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Slitta il divieto di inchino... Monti, non era urgente?

Ieri il CdM non ha varato il "decreto rotte": le navi da crociera potranno continuare a transitare a poca distanza da isole e coste

Slitta il divieto di inchino... Monti, non era urgente?

Va bene, Comandante Codardo è un cialtrone indifendibile. E i domiciliari glieli avrebbero dovuti dare a bordo della Concordia, altro che a Sorrento. Ma anche i nostri politici, occupati a far arrabbiare tassisti e farmacisti, non sono da meno. Ieri sera, infatti, il Consiglio dei ministri ha sì dichiarato lo stato di emergenza in relazione alle conseguenze del naufragio della Costa Concordia sulle scogliere dell’isola del Giglio, nominando anche il bravo Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione civile nazionale, commissario straordinario. Epperò il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che avrebbe dovuto illustrare ai colleghi il «decreto rotte» per tutelare il mare, con l’obiettivo di prevenire danni ambientali in zone particolarmente vulnerabili e sensibili, non ne ha trovato il modo o il tempo. E di fatto il decreto, che recherà la firma dei dicasteri dell’Ambiente e dei Trasporti, verrà realizzato in un’altra sede e in una fase successiva. Campa cavallo (marino).

Insomma, per il momento niente divieto di “inchino”: le enormi navi da crociera potranno continuare a transitare a poca distanza da isole e coste. Con il rischio che lo Schettino della situazione causi un altro guaio. Per fortuna, visto che tanto la nostra sovranità è sempre più limitata, sul disastro è intervenuta anche l’Ue. Una revisione delle norme comunitarie sulla sicurezza dei passeggeri delle navi, attualmente in corso, «dovrà tenere pienamente conto della lezione legata alla tragedia della Costa Concordia», ha chiesto il vicepresidente della Commissione Ue, Siim Kallas, responsabile dei trasporti, che illustrerà la posizione di Bruxelles al Parlamento europeo martedì prossimo.

di Miska Ruggeri

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Commenti all'articolo

  • giornali

    22 Gennaio 2012 - 18:06

    Il codice della navigazione già prevede il divieto di avvicinarsi troppo alla costa. Quindi, che si tratti di inchino o di "avvicinamentoperchédormivo" non vedo l'urganza di varare norme specifiche. Poi è il Comandante che si assume la responsabilità di come guida la nave e delle conseguenze che ne derivano.

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  • eureka.mi

    22 Gennaio 2012 - 10:10

    al governo Monti, non porta introiti ai partiti.

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  • parigiocara

    21 Gennaio 2012 - 17:05

    questa pessima abitudine, benché radicata, è contraria al codice della navigazione; anche per le unità di piccole dimensioni sono previste distanze dalla costa sicuramente superiori, distanze che, a maggior ragione devono essere osservate da questi giganti del mare

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  • sentinella f

    21 Gennaio 2012 - 13:01

    ogni comune costiero si potrebbe associare con altri della stessa provincia o limitrofi e decretare i limiti alla navigazione, con l'aiuto della guardia costiera, per caratteristiche dei fondali, scogli e ecositema, a garanzia degli abitanti e di tutto l'ambiente marino e terrestre; purtroppo non solo Schettino ma anche altri dirigenti, soprattutto nella sanità, più che dirigere sono dei guerrafondai, con signorine e baronesse al fianco, altro che semiclandestine, fanno passi e carriera da giganti.

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