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Mughini Il mio atto d'accusa contro Alemanno Sindaco alpinista che scivola su due fiocchi

Emergenza neve a Roma: è tutta una questione di sale. Fin dal lontano 1985

Mughini Il mio atto d'accusa contro Alemanno Sindaco alpinista che scivola su due fiocchi

È tutta una questione di sale. Poco meno di trent’anni fa, nel 1985, quando sull’Italia venne giù una catasta di neve e Milano tenne botta decentemente laddove Roma era al disastro esattamente come in queste ore, sulla prima pagina di un quotidiano milanese il “nordista” Guido Gerosa e il sottoscritto “sudista” ci scambiammo pareri divergenti su quanto il nord fosse abissalmente diverso dal sud. Guido (che non c’è più e che io rimpiango) scrisse che sarebbe bastato un po’ di sale da far spargere ai portinai attorno ai caseggiati, com’era avvenuto a Milano, e laddove a Roma di quel sale non s’era visto nemmeno l’ombra ed era stata la paralisi e il caos, né più né meno di quella che avete vissuto tutti in questi ultimi due giorni. A quel tempo ero molto meno convinto di oggi che le due metà d’Italia fossero irrimediabilmente diverse, e cercai di replicare con qualche argomento tipo che a Roma la neve era un nemico eccezionale e rarissimo e dunque difficile da contrastare: ma che non per questo l’Italia non era un Paese unico e che doveva restare coeso.

Di certo nel 1985 di sale a Roma non se n’era visto nemmeno l’ombra. Esattamente come in queste ore e in questi giorni. Nemmeno l’ombra. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, se la prende adesso con le previsioni meteo sbagliate della Protezione Civile, e addirittura invoca la costituzione di una Commissione che ne indaghi le malefatte perché a suo dire quelle previsioni lasciavano credere che di neve ne sarebbe caduta su Roma in tutto e per tutto una quantità irrisoria pari a 35 millimetri, nemmeno di che ricavarci una palla di neve con cui fare giocare i bambini. Il direttore della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha immediatamente replicato che i 35 millimetri giornalieri di cui parlava il loro Centro Funzionale è un’indicazione relativa al precipitato di acqua e che 1 millimetro di acqua significa un centimetro di neve. E dunque i 35 millimetri di acqua pronosticati dalla Protezione Civile diventano 35 centimetri di neve, esattamente lo strato di neve che da venerdì pomeriggio a sabato mattina s’è depositato sulle strade di Roma paralizzandola. Risentito delle accuse di Alemanno, Gabrielli parla apertamente di una città impreparata ad affrontare l’emergenza neve. Né più né meno che nel 1985.

Qualche blog ha parlato a tal proposito di «figuraccia» del sindaco. Un mio amico che ama le battute di spirito, dice che per essere uno che si proclama un valoroso scalatore di montagne Alemanno è annegato in una pozzanghera di acqua mista a neve. Tanto le previsioni lo dicevano chiaro e netto che su Roma stava abbattendosi la bufera, che già giovedì 2 febbraio s’era svolta una riunione del Comitato Operativo della Protezione civile cui il sindaco Alemanno aveva partecipato di persona. Una riunione dalla quale era emersa chiaramente l’entità della minaccia bianca che stava per colpire in volto la Capitale, e tutto questo è agli atti. Non c’erano i soldi di che comprare i pacchi di sale o di che dotare di catene la gran parte dei bus? Basta dirlo, che la capitale d’Italia a questo è ridotta. Basta dirlo che o su Roma arriva il sole o non c’è scampo. Ora come trent’anni fa. Datemi una nevicata di quattro o cinque ore e vi sconvolgerò Roma peggio di quanto ci siano riusciti a suo tempo i barbari che venivano dall’Est.

Era un’apocalisse già nel pomeriggio di venerdì, dopo quattro o cinque ore di neve. Due amici che dai Parioli dovevano venire a cena a casa mia (Monteverde) i quali mi telefonano dicendo che non sarebbero stati in grado di fare nemmeno un metro da quanto era alta la montagna di neve che circondava il loro albergo e contro la quale non c’era niente da fare. Un altro mio amico che per ragioni di lavoro al pomeriggio del venerdì si trovava in centro e se ne doveva tornare a casa, siccome non c’era traccia sulla terra di taxi o bus, s’è fatto a piedi i 5-6 chilometri del caso. Alle cinque del pomeriggio di venerdì la buona parte dei bus aveva alzato bandiera bianca, privi com’erano la gran parte delle catene anti-neve, e si sono ritirati nei loro depositi, esattamente come s’erano ritirate le truppe francesi incalzate dai panzer tedeschi nel maggio 1940. E tutto questo mentre il vicesindaco di Roma, Sveva Belviso, affermava nel pieno della bufera e senza tema di sprofondare nel ridicolo che la città stava reggendo alla «prova neve».

di Giampiero Mughini

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Commenti all'articolo

  • roda41

    07 Febbraio 2012 - 13:01

    Spalare mi chiedo con quali pale ,dati i contadini che vivono nei palazzi romani,che ne hanno da vendere e dove se le procuravano,vit-vit,non si sa. Considerate voluttuarie per consentire ai pochi che ne usufruiscono rispetto alla massa,di recarsi a sciare,mi chiedo come i mgazzini ne avessero le quantità industriali occorrenti e come fornirsi rapidamente,di tutte le catene necessarie. Invece di parlare per TUTTI chiaramente, di 40 cm di neve,ci si aspetta la conversione dei 35 mm in effettivi 40 cm ,dimostrando parimenti,altre grandi qualità,di PROTEZIONE,per come ha operato la protezione civile.!Mah! mi sa che il sale manchi davvero per la neve e per tutto.

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  • roda41

    07 Febbraio 2012 - 12:12

    ma la neve congela pure i suoi pensieri se per un disagio anche se piuttosto sostenuto,vissuto anche nell'altra faccia della medaglia dai romani col piacere di camminare e fare pupazzi a richiamo politici forse,come da TV,lei richiama la calata dei barbari che credo ,fu ben più devastante e la ritirata di quattro autobus,a quella delle truppe francesi.Mi sa che una spruzzata di sale,faccia bene davvero un pò a tutti.

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  • roda41

    07 Febbraio 2012 - 11:11

    in zucca a tutti!!!! La protezione,lei e i cm e l'acqua,visto che l'esperta è lei,diceva ci saranno 40 cm,di neve ,non andando a neve "Acqua" e conversione ,40 cm e basta, poi che ha fatto DOPO questo vorrei proprio saperlo? poi si dice di stare in casa,ma poi si deve spalare da soli,che valle prima a comprare,queste pale.chi le teneva in casa?idem,esci dove e dove ti vai a comprare catene antineve,magari non cerano nemmeno sufficienti nei negozi,dato l'evento eccezionale e difficoltà di ottenerle subito. Il sale? magari con scioperi di tir,non c'era neanche l'approvvigionamento di sale necessario e si doveva mettere dovutamente,ma in tutto questo caos ,il meglio,poi,è richiamare L'invasione dei barbari e la ritirata dei Francesi,per una caduta di neve che ,si ha dato disagi ,ma che mentre tutti si sbattono,almeno dal telegiornale,i romani si sono goduti la neve pure,camminamdo liberi per la città,giocando coi bambini e facendo pupazzi,a memoria e ritratto dei politici.

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  • raucher

    06 Febbraio 2012 - 17:05

    Ora poi rischiamo pure di stare al gelo , visto che i russi ci decurtano la quota gas. Dobbiamo anche ringraziare i compatrioti che , con le loro belle trovate, ci condannano a essere perennemente dipendenti dall'estero per l'energia. Già , ma alla gran parte di loro non interessa, molti di solito non abbisognano di riscaldamento se non per brevi periodi e gli altri si arrangino. Non importa a nessuno che ci siano milioni di persone che spendono annualmente un capitale per il solo riscaldamento. Questa è l'Italia , ognuno per sè e gli altri crepino pure.

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