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Caso Mills, il nodo è la prescrizione La doppia interpretazione sui tempi

Il processo in cui è imputato Berlusconi verso l'epilogo. La condanna effettiva del Cav dipenderà dall'interpretazione della norma sui 10 anni

Caso Mills, il nodo è la prescrizione La doppia interpretazione sui tempi

Quando scatterà la prescrizione del Cav nel processo Mills e perché differiscono le interpretazioni? Tutto si gioca sul filo dei tempi, e anche un eventuale condanna (data per scontata da Silvio Berlusconi: potrebbe arrivare già sabato) potrebbe comunque essere tagliata dai tempi della prescrizione, ancora oscuri. Secondo l'ex Cirielli, per il reato di corruzione in atti giudiziari di cui è accusato Silvio Berlusconi la prescrizione scatta dopo 10 anni: già qui le versioni divergono. Come spiegava Andrea Scaglia su Libero di giovedì 16 febbraio, per l'accusa (secondo cui Berlusconi avrebbe versato 600mila dollari a Mills per garantirsi le sue dichiarazioni reticenti) il reato non si sarebbe consumato l’11 novembre 1999, quando l'avvocato avrebbe disposto il trasferimento dei soldi da un fondo d'investimento a un altro di fatto entrando in "diretto contatto" con il denaro, ma il 29 febbraio 2000, giorno in cui effettivamente s'intestò le quote per 600mila dollari. La sentenza con cui la Cassazione dichiarò prescritto il reato per lo stesso Mills, ma rimarcando la fondatezza delle condanne precedenti, sposò la prima ipotesi.

Artifici giuridici - E però per il pm la differenza sarebbe solo formale - proseguiva Scaglia - : se il reato viene fatto risalire al novembre 1999 la prescrizione scatterebbe il 3 maggio, se invece si opta per il febbraio 2000 si passa a luglio. Per la difesa, invece, il processo è  prescritto dall'8 gennaio scorso. E comunque, al di là di artifici giuridici - come rimarcato da Luigi Ferrarella sul Corriere, la difesa calcola la prescrizione non in base agli effettivi giorni di ogni mese (31 ne ha 31), ma in base allo schema convenzionale che ne conta sempre 30 - nel calcolo giocano un ruolo fondamentale le interruzioni dovute ai legittimi impedimenti e, soprattutto, il Lodo Alfano, che bloccò il processo a carico dell'allora premier e venne poi  bocciato dalla Corte Costituzionale. Per la difesa il calcolo della prescrizione deve riprendere dal giorno in cui la Consulta respinse il Lodo, mentre il pm ritiene che invece vada calcolata da quando riconsegnò gli atti al Tribunale, dunque tempo dopo.

 



 

 

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Commenti all'articolo

  • perfido

    24 Febbraio 2012 - 14:02

    Cerco di resettare quel pò di "cervello contorto" che mi era rimasto. Quindi, sento parlare di soldi ricevuti in mazzette ed in quando spesi, il reato è stato consumato. Ci sono io, e non ci siete voi. Allora, se consegno una dazione di danaro ad un "politico", -BERLUSCONI- questi, non sapendo cosa farsene, non spende, cioè, mette a parte i soldi e diciamo che, per 10 anni non si ricorda di averli. Orbene, tanto di prove inoppugnabili e testimonianze "vere", significa che il reato non è stato consumato?. Posso restare in attesa di qualche "notizia"?. Saluti.

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  • vin43

    24 Febbraio 2012 - 12:12

    «E no: Tuo padre offese mio padre» disse il lupo dopo vari tentativi per giustificare la pretesa di mangiarselo. La ricerca spasmodica della giustificazione induce a pensare alla voluta e già scritta decisione. Non è sopportabile tale trattamento persecutorio. A quanto sembra di lupi e di lupi affamati ce ne sono in abbondanza, in questo Dolce e Bel Paese.

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  • antari

    23 Febbraio 2012 - 22:10

    che senso ha contar come giorni utili x la prescrizione quelli in cui il giudice non ha tutte le carte in mano?

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