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Anche la signora Mediobanca fa l'eroina dell'anti Casta

Roberta Nagel, moglie dell'ad e banchiere più importante d'Italia, incalza Monti: "E i tagli alla Casta?". Ma lei è l'emblema...

Anche la signora Mediobanca fa l'eroina dell'anti Casta

Dopo l'incontro di Mario Monti con la comunità finanziaria a Piazza Affari di lunedì, l'amministratore delegato di Borsa Italiana lascia che la platea rivolga le domande al premier. Il primo a parlare, riferisce un articolo di economiaweb.it, è Lamberto Cardia. Ma poi prende Parola Roberta Furcolo: non si qualifica, si limita a dire soltanto nome e cognme. Quindi la domanda: "Nell'agenda di governo si prevede di attaccare la casta e ridurre il peso della macchina dello Stato?". Poi aggiunge: "Non cercate troppo il consenso delle parti sociali..."

La signora Nagel - A rendere paradossale l'intervento il fatto che la pasionaria anticasta che ha cercato di mettere alle strette Monti, imponendogli di tagliare i privilegi, è Roberta Furcolo, la moglie di Alberto Nagel, niente meno che amministratore delegato di Mediobanca e vicepresidente di Assicurazioni Generali. Insomma, una delle coppie più inserite e più pesanti della scena salottiera milanese, quella in cui si discute di alta finanza.

Casta contro Casta - La paladina dell'anticasta è anche una manager: prima lavorò in Intesa Sanpaolo, mentre oggi è responsabile dello sviluppo corporate di Aon. L'articolo di economiaweb.it prosegue spiegando che Aon è oggi guidata in Italia da Carlo Clavarino, consigliere di Banca Esperia, isituto partecipato da Mediobanca le cui relazioni esterne sono state affidate a Erica Nagel, la sorella di Alberto nonché cognata della pasdaran Roberta. Piuttosto paradossale: la qunitessenza della casta dei banchieri che protesta contro la casta della politica...

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  • charmant2

    23 Febbraio 2012 - 11:11

    Caro Monti,trova la strada giusta per non metterti contro tutta la casta,con un'escamotage appena digeribile: Un taglietto piccolo piccolo per i ricchi.Faresti contenti tutti noi peones dallo stipendio di fame e non sarebbe proprio tanto il dolore che apporteresti ai tuoi amici. Suvvia,quanto mai vi può costare un atto di generosità? E così,come nelle favole: QUASI tutti felici e contenti.

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  • ciarlesse

    23 Febbraio 2012 - 09:09

    Iniziamo a dividere le banche d'affari (dubbi) dalle vere banche che devono servire a finanziare la vera economia quella che e' costretta a correre o morire: (piccole e microimprese) e smettiamo di girare i soldi dei contribuenti (che dovremo rendere allaBCE) a chi fa speculazioni finanziare che servono a far ingrassare la casta bancaria/assicurativa, ; Monti zelante contro la microsoft e prono di fronte alla casta bancaria faccia funzionare le regole contro i cartelli che affamano gli Italiani, raccolga dalla corruzione(cca 60miliardi di euro l'anno? 2manovre) e dalle stranumerose caste inutili degli alti stipendi stato e para (massimo 331'000euro anno circa 30'000al mese ) i soldi che servono a far vivere e lavorare a condizioni dignitose, la prospettiva attuale per i nostri figli anche se laureati e' di 8/900euro al mese costandone pui del doppio all'azienda che li impiega, smettetela di raccontarci frottole, un governo si misura con i costi del gasolio etc.. e dalle opportunita'

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  • dbell56

    22 Febbraio 2012 - 14:02

    Qui in Italia chi ha incarichi importanti è colluso con la politica e la finanza della peggior specie. E' inutile prenderci in giro. Come faccia questa "gente che conta" a stare sempre a galla non è dato di sapere. Quel che è certo, sembra che abbia fatto un patto con belzebù. Il problema è che mentre un mafioso sa che se lo prendono il minimo che farà in carcere, sarà 10 anni, questi fetenti di "deliquenti underground", usano come scudo di protezione proprio la legge per cui, essi sono mille volte più pericolosi dei primi, perchè tendono a perpetuarsi. Il problema di questo cancro si risolverebbe solo in modo cruento, attraverso una rivoluzione che non guardi in faccia a nessuno!!!

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  • faugian

    22 Febbraio 2012 - 10:10

    La legge SALVA ITALIA, art. 36, richiede che chi occupa più cariche in aziende operanti nel settore finanziario debba rinunciare e occuparne solo una. Alberto Nagel quindi deve rinunciare alla carica ricoperta profittevolmente in GENERALI e tenersi quella più importante in MEDIOBANCA. Ovvio che l'idea di veder guadagnare di meno il marito non entusiasmi la signora e non la veda benevola verso chi ( la CASTA) recalcitra a ridimensionarsi economicamente....Sembra voler dire: o tutti o nessuno....

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