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Con i marò Monti fa l'indiano: sacrificati per gli affari

India, i militari in carcere: il governo ha in programma una missione commerciale e non vuol perdere faccia e contratti

Con i marò Monti fa l'indiano: sacrificati per gli affari

I marò possono aspettare: di mezzo ci sono i contratti. A quasi una settimana dall’incidente dell’Enrica Lexie, il governo Monti compie finalmente il primo passo tangibile. La Farnesina ha inviato un’informativa alla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo e valuta l’invio di rogatorie. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Santagata, inoltre, ha spedito in India il sottosegretario con delega agli affari asiatici Staffan De Mistura. Una scelta, quest’ultima, che sulle prime poteva destare qualche perplessità: la faccenda è delicata oltre ogni immaginazione e, specie dopo avere dimostrato riflessi non prontissimi a botta calda, molti si sarebbero aspettati da Monti e dal suo governo un gesto più eclatante, come ad esempio l’invio del ministro in persona.

Curriculum Onu - A motivare la decisione della Farnesina ci sono essenzialmente due fattori. Il primo è che, se nella squadra ai vertici della nostra diplomazia esiste qualcuno col know how per affrontare una situazione del genere, questi è proprio De Mistura: diplomatico tra i più capaci e conosciuti d’Italia, De Mistura è particolarmente esperto di diritto internazionale e questioni militari, ossia i due temi che si incrociano nella vicenda dei marò. All’Onu dal ’71, il sottosegretario negli anni si è occupato per il Palazzo di vetro della gestione delle crisi in Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Iraq, Somalia e Afghanistan: quando è stato chiamato a fare parte della squadra di governo, ricopriva il ruolo di inviato speciale a Kabul. Per cui, quando sottolinea che De Mistura «ha una particolare esperienza di Nazioni unite», il ministro Terzi dice una sacrosanta verità. Il  numero uno della Farnesina - che ha peraltro comunicato di essere «collegato continuamente con i ministri della Difesa e della Giustizia» e di «riferire costantemente al presidente del Consiglio» - oggi nel primo pomeriggio riferirà alle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato (l’audizione era stata programmata sulla Somalia, ma l’ordine del giorno è stato aggiornato in corsa). Dopodiché, martedì prossima raggiungerà il sottosegretario De Mistura a Nuova Delhi. E qui si arriva al secondo fattore. Perché, come se non fosse già abbastanza tragico  di per sé, l’incidente dell’Enrica Lexie è avvenuto con la peggiore tempistica possibile. Da parecchio tempo, infatti, è in calendario per la prossima settimana una importantissima missione diplomatico-commerciale proprio in India: ministri (il consueto tandem Esteri-Sviluppo economico), imprenditori, investitori, giornalisti. Tutti da caricare sull’aereo e portare a contatto con un mercato che per l’Italia ha grandissimo valore.

Il giro d’affari - Per rendersi conto dell’entità della cosa, basta mettere in fila qualche numero: nel 2011 l’interscambio commerciale tra Italia e India ha superato i 7,5 miliardi di euro, con un aumento sul 2010 stimato attorno al 25%. Il governo Berlusconi - che coi ministri Frattini e Romani aveva già avviato iniziative simili - stimava una crescita del volume d’affari tra i due Paesi del 100% in un quinquennio, prevedendo 15 miliardi di interscambio entro il 2015. Le imprese interessate - principalmente nei settori di automotive, energia, moda ed elettronica - sono circa quattrocento. Per dire, una delle svariate partite in ballo è il lancio della Vespa in India, che ieri il numero uno di Piaggio Roberto Colaninno ha promesso per maggio. Tanti e tanto grandi gli interessi in gioco, insomma, da rendere assai onerosa una cancellazione della missione per sopraggiunta frizione diplomatica. E a ieri sera, infatti, non si avevano notizie di eventuali sconvocazioni o ritardi di sorta. La missione di De Mistura, pertanto, appare essere quella di preparare il campo all’arrivo del ministro sciogliendo in via preliminare i nodi diplomatici - tanti e, come ha detto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - «ingarbugliati» - con le autorità indiane. Qui l’Italia potrebbe trovare una inattesa sponda nel cardinale George Alencherry, arcivescovo della Chiesa Syro-malabarese che si è offerto per un’opera di «mediazione con i ministri cattolici del governo del Kerala» onde evitare strumentalizzazioni politiche, viste le elezioni imminenti in quello Stato.

di Marco Gorra

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Commenti all'articolo

  • pinet47

    23 Febbraio 2012 - 08:08

    Viste le performance precedenti dei 100 giorni di governo c'è da aspettarselo!

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  • rutgergreen

    rutgergreen

    23 Febbraio 2012 - 07:07

    E' penoso dovere constatare che italiano, fuori dalle mura domestiche, significhi pavido, casinista, buonista e che nessuno al mondo porti rispetto verso questa terra. Le unica entita' riconosciute e temute sono le varie associazioni a delinquere che incutono paura dentro e fuori ai confini ( ma esistono ancora?). Provocatoriamente dunque in base a suddetto "incipit" uno stato con le palle, retto per esempio da dei mammasantissima ( e sapete quello che intendo), avrebbe caricato su una motonove Concordia, magari guidata da Schettino qualche migliaio di famigli con il turbante in testa che girano per le campagne italiche, e quindi rispediti al mittente, con la speranza che detto comandante ripeta le bravate tristemente note. Poi, sempre i mammasantissima manderebbero qualche migliaio di disoccupati italiani a rimpinguare le cascine : risolto il problema della disoccupazione, dell'immagine italica, e del carnevale dato che i pagliacci con il turbante sembra siano in costume tutto l'anno

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  • asfodelo13

    23 Febbraio 2012 - 05:05

    Un GRANDE UOMO ed ITALIANO un giorno disse queste parole: Quel giorno io piansi e non ho mai piu' pianto,e adesso,oggi ,domani potranno esserci i comunisti,potranno mandarmi in Siberia,potranno fucilare meta' degli italiani,non piangero' piu'.Perche' quello che c'era da soffrire per cio' che l'Italia avrebbe vissuto come suo avvenire,io l'ho sofferto allora. Quel giorno io ho visto il dramma che cominciava per questa nostra disgraziata nazione che non aveva piu' amici,non aveva piu' alleati,non aveva piu' l'onore ed era addebitata al disprezzo di tutto il mondo per essere incapace di battersi anche nella situazione avversa.Non ci si batte solo quando tutto va bene. Fui chiamato ad una scelta e decisi la mia scelta.Non me ne sono mai pentito. Nel momento della scelta ho deciso di giocare la mia partitache mi avrebbe dato un carattere di spiritualita' e di pulizia morale la quale nessun altra strada avrebbe potuto portarmi. Magari Monti possedesse un briciolo di quest'uomo!!!!!

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  • burlando77

    22 Febbraio 2012 - 20:08

    Anche se in ballo con commesse e quantaltro,il nostro governo non si è comportato da governo intransigente,non si tratta di salvare commesse ma la vita di due italiani .Sono convinto che ci considerano dei deboli,un altro paese avrebbe subito mostro i muscoli.Mi vergogno al pensare che in india paese di straccioni con le mucche puzzolenti in strada possa con assurde leggi mettere in ginocchio l'italia.non sono un politico ma se vi fosse stato mussolini , non sarebbe capitato tutto cio',è un paragone che non sta in piedi lo so. Una domanda farei a monti che non mi piace,gli chiederei se sono piu' importanti le commesse o i nostri militari? Comunque metterei in prigione cento indiani che risiedono nel nostro paese ,con in aggiunta di espulsione dall'italia di tutti i loro compaesani.

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