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Udienza fissata dopo 23 anni

per ex dipendente delle finanze

Udienza fissata dopo 23 anni
Ventitrè anni per fissare un'udienza. Tanto ha dovuto aspettare, e intanto è diventato vecchio, un un ex dipendente del ministero delle finanze per vedersi assegnare una data dalla Commissione tributaria centrale, dove dovrà disutere una vertenza. 
L'ex impiegato, ormai 78enne, si chiama Luigi Marcianò, e negli anni '70 chiese all'amministrazione di appartenenza una ulteriore voce sullo stipendio denominata, all'epoca, indennità integrativa speciale, e la restituzione di somme indebitamente versate all'erario nella dichiarazioni dei redditi 1974-1978. Di fronte al diniego del datore di lavoro, spiegano i legali, Marcianò, il 23 maggio 1983 propose ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che, con sentenza del 3 marzo 1986, riconobbe il diritto del dipendente al rimborso. Con ricorso dell'Intendenza di Finanza, ed era l'11 ottobre 1986, fu proposta impugnativa alla Commissione Tributaria Centrale. Marcianò si costituì in giudizio chiedendo che venisse fissata l'udienza per definire la questione. In ballo c'è ora una cifra di circa 35 mila euro. «Passano 23 anni - affermano gli avvocati Canzona e Orecchioni - e finalmente viene fissata la prima udienza al 17 marzo 2009. Storia finita? Macchè! Il collegio si è riservato la sentenza. Naturalmente sarà invocata la legge Pinto visto che una recente sentenza della Cassazione ha elevato a 1.000 euro l'indennizzo dovuto dallo Stato al cittadino per ogni anno di ritardo dovuto agli uffici giudiziari».

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Commenti all'articolo

  • 44carlomaria

    03 Aprile 2009 - 17:05

    Ogni altro commento è inutile, salvi il licenziamento in tronco con restituzioni di 23 anni di stipendio dei funzionari inadempienti. Ma perchè devo pagare le tasse? Epifani proclama lo sciopero fiscale, faresti una cosa buona, capita a tutti di sbagliare. Asvedommia

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  • micael44

    03 Aprile 2009 - 17:05

    E poi dicono che non ha ragione Brunetta. Tutti i direttori degli Uffici Pubblici responsabili nel tempo dell'abnorme ritardo in trattazione andrebbero sanzionati pecuniariamente in modo salato! Nel caso specifico non ci sono scuse che tengano.

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