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Via alle regole anti-ciccioni Scatta la rivolta dei vigili

Nel comune di Desio richiesti tono muscolare e agilità. Banditi trucchi e pettinature appariscenti. Ghisa con la pancia sul piede di guerra

Via alle regole anti-ciccioni Scatta la rivolta dei vigili

Che i vigili urbani, anzi  gli agenti della Polizia locale, debbano tenere un comportamento «consono» alla funzione quindi non fumare, non intrattenersi in futili conversazioni e non parlare al cellulare, sono regole comprensibilissime. Ma che debbano essere necessariamente magri e atletici stupisce non poco. Ma tant’è.

Nel nuovo regolamento della Polizia locale di Desio, siglato dal comandante Maurizio Di Mauro e dall’amministrazione di centrosinistra, di regole a dir poco assurde ce ne sono eccome. Ma soprattutto scritte con un linguaggio se non burocratese, aulico, quasi incomprensibile. Qualche esempio? A parte la statura non inferiore a 165 centimetri per uomini e 161 per le donne e a sana e robusta costituzione (ma non troppo robusta!), si chiede: «il rapporto altezza-peso, il tono e l’efficienza delle masse muscolari, la distribuzione del pannicolo adiposo e il trofismo devono rispecchiare un’armonia atta a configurare la robusta costituzione e la necessaria agilità indispensabile per l’espletamento dei servizi di polizia».  Insomma se tra i 29 agenti desiani la maggior parte è cicciotta la regola è «palestra per tutti». Per non parlare della vista di cui è specificato ogni parametro e dei requisiti psichici. Ma Di Mauro e i suoi non si sono fermati qua: «I nuovi vigili devono anche essere colti e soprattutto a studiare le lingue straniere presso istituti specializzati, al fine di ottenere una corretta e completa conversazione nella lingua straniera scelta».

Corsi di lingue e di difesa personale, uso dell’arma e norme generali di comportamento sono abbastanza prevedibili come i doveri di «non mantenere, al di fuori di esigenze di servizio, relazioni con persone che notoriamente non godono di pubblica stima, ovvero pregiudicate, e non frequentare locali o compagnie non confacenti alla dignità della funzione». Naturalmente attenzione all’acconciatura dei capelli, della barba, dei baffi nonché i cosmetici da trucco, siano compatibili con il decoro della divisa e la dignità della funzione, evitando ogni forma di appariscenza». E se il comandante ha difeso a spada tratta il nuovo regolamento, auspicando «una maggiore cura del proprio corpo atletico per chi - come ormai qualsiasi agente di Polizia locale - è chiamato anche a dover intervenire in situazioni gravi con agilità», in comando ci sarà qualcuno che non sarà d’accordo. Nessuno ha voglia di esporsi, ovviamente, per paura di perdere il posto, ma chi è particolarmente in carne e non ha nessuna intenzione di mettersi a dieta, sta borbottando non poco. Il fatto è che sembra difficile modificare il regolamento, quanto forse «chiudere un occhio». Intanto per ora almeno lamentarsi contro le regole non è contro il regolamento!

di Laura Marinaro

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Commenti all'articolo

  • giama

    22 Febbraio 2012 - 11:11

    Sempre pronti col blocchetto delle multe quando tocca agli altri, ma recalcitranti quando si tratta di rispetta delle regole che dovrebbero essere ben più severe per un pubblico ufficiale, come amano definirsi.

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  • perfido

    22 Febbraio 2012 - 10:10

    L'unica incongruità, sarebbe quella che quando si vede nell'ufficio di Polizia Locale, un vigile con "tono muscoloso......", si potrebbe anche pensare alla mala distribuzione del personale. Quindi, discrezionalità, e tutto fa brodo. Saluti.

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