di Grosseto Francesco Verusio.

Dispersi - La sesta vittima, estratta lunedì dal relitto, non è stata ancora identificata. Si tratta di un uomo, un passeggero, con il giubbotto salvagente. Proseguono anche oggi, martedì 17 gennaio,  le ricerche dei dispersi a bordo della nave Concordia, naufragata venerdì all'isola del Giglio: intorno alle 15 sono stati ritrovati altri 5 cadaveri. Lunedì notte erano state sospese le operazioni e non si è lavorato sul 'gigante del mare', dopo che nel pomeriggio erano stati registrati leggeri movimenti della nave. Gli uomini della marina militare hanno utilizzato delle microcariche esplosive per aprire varchi nello scafo al fine di facilitare l'accesso alle parti sommerse. Continua il balletto delle cifre sui dispersi. Dopo il ritrovamento dei 5 cadaveri erano scesi a 22, ma nella serata di martedì la prefettura di Grosseto ha specificato che sono 28: 17 donne e 11 uomini di sette nazionalità (tedesca, italiana, francese, ungherese, indiana, peruviana e statunitense). La prefettura ha specificato che "i dati, tuttora in corso di aggiornamento, potrebbero risultare utili ai fini della ricerca dei cittadini italiani e stranieri". Secondo quanto si è appreso si tratterebbe di 4 membri dell'equipaggio, mentre gli altri 24 sarebbero passeggeri. Dei nostri connazionali, mancano all’appello Maria D’Introno, di Biella; le amiche siciliane Maria Grazia Trecarichi e Luisa Antonia Virzì; il riminese William Arlotti e la figlioletta  Dayana di 5 anni, tutti passeggeri, mentre l’unico italiano disperso membro di equipaggio è il 30enne Giuseppe Girolamo di Alberobello


Disastro ambientale - Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, intervenendo alla 'Telefonata di Belpietro' in onda su Canale 5 ha detto che "c'è il rischio che la nave scivoli più in giù e non esistono mezzi meccanici che possano trattenerla". "Bisogna fare in fretta - ha aggiunto Clini - perché le condizioni meteoclimatiche stanno per cambiare e anche per evitare rischi". Secondo il ministro è "molto elevato" il rischio che a causa di uno spostamento del relitto sul fondale determinato dalle correnti marine si possano rompere i serbatoi della 'Costa Concordia' contenenti carburanti. "Temiamo che la nave possa spezzarsi e con essa quindi anche i serbatoi - ha detto Clini -, stiamo cercando di scongiurare questo rischio accelerando le operazioni di recupero del carburante dai serbatoi". Questa operazione però - ha sottolineato il ministro - non deve compromettere quella di recupero di "possibili dispersi". La situazione è tale che "si sta lavorando su un equilibrio molto difficile" e comunque il recupero del carburante "dev'essere la fase due rispetto all’altra".

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Commenti all'articolo

  • SergioLivio

    18 Gennaio 2012 - 10:10

    QQuello che è capitato è semplicemente assurdo, inconcepibile. Il comportamento del cosidetto capitano spregevole. Mi piacerebbe conoscere il suo curriculum vitae. Il fatto che il gip lo abbia mandato agli arresti domiciliari perfettamente coerente con la magistratura italiana. Speriamo che non gli mettano a disposizione anche uno psicologo per il trauma che ha dovuto sopportare. Comunque ne vedremo e sentiremo delle belle sul comportamento del valoroso comandante. Teoricamente dovrebbe essere ancora sulla nave dato che mancano all'appello ancora una quindicina di persone. Sergio

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  • paola1970

    18 Gennaio 2012 - 08:08

    Volevo sapere ma se la nave ha le scialuppe su i 2 lati della nave e un lato è inutilizzabile in quanto la parte è inclinata come hanno fatto 4.000 passeggeri a salvarsi? siamo sicuri che si sono salvati tutti? o ci nascondono qualche cosa?

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  • Angizia

    18 Gennaio 2012 - 08:08

    Un sito interessante per vedere da dove provengono i cognomi, tipo Montesarchio o Schettino.

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  • Cattif.49

    18 Gennaio 2012 - 07:07

    Che vergogna! Non c'è redenzione , siamo nelle mani di una massa di irresponsabili buffoni , a tutti i livelli .

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