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"Volevo farmi suora, invece un prete si è fatto me"

Una ragazza dietro uno pseudonimo in un libro racconta la sua storia di abusi e violenze che subiì da un prelato

"Volevo farmi suora, invece un prete si è fatto me"

E' una storia di inaudita violenza quella raccontata da Emanuela, uno pseudonimo usato per non farsi riconoscere e per proteggersi. La ragazza con disarmante sincerità racconta in un libro gli abusi subiti quando aveva 18 anni. Il suo carnefice era un prete, una persona che in realtà doveva difenderla dal male e invece per anni l'ha violentata approfittando della sua debole psiche. Nel suo libro "Diario segreto dei miei giorni feroci", Emanuela racconta quel difficile periodo, dall'incontro con il prete fino al giorno in cui ha trovato il coraggio per denunciare gli abusi. Ma la reticenza delle autorità ecclesiastiche e il troppo tempo intercorso dalla violenza non hanno permesso alla giustizia di fare il suo corso.

Volevo farmi suora - Emanuela cercava qualcuno che l'aiutasse ad uscire dalla spirale di disagio sociale e fisico dove era entrata da giovane. Alcool, famiglia disastrata, problemi di droga. Allora si rivolse alla Chiesa dove incontrò il prete che in un primo momento le tese la mano. Ben presto, però, lui si rivelò per quello che era veramente. Un orco, una persona spregevole che non esitò a circuire Emanuela che nella sua breve giovinezza non aveva mai avuto un gesto d'affetto e le sembrò dapprima una cosa normale. Poi aprì gli occhi, capì che quello non era amore ma un rapporto malato. Il parroco, alle resistenze di lei, divenne sempre più violento. Emanuela tentò di rivelare quegli abusi ad altri ecclesiastici che però le disserò di tenere la bocca chiusa. La ragazza, disperata, tentò di farla finita gettandosi da un ponte. Si salvò e trovò il coraggio per denunciare il suo aguzzino. Ma tutto si risolse in un nulla di fatto. Ora Emanuela ha voluto raccontare la sua difficile storia, forse per dimenticare o forse per sperare che qualcosa finalmente si muova.

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Commenti all'articolo

  • GMTubini

    10 Febbraio 2012 - 15:03

    Per certa gente le diciottenni sono sempre innocenti creature, specie se si dichiarano nipoti di Mubarak!

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  • Borgofosco

    10 Febbraio 2012 - 10:10

    Negli Usa certi religiosi vengono visti come il fumo negli occhi.Molti confondono la fede, che è una ricchezza per chi la possiede, con le debolezze umane. La fede presume anche l'esistenza del demonio che, come angelo del male, può tentare chiunque compreso i religiosi. Non è un assioma perfetto religioso=virtuoso. La castità è una virtù difficilmente posseduta da tutti i religiosi di qualsivoglia fede. Ciò che mi ha sorpreso sfavorevolmente sono 'i mezzi sorrisetti postati' che colpevolizzano una disgraziata. Si, si è disgraziati quando si vive in famiglie disagiate con genitori che avevano avuto problemi esistenziali. Si è disgraziati quando invece di trovare conforto si trovano profittatori, religiosi e non religiosi. Leggerò il libro per capire di cosa si è trattato. Ma, non mi piacciono ne le santificazioni e neppure le demonizzazioni. Un dramma umano va compreso ed osservato. Il giudizio, per i credenti, spetta a Dio!

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  • blues188

    10 Febbraio 2012 - 08:08

    la scrittrice (posto che sia una femmina) usa uno pseudonimo, e racconta la storia un po come vuole. Se c'è un rapporto che una donna non vuol fare è molto difficile strapparglielo. Di fede se ne vede pochina, e anche questa assai labile. A 18 anni, poi, si sa cosa vuol dire farsi toccare ed avere rapporti. E' credibile come cappuccetto rosso. Ma i vari miscredenti hanno abboccato in pieno e si sono scagliati contro la Chiesa definita un covo di furfanti. Visto che anche loro credono in qualcosa? Noi a padre Amorth e al demonio, loro alle bufale. Sempre di corna si tratta, in fondo

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  • mab

    09 Febbraio 2012 - 18:06

    e quindi i poveretti continuano, nonostante tutti gli infamanti scandali made in clero, nel seguire le indicazioni di voto a favore di partiti e personaggi pseudo-cristiani, anche se di cristiano non ne hanno neppure l'ombra.

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