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Mills, la richiesta del pm: Cinque anni a Berlusconi

Pm De Pasquale vuole condannare il Cav, imputato a Milano per il caso del legale inglese: l'assedio a Silvio continua

Mills, la richiesta del pm: Cinque anni a Berlusconi
"Condannate Silvio Berlusconi a cinque anni". Questa la richiesta del pm di Milano, Fabio De Pasquale, avanzata nel corso della sua requisitoria sul processo Mills che vede imputato l'ex premier per corruzione in atti giudiziari. L'accusa nei confronti del Cavaliere è quella di aver corrotto il legale inglese David Mills con 600mila dollari in cambio di due testimonianze reticenti nei processi All Ibernian e per tangenti alla Guardia di Finanza. L'assedio giudiziario contro Berlusconi prosegue e sale di intensità: oltre alla richiesta di condanna, ieri, martedì 14 febbraio, la Corte Costituzionale ha respinto il conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera sul processo Ruby.

Il nodo prescrizione - Il principale nodo del processo Mills è la prescrizioni: i pm lottano contro il tempo per condannare Berlusconi. Così in un passaggio della requisitoria De Pasquale ha esposto i suoi conteggi, spiegando che il processo Mills si prescrive tra il 3 maggio e la metà di luglio 2012. Secondo il rappresentante della pubblica accusa infatti la data entro la quale inizia a correre la prescrizione è il febbraio del 2000 e non l'11 novembre 1999, come hanno indicato i giudici della Corte di Cassazione nella loro sentenza per il processo a carico del legale inglese Mills sulle stesse vicende. Il processo, secondo l'accusa, si estingue a maggio e non in febbraio come indicato dalla difesa Berlusconi.

"Carte false" - De Pasquale, nel corso della requisitoria, ha affermato che "la difesa di Silvio Berlusconi è basata su carte false", o meglio "su una fittizia sequenza di carte fabbricate o falsificate". In particolare la toga ha puntato il dito sulle movimentazioni effetuate da Mills "per schermare Berlusconi e creare cortine fumogene". Il tema della difesa, e cioè che i 600 mila dollari contestati all’imputato provengano in realtà dal patrimonio dell’armatore Diego Attanasio, non convince il pm. "E' un tema debole - ha sottolineato De Pasequale - perché il patrimonio di Attanasio non ha subito ammanchi".

"Mills si vergognava" - Inoltre secondo il pm, Mills, per nascondere la provenienza dei 600mila dollari incriminati provenienti secondo l'accusa da Berlusconi, ha mischiato la liquidità di diversi clienti comportandosi come "un carabiniere che va in giro per strada a sparare" o come "un amministratore di condominio" che prende i soldi da una persona e li usa per un'altro condomino. Per DePasquale Mills nella sua testimonianza al processo davanti al collegio presieduto da Francesca Vitale ha dimostrato di "soffrire l'imbarazzo della verità quando arrivava vicino al regalo da 600 mila dollari. Era imbarazzato perché ha preso questo denaro da Berlusconi" poi perché si fidato ed ha scritto una lettera in cui raccontava tutto, confidando che non sarebbe trapelato nulla per via del segreto professionale. Secondo il teorema della toga il legale inglese si vergognava anche "perché ha fatto una vergognosa e diabolica mescolanza del denaro di diversi clienti".

"Danni morali" - L’ex premier Silvio Berlusconi risarcisca con 250mila euro, in solido con l’avvocato inglese David Mills la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per i danni morali e di immagine. E’ questa la richiesta fatta dall’avvocato di parte civile, Gabriella Vanadia, in sede di discussione finale davanti ai giudici del processo Mill. Nel suo intervento il legale ha ricordato che la Corte di Cassazione ha già riconosciuto una richiesta analoga di risarcimento nel processo gemello a carico dell’avvocato Mills.

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  • marina58

    17 Febbraio 2012 - 19:07

    la mia risposta...al Signor Testin? grazie!!!

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  • marina58

    17 Febbraio 2012 - 18:06

    Senta: Signor Testin; le ho dato del volgare,soloed esclusivamente, perchè si è appropriato, storpiandolo,(a dir poco) di un nick, che non le apparteneva e, ciò non è da gentiluomini;non ho mai pensato che lei non abbia nulla da fare nella sua vita, in quanto, non la conosco, e poi, del suo tempo può farne ciò che vuole;sicuramente a me, vien più facile, dialogare di persona, stando vis à vis, non sfugge niente, nemmeno un battito di ciglia. Abbiamo, una visione complesssiva, del Cavaliere, completamente, agli opposti...io probabilmente desidero guardare, l'uomo, più affondo.Non sono un cane e...non ho padroni e vien da se, che non aspetto, che nessuno mi lanci un osso...e...solo che certi commenti o,pensieri...m'intristiscono,tutto qua! ps vale per lei ciò che ho, proposto alla Signora Marianna, saluti.

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  • testin della cazzetta

    17 Febbraio 2012 - 17:05

    ...gentile signora, se '58 è l' anno di nascita, temo sia un po' tardi per diventare più scaltra. Mi ha detto che sono una persona volgare e non le ho risposto, mi accusa di rivestire più identità e, se crede davvero che io non abbia una mazza da fare nella vita, può anche rimanerne convinta, poi pensa anche di sapere se sono una persona che guarda negli occhi l' interlocutore o meno...il tutto senza tirare in ballo uno straccio di argomento di risposta. Io non ho fatto infantili illazioni sulla sua persona, ho provato a dialogare con lei ottenendo il risultato (quello si amaro) che già conoscevo. Lei non sa cosa voglia dire discutere. Lei possiede una fede cieca nei confronti di Silvio, al di fuori di ogni logica, contro ogni evidenza. La stessa fede che prova un cane nei confronti del proprio padrone, anche quando lo picchia, anche quando lo lascia digiuno...in attesa che gli butti un osso. Ci pensi, è questo che rende la sua vita così amara. Un saluto dolcissimo.

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  • testin della cazzetta

    17 Febbraio 2012 - 17:05

    ...gentile signora, se '58 è l' anno di nascita, temo sia un po' tardi per diventare più scaltra. Mi ha detto che sono una persona volgare e non le ho risposto, mi accusa di rivestire più identità e, se crede davvero che io non abbia una mazza da fare nella vita, può anche rimanerne convinta, poi pensa anche di sapere se sono una persona che guarda negli occhi l' interlocutore o meno...il tutto senza tirare in ballo uno straccio di argomento di risposta. Io non ho fatto infantili illazioni sulla sua persona, ho provato a dialogare con lei ottenendo il risultato (quello si amaro) che già conoscevo. Lei non sa cosa voglia dire discutere. Lei possiede una fede cieca nei confronti di Silvio, al di fuori di ogni logica, contro ogni evidenza. La stessa fede che prova un cane nei confronti del proprio padrone, anche quando lo picchia, anche quando lo lascia digiuno...in attesa che gli butti un osso. Ci pensi, è questo che rende la sua vita così amara. Un saluto dolcissimo.

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