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"Zingari, vietato l'ingresso": cartello choc a Vicenza

La targa in pieno centro: "Spiacenti, ma per maleducazione state fuori". Scritto da una marocchina: "Rubano sempre"

"Zingari, vietato l'ingresso": cartello choc a Vicenza

"Siamo spiacenti ma per maleducazione e non rispetto delle regole, vietato entrare ai zingari!". Questo il cartello choc (con la postilla: "Non per razzismo") apparso sulla vetrina di un negozio in piena centro a Vicenza. "L'ho messo io quel cartello, qualche giorno fa", ha spiegato la commessa dell'esercizio a Il Giornale di Vicenza. E poi aggiunge: "Non ce la faccio più. Gli zingari entrano in negozio in otto, o dieci, o anche di più; sono sempre gli stessi e hanno sempre dei bambini con loro, che vanno in giro per il bazar. Io non riesco a controllarli e poi, ogni volta, rubano". La ragazza spiega così che le visite dei rom sono pressoché quotidiane: "Sono sola, non posso inseguirli. A fine marzo chiuderemo l'attività, non ce la facciamo. Adesso svendo tutto e per certi prodotti incasso meno di quanto ho speso per comprarli, non posso anche accettare che me li rubino... So che questo è un luogo aperto al pubblico e so cosa può pensare la gente. Ma no, non sono razzista. Sono marocchina - conclude -, vivo qui da 12 anni e so che esistono le regole e le rispetto".

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  • lucia elena

    23 Febbraio 2012 - 10:10

    Si da Nobel per la difesa dei propri diritti. Sappiamo che tra le questioni morali,gli zingari,gli irregolari ecc. deve esserci un patto di sangue per cui tra ladri non esistono barriere. Forse in difesa degli italiani saranno proprio gli stranieri che rispettono le regole del paese ospitante. Grazie signora Lei ha dato,forse inconsapevolmente una grande lezione a chi ci governa.Lucia Elena

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  • gianko

    23 Febbraio 2012 - 10:10

    ricordo sempre volentieri un episodio significativo; in Romania i 'simpatici' rom erano amati solamente dallo schifosissimo Ceausescu (perchè prolificano come conigli e ai dittattori piacciono 'sti imbecilli) la popolazione li odiava a morte; stavano in case popolari, non in campi, che avevano ridotte a cagatoi, vivevano di furti ecc. (e di che se no?) dopo la caduta del loro 'amico', i minatori fecero uno sciopero e si scontrarono duramente con la polizia; tornando a casa, passarono in un quartiere di zingari e, guarda caso, GLI RIFILARONO UN SACCO DI SPRANGATE..le 'anime belle' (i kakò, cattocom. x gli ignari) gridarono allo squadrismo, ecc.. IO INVECE GODEVO COME UN RICCIO e pensavo, e penso tuttora, che lo ' zio Adolfo' almeno una cosa buona l'aveva fatta.. peccato che non l'abbia potuto portare a termine.. le 'anime belle' li mettono tra gli antinazisti

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  • GMTubini

    22 Febbraio 2012 - 22:10

    Ma come?! Tu, che ti definisci "progressista", invece di coltivare l'ansia sinistrorsa di redimere le masse con l'educazione e l'informazione svincolate da lacci e lacciuoli, rinunci così facilmente a esporre, anche a noi, duri di cervice come certi antichi popoli, le tue illuminate e innovative idee?! Orsù, abbassati al nostro infimo livello e scrivi qualcosa di chiaro e inequivocabile, tale da spazzar via dalle nostre fosche menti il famelico tarlo che, rodendo nelle nostre atrofizzate meningi, continua inesorabilmente a insinuare l'amletico dubbio secondo il quale (non ce ne volere!) le tue fintamente concettose frasi siano, in realtà, solo delle mal riuscite imitazioni delle famose "supercazzole" di "Amici miei"! Ma, d'altra parte, sono io che m'illudo! Cosa mi potrei aspettare?! Non è forse di penose "supercazzole" che vivono i cosiddetti "progressisti"?

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  • roberto19

    roberto19

    22 Febbraio 2012 - 20:08

    Se li accusi di furto sei razzista , se li accusi di maleducazione sei razzista , se li accusi di inciviltà sei razzista ..... fino al punto d'essere costretti a dire: " Non li voglio nel mio negozio perchè rubano" e, ancora più costretti, giustificandosi con un " non sono razzista". Il razzismo non c'entra: questi sono ladri e basta! E chi tira fuori la favola del razzismo è solo un emerito stupido!

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