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Milano, assalto dei No Tav alla redazione di Libero

Un gruppo di manifestanti si stacca dal corteo e raggiunge nostro quotidiano: petardi, fumogeni, danni e minacce. Gli 007: Resisteranno a oltranza

Milano, assalto dei No Tav alla redazione di Libero
«Giornalisti terroristi». Ecco cosa siamo per i No Tav, che per aiutarci a ricordarlo l’hanno scritto con lo spray davanti all’ingresso del nostro giornale. Non prima, però, di aver bruciato il citofono e lanciato petardi e fumogeni (rigorosamente rossi) contro le finestre della redazione. Infine, l’ultima scritta: «Infami». Segnato con grafia incerta, uno sfregio di sfuggita.  L’attacco era nell’aria. Già dalla partenza in piazza San Babila, il fronte dei No Tav sceso in strada a Milano, è apparso nervoso. Una tensione visibile dai primi metri, quando gli apripista del corteo hanno intimato a fotografi e “sconosciuti” con videocamere di allontanarsi in fretta. «Non vogliamo farci fotografare», ha urlato un ragazzone con la barba rossa. E a chi, come noi, non ha afferrato subito il messaggio, ha aggiunto: «Ve l’ho detto con le buone, non fatemi passare alle cattive maniere». (leggi l'articolo:  L'allarme degli 007: resisteranno a oltranza).


I No Tav attaccano la redazione di Libero
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Abbà subito prima del dramma: Guarda il video su Libero Tv

Quelle le hanno riservate all’arrivo in Porta Venezia, dove i manifestanti hanno dato sfogo alla rabbia repressa alla luce dell’insegna di «Libero», colpevole di aver pubblicato un sondaggio sull’azione di Luca Abbà, l’anarchico caduto da un traliccio mentre tentava di fermare il treno della Tav in Val di Susa. Il giovane è rimasto folgorato e ora rischia la vita. Un gesto estremo, incomprensibile per molti, che abbiamo deciso di raccontare attraverso un sondaggio in cui chiedevamo ai lettori di esprimere un parere sull’episodio. Abbiamo domandato se la responsabilità del gesto (e il conseguente esito) fosse da attribuire soltanto ad Abbà o ad altro. Insomma, capire se il giovane fosse consapevole del rischio che correva. Una scelta facilmente fraintendibile che aveva l’unica intenzione di indagare l’episodio e capire il punto di vista degli italiani. Ma per la rete dei No Tav è stata  solo una provocazione. L’ennesima. Da punire al più presto. L’immagine del sondaggio ha fatto il giro della rete, trasformandosi in breve in petardi e fumogeni. «Giornalisti terroristi» hanno scritto, e non si riferivano solo a noi ma all’intero sistema dell’informazione che non li sostiene. L’hanno gridato alla partenza: i cori contro i cronisti si mischiavano a quelli contro le forze dell’ordine. I giornalisti sono «infami», proprio come gli «sbirri» tanto odiati.
 
La giornata era iniziata male. A Torino, altra meta dei contestatori, un giornalista e un fotografo de «La Stampa» sono stati aggrediti e  «cacciati in modo violento» mentre si trovavano fuori dal pronto soccorso del Cto. Marco Accossato e il fotoreporter Giorgio Nota  sono stati presi a schiaffi mentre cercavano di documentare la vicenda di Luca Abbà, il “compagno” No Tav ricordato da tutti i cortei.  A Milano, lo striscione principale riportava: «Questa non la perdoniamo, Luca tieni duro». Il tono della sfida, quasi della vendetta, è rivelato dalle urla e dai volti arrossati. Dai bengala tirati ai fotografi durante la marcia, presi di mira «perché è più facile che attaccare i poliziotti», come dice un reporter subito dopo aver scattato una foto di troppo. «È meglio non esagerare», confessa mentre controlla se l’attrezzatura è a posto, «meglio non farli incazzare».   L’idea è condivisa da tutti i presenti, soprattutto dagli agenti schierati in assetto anti sommossa che guidano il serpentone. Contro di loro nei giorni scorsi sono apparse scritte (nel centro di Milano) di tutti i tipi.
Il repertorio dei rivoluzionari No Tav è abbastanza classico - da  Più sbirri morti a Basta sbirri passando per il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli (Caselli boia, Caselli infame)  - ma regala qualche inedito: Satana è un boia e pure la Digos. Poi ci sono le frasi pericolose, quelle che fanno paura. Tornerà il piombo, con la A anarchica al posto della firma. Oppure È solo questione di tempo.  Ma il coraggio dei manifestanti si ferma alle scritte. Di fronte agli agenti stavolta non se la sentono di colpire. La divisa, il casco e gli scudi incutono timore. Quelli sono tosti, mica come i giornalisti.
di Salvatore Garzillo

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Commenti all'articolo

  • roda41

    29 Febbraio 2012 - 00:12

    in tutto con questi delinquenti e con la pazienza pure dei no-Tav normali cittadini -

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  • longhma

    28 Febbraio 2012 - 22:10

    Fino a che avremo un governo senza p...e, e di c..a sotto..... i beceri alzeranno sempre la testa. A questo punto facciamogliela alzare bene a tutti..... quando a livello.... passeremo con armi taglienti come facevano al colosseo durante gli spettacoli !!!!

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  • Borgofosco

    28 Febbraio 2012 - 20:08

    Bando alle ipocrisie e diamogli l'appellativo di: terroristi. Costoro vogliono imitare in peggio gli anarchici che si travestono da contestatori cambiando sigle a seconda del caso. La tolleranza, verso i fiancheggiatori le Br, ha comportato che quei disadattati sociali che si ritrovano, come Toni Negri, ha fare da cattivi maestri a queste orde di nullafacenti che impiegano il loro tempo a danneggiare e/o mettere 'a ferro e fuoco' servizi di pubblica utilità come le autostrade. Non gli basta sfondare vetrine ed assaltare bancomat, ora minacciano di uccidere i giornalisti della libera stampa. Certamente Libero da fastidio a quella massa di sinistrati abituati al pensiero unico comunista. Non accettano una società democratica e liberale. Sono stati sconfitti dalla storia ma, attraverso avamposti come quello creato da Pisapia a Milano, tentano in tutti i modi di riconquistare gli spazi che la consapevolezza popolare gli ha negato. Sono degli illusi che fanno solo violenze gratuite!

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  • angelux1945

    28 Febbraio 2012 - 20:08

    portarli tutti sull'isola dell'Asinara e lasciarli li alle intemperie, vedrete come chiederebbero subito le comodità e le innovazioni!!!!!!!! comunque e gente che deve essere spazzata via dalla civiltà!!!!!!!!!inoltre c'è da tenere d'occhio anche dei capi politici e sindacali che aizzano la piazza, dovrebbero intervenire i ministri dell'interno e della giustizia!!!!!!!!!!!!

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