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Tutti le star straniere costano un terzo del Molleggiato

Sanremo, 7mila euro a big come Patty Smith e Brian May. In tutto la Rai ha speso 98mila euro contro i 350mila per il delirante Celentano

Tutti le star straniere costano un terzo del Molleggiato

C'era un tempo in cui le star della musica straniera erano le ciliegine sulla torta del Festival di Sanremo. Big come i Duran Duran, gli Eurythmics, gli Wham erano accolti e pagati come re. Poi il festival è cambiato al punto da fare di un pensionato logorroico come celentano il suo padrone, al quale dare 350mila euro per serata. Gli ospiti stranieri ci sono ancora, ma in confronto al Molleggiato prendono noccioline: settemila euro a Brian May, altrettanti a Patti Smith, come pure ad Al Jarreau, Noa, Feliciano, Sarah J. Morris, Kerry Ellis, Sky Morcheeba, Bregovich. In tutto, fanno 98mila euro, cioè meno di un terzo del cachet di Celentano (che neppure ha cantato). Una cifra che definire irrisoria - nel mondo dello spettacolo - non renderebbe ancora quanto davvero poco o niente sia costato al servizio pubblico questa performance. Il resto dei soldi ce l'hanno messo i discografici, interessati al ritorno che l'apparizione delle star sul palco dell'Ariston avrà sulle vendite dei dischi. Così funziona il mercato, anche quello della musica. Il resto è follia.

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Commenti all'articolo

  • incredula

    18 Febbraio 2012 - 00:12

    Noi gliene regaliamo così tanto perché siamo dei co....i

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  • giama

    17 Febbraio 2012 - 17:05

    Ma a settent'anni non si dovrebbe essere in pensione?

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  • gpaololeandro

    17 Febbraio 2012 - 16:04

    Se i conti sono questi c'è da restare veramente allibiti sulla manifesta incapacità (voluta?),sull'assoluto sprezzo -e conseguente-sperpero di risorse pubbliche,nella gestione imprenditoriale del cosidetto festival canoro di Sanremo.Non è accettabile che ad un guitto ex canoro possano venir elargiti appannaggi di tale entità da suonare oltraggio alla conduzione di una azienda pubblica.Se si aggiunge poi,che per rendere ossequio artistico al Celentano, non ci si è avvantaggiati neanche delle risorse derivanti dagli spot pubblicitari,siamo alla pura follia.Se una condotta del genere fosse stata operata in una qualunque impresa,sarebbe stata la più opportuna occasione di risoluzione per una giustificata giusta causa.Alla Rai tutto invece va bene,tutto è permesso,nel grave momento di austerity del Paese,a taluno viene consentito -solo per incapacità?- di dissipare con assoluta disinvoltura la generosa "donazione" dei contribuenti.Ci sarà qualche sagace controllore dei conti? Mah,boh

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