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"La nave si era inclinata, ho preso e sono sceso"

Vergogna Schettino. Intercettato mentre si trovava in caserma parla a un amico dell'abbandono della Concordia. Trovata la 16° vittima

"La nave si era inclinata, ho preso e sono sceso"

Capitan Codardo, il comdandante Francesco Schettino della Costa Concordia affondata all'Isola del Giglio, è stato intercettato nella caserma dei carabinieri di Orbetello lo scorso 14 gennaio.  Il giorno successivo alla tragedia è loquace, e al telefono con un amico racconta: "Per dar retta al manager, passa da lì, passa da lì... Qualcun altro al posto mio non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto, perché mi hanno rotto il c..., passa di là, passa di là. La secca - conferma il comandante - c'era, ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato". Dopo le parole che peggiorano la posizione della società Costa Crociere, quelle che inchiodano definitivamente Schettino alle sue responsabilità: "Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso". Quindi la ricostruzione: il comandante racconta di essere tornato indietro a prendere la radio, di aver controllato che la nave si assestasse in mezzo agli scogli. Schettino, insomma, si sente a posto con la sua coscienza: "Ho fatto tra virgolette non so se definirla un'imprudenza, ma comunque nei limiti della mia consapevolezza. Lo squarcio è stato immenso - puntualizza -, ci stava uno spuntone di roccia, poi tutto quello che è successo da quel momento l'ho fatto nel massimo della mia professionalità e questo potrebbe alleviare o quantomeno dare l'illusione di stare in pace con la coscienza". Quindi la chiosa: "Mi trovo con la testa sotto e con le gambe all'aria senza sapere nulla".

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"Ora cambio vita" - Il comandante prosegue nella sua delirante autodifesa. "Quello che a me mi fa onore che abbiamo salvato tutti quanti, tranne questi qua (così si riferisce alle vittime, ndr) che se non l'avessi fatto... Sono stato in giro a prendere la gente a mare e sono sereno così come un (parola incomprensibile, ndr). Mi sono fidato della carta nautica e di Palombi, che mi ha chiamato". Schettino è agitato, realizza la gravità di quanto accaduto, e spiega: "Non ci voglio andare più sulla nave, perché so io che non voglio più, cambio vita, perché non la vedo tanto bene". Schettino entra nei dettagli della dinamica dell'incidente nel corso di un'altra intercettazione. "Eravamo passati a 0,28 (0,28 miglia, circa 520 metri, ndr) e lo scoglio l'abbiamo preso lateralmente. Tutti i venerdì passavamo a cena, adesso perché hanno rotto il c..., salutiamo a Palombi (Palombo? ndr), salutiamo o vento, ed ecco qua adesso, ho pagato tutto quello che si sa".

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Commenti all'articolo

  • roda41

    25 Gennaio 2012 - 16:04

    per piacere?

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  • roda41

    25 Gennaio 2012 - 16:04

    a mezzo del quale,l'HANNO DOVUTO assumere non potendogli fare lo sgambetto!!!Saluti, e si riabbia,se un napoletano è stato assunto!

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  • roda41

    25 Gennaio 2012 - 16:04

    ci esprima le sue qualità,oltre il dedicarsi all'affossamento e alla persecuzione degli ebrei sudisti.E SI SCELGA UN'ALTRA VITTIMA PER SFOGARSI

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  • roda41

    25 Gennaio 2012 - 16:04

    sempre a sproposito .che devo dirti ancora? SE hai letto bene,mio nipote ha dovuto espatriare e pure in altre patrie ,gli stavano facendo lo sgambetto,se non era attento e sulle difensive e aveva i suoi meriti.CHIARO???ora?

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