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E Schettino ora accusa la Costa

Il comandante: "Li ho avvertiti subito". Ma la compagnia rincara: "Ha mentito anche all'equipaggio".

E Schettino ora accusa la Costa

La prima serie di bugie l'ha detta davanti alle telecamere di Tgcom, poco prima di essere arrestato: «Siamo stati gli ultimi a scendere dalla nave. Quello scoglio non era segnato sulle carte. Viaggiavamo a velocità turistica». Tre frasi, tre menzogne. Francesco Schettino era sulla terra a guardare la Concordia affondare con i passeggeri a bordo. E a bordo aveva già ordinato anche all’equipaggio di mentire, quando una voce che non è la sua, dall’altoparlante ha detto ai quattromila terrorizzati di mantenere la calma: «Perché è soltanto un black out. Ed è tutto a posto». Invece era la morte collettiva. La morte che ha risparmiato il comandante, perché, secondo la sua versione tragicamente patetica: »Sono scivolato su una scialuppa che mi ha portato in salvo». Salga a b-o-r-d-o!, ordinava dalla Capitaneria di porto di Livorno il comandante Gregorio De Falco. E lui, il capitano bugiardo: «Noi siamo qui». Noi chi? Qui dove? In realtà era lui: Schettino Francesco, detto Franco. Ed era lì, a terra. A reiterare falsità: «Vado». E invece resta giù. Con i piedi poggiati sulla terra solida a guardare e a domandare quanti morti ci sono là in fondo, a ridosso dalla scogliera che ha aperto la pancia della nave. Una scogliera segnata sulle carte, anche se non ce n’è bisogno perché “Le Scole” sono famose, si vedono in lontananza, il radar le segnala e non c’è marinaio passato dal Giglio che non le conosca. «Passavamo sempre dal Giglio, ogni volta sottocosta», parola del comandante. E lo sa bene anche Mario Palombo, il vecchio lupo di mare e storico comandante della Costa Crociere.

Niente di vero: «Non sono mai passato dal Giglio con Schettino, io», dice Palombo. E venerdì 13 gennaio, la notte dell’affondo, la Concordia con Schettino al timone viaggiava a 16 nodi. Faceva l’inchino all’isola con il maitre natio del Giglio e la bionda ballerina al suo fianco. Questo secondo i risultati dell’indagine, ma non del comandante-bugia, che al gip di Grosseto dice: «Quella sera in plancia c’ero io con altri cinque ufficiali. La ragazza bionda era con il marito». Macché marito, la ballerina Domnica Cermotan, 25 anni, moldava, era in plancia con lui al momento dello schianto e durante il naufragio. Lo dice lei stessa alla France Presse, aggiungendo: «Sono pronta a testimoniare. Voglio deporre di fronte agli inquirenti, perché l'inchiesta sia obiettiva». Una testimonianza quanto mai necessaria, per chiarire le molte incongruenze disseminate nelle dichiarazioni che la bionda ballerina ha rilasciato finora. E per ricostruire cosa è successo davvero in plancia di comando nel momento in cui la nave ha impattato contro “Le Scole”. Il primo punto è: a che titolo si trovava sulla Costa Concordia e in che cabina alloggiava? Forse si è regalata quella crociera, insieme con degli amici russi, anche se non è chiaro chi abbia acquistato il biglietto. E la cena con Schettino? E la sua presenza in plancia di comando? In alcune dichiarazioni Domnica Cermotan sostiene che si trovava «col comandante al momento dell’impatto, a cena», ma in altre smentisce: «al massimo abbiamo bevuto un drink, con altri ufficiali e i suoi amici nel ristorante sul ponte 3, mentre il comandante era passato almeno mezz’ora prima e si era fermato poco. Dopo il botto sono corsa in plancia, volevo capire cosa stava succedendo». Bugiarda anche lei? Presto si saprà.

Intanto mentre il comandante della Costa, tramite il proprio legale, chiede la scarcerazione, rimbalzano le sue dichiarazioni al gip: «Ho subito avvertito la compagnia del problema alla nave, come era mio dovere fare. Ho detto: C'è stato un contatto con il fondale. Ho fatto un guaio. Vi sto dicendo la verità». Sarà così per Schettino, ma non per la compagnia. Dice il presidente di Costa Crociere, Pierluigi Foschi: «il comandante Schettino ha mentito anche all’equipaggio che non ha ricevuto la corretta informazione sulla gravità della situazione. Di solito valutiamo la situazione e in caso di necessità possiamo dare dei consigli. Questa volta non siamo arrivati in tempo, perché quanto il comandante ha detto nella conversazione delle 22.05 non corrispondeva a verità». Ma il capitano agli arresti, che in una telefonata successiva chiede che vengano mandati gli elicotteri per le operazioni di soccorso, afferma: «Non ho abbandonato la nave. Sono rimasto sullo scoglio dove mi ha trovato il comandante dei vigili del Giglio. Ero perfettamente riconoscibile perché  indossavo la divisa. Quando i vigili mi hanno proposto di trasferirmi al porto mi sono rifiutato e gli ho detto che volevo restare lì finché l'emergenza non fosse finita». Forse la sola cosa vera è proprio questa: il comandante non ha abbandonato la sua nave. Almeno con gli occhi. È rimasto a guardarla dallo scoglio. Mentre s’inabissava con i passeggeri.

di Cristiana Lodi

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Commenti all'articolo

  • roda41

    22 Gennaio 2012 - 19:07

    motivazioni di guai in effetti,detto questo,questa signora,in parte minima o grande,responsabile,lo sa lei,è colpevole,si sente colpevole o no,in certo qual modo? e invece di inondare i giornali con la sua scialbetta faccia,non avrebbe fatto meglio a mettersi da parte?quanto più possibile.e una tragedia nel caso,per questa moldava sarebbe davvero ancora più tragico e patetico.E' d'accordo?

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  • doblone

    22 Gennaio 2012 - 10:10

    il comandante nel momento che ha abbandonato la nave,è come avesse dichiarato: 4000 persone.......fanxxxx,io penso alla mia di pelle. Non può e non deve avere nessuna scusante

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  • frank1951

    22 Gennaio 2012 - 09:09

    ...perchè solo in Italia succede di condannare le persone prima di un giusto processo ? Perchè solo in Italia ci sono tanti avvoltoi ? Perchè solo in Italia si aspetta il Dramma per prendere provvedimenti ? Perchè non si fanno rispettare le leggi ? perchè chi fà a malapena il suo dovere ,lo si innalza ad eroe ?perchè il governo non si è fatto vivo sull'isola del giglio, tranne un sottosegretario ?Mah............

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  • marcolelli3000

    21 Gennaio 2012 - 21:09

    guardi una ricostruzione della traettoria, non era normale: o sono donne o e' il vino, ma una donna c'e' sempre in mezzo a queste idiozie, SEMPRE! http://gcaptain.com/gcaptains-john-konrad-narrates-the-final-maneuvers-of-the-costa-concordia-video/?37941

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