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Trattativa Stato-mafia: indagato Mannino

La Procura di Palermo accusa l'ex ministro Dc di "minaccia a un corpo politico": pressioni per alleggerire il 41bis?

Trattativa Stato-mafia: indagato Mannino

Calogero Mannino è indagato dalla Procura di Palermo per "violenza o minaccia a un corpo politico o istituzionale dello Stato" nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa tra mafia e Stato negli anni delle stragi. La notizia è stata confermata in ambienti giudiziari. L’ex ministro democristiano, in passato assolto con sentenza definitiva dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e oggi deputato del gruppo Misto alla Camera, sarà sentito lunedì dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti Nino Di Matteo, Paolo Guido e Lia Sava. L’avviso di garanzia emesso nei confronti di Mannino ipotizza sue pressioni per l’alleggerimento del regime carcerario del 41 bis per i mafiosi e si collega ai timori per la sua vita che l’ex ministro espresse subito dopo l'omicidio dell’eurodeputato democristiano Salvo Lima. Di questi timori ha riferito l’ex presidente del Senato ed ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino, secondo cui Mannino dopo l'uccisione di Lima gli avrebbe detto "il prossimo sono io". Mancino è convocato domani come testimone nel processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu per la mancata cattura di Bernanrdo Provenzano. Mori è indagato anche nell’inchiesta sulla trattativa, come pure il capitano Giuseppe De Donno, il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e i boss corleonesi Totò Riina e Bernardo Provenzano.

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  • bruno osti

    24 Febbraio 2012 - 11:11

    sei solo un povero cerebroleso

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  • ciannosecco

    23 Febbraio 2012 - 23:11

    Egregio,anche il concorso esterno in associazione mafiosa non esisteva eppure lo hanno creato dal nulla.Vedrà i nostri solerti magistrati ci metteranno la pezza,creando ad hoc una nuova aggravante tale da spostare in avanti la prescrizione.Più o meno come i trucchetti usati nel processo Mills.

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  • perfido

    23 Febbraio 2012 - 21:09

    Sono ignorante in materia, Lei ha dettagliatamente descritto gli articoli del codice. Mi chiedo: una motivazione dovrà pur esserci. Ribadisco la mia ignoranza; sarà perchè la Regione Sicilia è a Statuto Speciale?. Provo a fare un altro ragionamento, con la mia mente contorta, sarà che i PP.MM. vedendo assolto l'on. MANNINO, si saranno detto: visto che non ha "pagato", gli saranno rimasti ancora dei quattrini, e, di conseguenza, avranno deciso di indagarlo, seppur in fretta e furia, senza aver avuto il tempo materiale per leggere bene le carte processuali (così come qualcuno dice del P.M. che ha indagato BERLUSCONI-MILLS) ?. Come si dice, tentar non nuoce; alla fine, male che vada, c'è l' istituto dell'archiviazione. Se c'è qualcuno che, potrà ulteriormente delucidare lo scrivente, più di quanto ha fatto il rossini1904, è pregato di farlo. Grazie. Intanto, chi si vuole associare nel dire ai PP.MM. " ma mi faccino il piacere, come diceva Totò". Saluti.

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  • rossini1904

    23 Febbraio 2012 - 17:05

    L'art. 338 C.P. prevede per la violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario una pena fino a 7 anni di reclusione. Anche calcolando l'ipotesi aggravata di cui all'art. 339 (violenza o minaccia commessa da più di 10 persone riunite) che prevede una pena fino a 15 ann, essendosi i fatti svolti nel 1992 - 1993, l'eventuale reato si è ormai prescritto da almeno 4 anni. Mi chiedo: i Pubblici Ministeri siciliani hanno tempo da perdere? È così che si butta il pubblico denaro? È così che si perseguita un cittadino per un reato che, se anche fosse stato commesso, si è comunque da tempo prescritto?

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