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Libero dopo 21 anni in galera Ma era innocente

Giuseppe Gulotta torna in libertà: fu accusato ingiustamente della strage di Alcamo Marina avvenuta nel 1976

Libero dopo 21 anni in galera Ma era innocente

"Aspettavo questo momento da 36 anni". Giuseppe Gulotta, accusato ingiustamente di essere l'autore del duplice omicidio dei carabinieri Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, avvenuto nella casermetta di Alcamo Marina il 27 gennaio 1976, lascia da uomo libero il tribunale di Reggio Calabria dove dopo esattamente 36 anni dal giorno del suo arresto (21 gli anni trascorsi in cella) è stato dichiarato innocente. Un nuovo macroscopico caso di malagiustizia.

"Non ce l'ho con i carabinieri" - Alla lettura della sentenza, al termine del processo di revisione che si è svolto a Reggio Calabria, Gulotta è scoppiato in lacrime, insieme alla sua famiglia. Accanto a lui c'erano gli avvocati Baldassarre Lauria e Pardo Cellini che lo hanno assistito durante l'iter giudiziario. "Spero - ha dichiarato l'uomo parlando con i giornalisti - che anche per le famiglie dei due carabinieri venga fatta giustizia. Non ce l’ho  con i carabinieri - ha precisato - solo alcuni di loro hanno sbagliato in quel momento".

"Fatta giustizia giusta" - Giuseppe Gulotta, nonostante la complessa vicenda giudiziaria che lo ha portato a subire nove processi più il procedimento  di revisione, non ha smesso di credere nella giustizia. "Bisogna credere sempre alla giustizia. Oggi è stata fatta una giustizia giusta", ha però aggiunto. Un ultimo pensiero va all’ex brigadiere Renato Olino, che con le sue dichiarazioni ha permesso la riapertura del processo: "Dovrei ringraziarlo perché mi ha permesso di dimostrare la  mia innocenza però non riesco a non pensare che anche lui ha fatto parte di quel sistema".

La vicenda - Il 26 gennaio 1976 furono trucidati i carabinieri Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo. Ad accusare Gulotta della strage fu Giuseppe Vesco, considerato il capo della banda, suicidatosi nelle carceri di San Giuliano a Trapani, nell'ottobre del 1976 (era stato arrestato a febbraio). Gulotta, in carcere per 21 anni, dal 2007 godeva del regime di semilibertà nel carcere di San Gimignano (Siena). Venne arrestato il 12 febbraio 1976 dai militari dell'Arma dopo la presunta confessione di Vesco. Nel 2008 la procura di Trapani ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di sequestro di persona e lesioni aggravate alcuni carabinieri, oggi in pensione, che nel 1976 presero parte agli interrogatori degli accusati della strage di Alcamo Marina: il reato contestato agli agenti è quello di tortura nei confronti degli interrogati.

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Commenti all'articolo

  • spalella

    14 Febbraio 2012 - 19:07

    Siamo alle solitie idiozie italiane della giustizia,mi sembra... siamo chiusi tra la delinquenza e la stupidità. La delinquenza di delinquenti conclamati che accusano qualcuno a parole, senza prove, e la stupidità degli impiegati statali della giustizia che fanno di un delinquente un oracolo di verità. Ed è dello stato la colpa maggiore, perchè affida a persone incapaci, di bassa cultura reale e professionale, il potere di fare sfracelli della vita delle persone. Cosa fare oggi a quei bestiali impiegati statali che hanno SBAGLIATO e rovinato la vita di una persona ? e non credo certo che questa persona sia l'unica ad aver subito simile errore, vista la bassa qualità della gente che viene selezionata dai ridicoli concorsi, no ?

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  • darkstar

    14 Febbraio 2012 - 18:06

    Quando si fanno i sondaggi gli italiani danno sempre la massima fiducia ai carabinieri. Non ci rendiamo conto che si tratta di una POLIZIA MILITARE ? In quali nazioni i militari hanno compiti di polizia ? In Turchia o in Brasile. I carabinieri sotto il fascismo non facevano che incarcerare antifascisti, dopo la guerra sono tutti rimasti al loro posto ed oggi fanno gli eroi difensori della democrazia. penso che la democrazia non si difenda torturando la gente.

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  • fdrebin

    14 Febbraio 2012 - 14:02

    Bravo. E quindi? Ma l'hai capito perche' si e' riaperto il processo?

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  • feltroni ve le suona ancora

    14 Febbraio 2012 - 13:01

    Chi è il vero colpevole in questa faccenda? Il giudice o i poliziotti che lo hanno fatto confessare sotto tortura? Quegli stessi poliziotti che a Genova spaccavano le teste dei ragazzi e costruivano prove false. Sperate sempre che qualcuno incappi sotto certi magistrati per capire la "dittatura delle toghe rosse". Io spero che voi tutti incappiate nelle mani di questi fascisti in divisa...

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