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Si auto-annulla una multa Indagato viceprefetto

Guida senza assicurazione e libretto, ma fa ricorso contro la contravvenzione. Poi firma di suo pugno l'archiviazione

 Si auto-annulla una multa Indagato viceprefetto

Ha fatto tutto da solo il viceprefetto di Torino Roberto Dosio: ha preso una multa, ha fatto un ricorso e lo ha accolto cancellandosi la contravvenzione. Tutto nei suoi poteri. Ma per il pm di Torino, Andrea Paladino è abuso d'ufficio: non avrebbe dovuto giudicare se stesso. E così è stato denununciato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il 27 di maggio, durante un normale controllo, la Polizia stradale fa due   contravvenzioni al vice prefetto, trovato alla guida dell’auto del   padre senza tagliando dell’assicurazione e sprovvisto del libretto di   circolazione: 78 euro il totale da pagare. Lui però il 14 giugno   presenta ricorso eccependo "ragioni di sicurezza e emergenza, come   previsto dall’art. 4 della legge 689 del 1981". Ragioni alle quali a sua volta si oppone la Polstrada sostenendo che l'occasione non rientrava nell'applicazione di quella legge. Il 28 settembre però la sorpresa: il ricorso, accolto e archiviato, porta in calce proprio la firma del vice prefetto intestatario delle multe. Poco dopo scatta la denuncia della Polizia stradale. A quanto si apprende l'uomo si sarebbe giustificato dicendo di aver trattato il suo ricorso "con gli stessi criteri usati per gli altri cittadini".


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Commenti all'articolo

  • parigiocara

    24 Gennaio 2012 - 21:09

    va bene l'art. 4 della legge 689/81, ma bisogna vedere se la violazione e le circostanze in cui è stata commessa rientravano nella fattispecie. A me sembra di no

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  • roda41

    24 Gennaio 2012 - 18:06

    e poi quel che segue.quando ci sono avvenimenti in altre parti,devi solo leggere l'articolo per sapere dove è successo.

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  • roda41

    24 Gennaio 2012 - 17:05

    contro il Sud.Pare STIAMO MIGLIORANDO,mi aspettavo uscisse fuori come al solito,che magari è meridionale ,emigrato o con antenati meridionali. Il fatto è che quando sbagliano,sbagliano, e ovunque possono esserci defezioni dalle regole e qualche persona meno limpida.

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  • D.P.F.

    24 Gennaio 2012 - 17:05

    Ha fatto semplicemente quello che i politici fanno in Parlamento, si fanno le regole, se le aggiustano, se le applicano sempre e solo per salvaguardare i propri interessi. Il Ministro della giustizia, la minuscola non è un errore, non potrà certo applicare sanzioni, altrimenti addio "par condicio". Aux armes citoyens !

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