Cerca

Maxi-rivoluzione all'anagrafe Sì al doppio cognome

Si potrà chiedere di unire il cognome della madre a quello del padre: può fare istanza anche chi è diventato cittadino italiano

Maxi-rivoluzione all'anagrafe Sì al doppio cognome

Dal Governo arriva una rivoluzione che prevede e semplifica la possibilità di avere un doppio cognome. Una rivoluzione, a dire la verità, doppia: per la platea cui si rivolge e perchè semplifica la procedura demandando direttamente ai prefetti la decisione.   Si potrà così chiedere di unire al cognome del padre quello della madre, ma si potrà anche chiedere di aggiungere il cognome del marito ai propri figli da parte della donna che, rimasta vedova o divorziata, si è risposata. Ed altra novità, potrà fare istanza anche chi è divenuto cittadino italiano e vuole però che venga mantenuto il nome con cui è conosciuto al di fuori.   Il testo che dovrebbe essere illustrato dal ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi - che in questi mesi ha lavorato a diversi provvedimenti di semplificazione che incidono sulla farraginosità della burocrazia nella P.A. - interviene sul regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre del 2000 e ne modifica sostanzialmente il titolo decimo.

Si cambia intanto l’articolo 89. Rispetto al testo precedente, si legge: "salvo quanto disposto per le rettificazioni, chiunque vuole cambiare il nome o aggiungere al proprio un altro nome ovvero vuole cambiare il cognome, anche perchè ridicolo o vergognoso o perchè rivela l'origine naturale o (è questa la parte nuova ndr) aggiungere al proprio un altro cognome, deve farne domanda al prefetto della provincia del luogo di residenza o di quello nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello stato civile dove si trova l’atto di nascita al quale la richiesta si riferisce. Nella domanda l’istante deve esporre le ragioni a fondamento della richiesta."   Sparisce la previsione che vietava l’attribuzione di cognomi di importanza storica o tali da indurre in errore circa l'appartenenza a famiglie illustri o particolarmente note nel luogo di nascita o di residenza.   Spariscono gli articoli 84, 85, 86 e 87 del vecchio testo che imponevano di far richiesta di cambiamento o aggiunta di cognome al Ministero dell’interno e al prefetto della provincia in cui il richiedente ha la sua residenza. Cambia la norma sulle affissioni e sulle opposizioni. Per queste ultime si prevede che chiunque abbia interesse può farlo entro trenta giorni dalla data dell’ultima affissione ovvero dalla data dell’ultima notificazione alle persone interessate

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ADM

    25 Febbraio 2012 - 10:10

    ...una bischerata...come direbbero i toscani! Già c'è gran confusione, nel sistema matrimoniale e di coppie di fatto, non di fatto e altro...ne godrebbero...solo i gay...coronerebbero i loro sogni d'amore...credo...se la c...a, andasse in porto. Cui prodest, la faccenda? Sotto c'è certamente un inganno...forse vogliamo imitare altri Paesi? Noi, non siamo pronti per imitare nessuno...ma solo per creare altro caos! Dio ce ne guardi! A.D.M.

    Report

    Rispondi

  • lumaca

    25 Febbraio 2012 - 09:09

    Beati loro che non hanno nulla a cui pensare....con questo fatto dei cognomi non ci dormivamo proprio la notte....un vero dramma.

    Report

    Rispondi

  • roda41

    25 Febbraio 2012 - 00:12

    rovinando solo la gente,una maxi caz---ta con un MAXI casino

    Report

    Rispondi

  • claudionebridio

    24 Febbraio 2012 - 20:08

    Ancora qualche tempo e vedrete che la legge del maschio-pentito Pisapia (dare alla nascita il solo cognome della madre, già sua proposta di legge nel '95) sarà approvata e ancora una volta senza che nessuno possa dire la sua. Dopo le quote rosa, l'equiparazione dei matrimoni omosessuali ed eterosessuali, l'ideologia gender insegnata fin dagli asili (impedire ai bambini di sentirsi maschi o femmine ma solo androgini, come ormai usa nei "civilissimi" Paesi nordici, fra cui la Svezia che, tra l'altro ha insegnato l'eugenetica ai nazisti ), sarà la volta della "legge contro l'omofobia" (legge "positiva" cioè garantente gli omosessuali il doppio rispetto alle persone normali), abolire l'obiezione di coscienza dei medici che rifiutano di procurare l'aborto. Dare allo Stato la possibilità di decidere anche quando mandare all'altro mondo una persona con l'eutanasia, come in Danimarca, orgogliosa perchè sarà la prima nazione di "razza pura" potendo abortire i bambini down .

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog