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Vi racconto il killer amianto: mio padre è morto così

Diario di una tragedia. Mesotelioma pleurico: così il tumore da polveri sottili ha ucciso mio papà in nove mesi, tra atroci sofferenze

Vi racconto il killer amianto: mio padre è morto così

Amianto non voleva dire niente per me. Poi un giorno di settembre un medico mi dà una pacca sulla spalla e dice: "Amianto, lasci perdere. Suo padre è una cambiale". Mio padre una cambiale? Non capivo, non sapevo. Mesotelioma pleurico. Il tumore dell'amianto cresceva e lievitava da vent'anni nei polmoni di mio padre. Poi un giorno d'estate, mentre lui faceva quello che sarebbe diventato il suo ultimo tuffo in mare, si è fatto vivo con un colpo di tosse. Poi due, poi tre... "Non ha speranze, l'amianto è una condanna a morte", la risposta era sempre la stessa. "Non ho mai fumato una sigaretta, ho sempre mangiato bene, ho sempre lavorato, perché?". Ecco, perché? Forse perché hai lavorato nel posto sbagliato e hai respirato l'aria sbagliata, avrei voluto dirgli. Ma queste come tante altre parole  mi sono rimaste imprigionate in gola e ho dovuto ingoiarle insieme alle lacrime dopo nove mesi.

Mio padre è morto esattamente dopo nove mesi da quella pacca sulle spalle. La cambiale è scaduta in fretta, com' era stato previsto. L'amianto gli ha stretto i polmoni fino a soffocarlo.  Nove mesi di sofferenze atroci, continue, senza tregua. Dolori alla schiena che gli impedivano di distendersi, la chemioterapia che per il mesotelioma era acqua fresca e per il suo corpo iniezioni di veleno. Lui che si era trasformato in un cumulo di ossa, spalancava gli occhi e cercava l'aria come un bimbo chiede il latte. Lui che non accettava, si attaccava alla vita, scuoteva la testa e diceva: "amianto, amianto".  Prima di cadere in un sonno che non era ancora morte ha detto: "basta".  L'ultimo respiro è stato un violento soffio di vita strappato alla morte, alla forza maligna dell'amianto. Per questo adesso l'amianto non è più una parola vuota, ma l'ultima parola sulla vita. Si chiamava Giuseppe, aveva poco più di sessant'anni ed era il mio papà.

di Lucia Esposito


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Commenti all'articolo

  • giovius

    16 Febbraio 2012 - 17:05

    Ciao, ti posso capire. Anche mio padre ha fatto la stessa identica fine. Era martittimo della TIRRENIA DI NAVIGAZIONE S.p.A.

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  • bit

    13 Febbraio 2012 - 22:10

    Sai quante morti per tumori al polmone che non hanno mai fumato una sigaretta? E non dire di fumo "passivo"...

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  • gasparotto

    13 Febbraio 2012 - 17:05

    Io non sono uno specialista in medicina del lavoro,però ho imparato che l'amianto,dicasi asbesto (silicato di magnesio) provoca il tumore della pleura polmonare,che è la sierosa che riveste i polmoni. Sono le sue fibre e le sue polveri inalate,che agiscono.Le lastre integre,se non producono polveri da essere inalate non fanno danni. Di altra natura il tumore del polmone che ha origine dai bronchi e che ha diverse connotazioni.Il mesotelioma pleurico è molto aggressivo. Giusto che le industrie che non hanno garantito l'incolumità dei lavoratori che hanno contratto il mesotelioma,paghino per colpa grave. D'altro avviso sono quando ad essere risarciti siano lavoratori che contraggono non il mesotelioma ma il carcinoma polmonare e magari fumano 40 sigarette al giorno. Qui l'amianto c'entra ben poco. Eppure....

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  • gdn1963

    13 Febbraio 2012 - 14:02

    sono di Casale Monferrato e capisco bene di cosa parla. Il suo commento mi ha commosso. Le auguro ogni bene. Tutti a Casale hanno un parente o un amico morto di mesotelioma. Bisogna provare a vivere qui per capire il danno immenso che l'amianto ha creato.

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