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L'assalto continua, 29 agenti feriti Un arrestato e quattro fermati

Sono proseguiti nella notte gli scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine: tredici tra poliziotti e carabinieri in ospedale

L'assalto continua, 29 agenti feriti Un arrestato e quattro fermati
Dopo la notte di guerriglia in Val di Susa, con pioggia di lacrimogeni lanciati contro i manifestanti No Tav che si trovavano sulla rampa di accesso all'autostra Torino-Bardonecchia all'altezza di Chianocco e il tentativo degli antagonisti di reagire con lancio di sassi, l’autostrada A32 è regolarmente operativa in entrambi i sensi di marcia. Alle ore 00.45 è stata riaperta la corsia in direzione di Torino, mentre alle ore 02.30 è stata riaperta anche la corsia in direzione Frejus.
Il bilancio è pesante: ventinove feriti tra le forze dell'ordine, diversi tra gli antagonisti, un manifestante arrestato e 4 fermati. Dei feriti, riporta la polizia, 6 sono poliziotti e 7 carabinieri. Tra i feriti, un funzionario di polizia ha riportato ustioni a un piede dopo essere stato colpito da una bomba carta, un ufficiale dei carabinieri è stato ferito a una mano e un ispettore della questura al labbro dopo essere stato colpito in bocca da una pietra. Molti anche i contestatori che sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari. I fermati sono stati rilasciati dopo essere stati identificati, mentre un uomo di 32 è stato arrestato per i reati di resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale.  Al vaglio delle forze dell’ordine ora ci sono filmati e foto degli scontri di ieri sera finalizzati a valutare se ci siano altri manifestanti resisi responsabili di reati durante lo sgombero dell’autostrada. Da parte loro, gli antagonisti, hanno immesso in rete un video, di due minuti che mostra le forze dell'ordine in assetto antisommossa fare irruzione in un bar di Bussoleno, apparentemente popolato di avventori pacifici, dopo gli scontri di ieri fra polizia e No Tav.


Per ora la situazione è tranquilla. Ma si teme sulla mobilitazione generale chiamata da Alberto Perino, leader dei No Tav, ha invitato, durante l'assemblea che si è tenuta nella notte a Bussoleno. "Domani ci riprenderemo il presidio. Non ci fermeremo e alle 18 organizzeremo una serie di blocchi in tutta Italia", ha detto dopo la serata di passione con le forze dell'ordine, hanno tenuto a Bussoleno. L'idea, ha spiegato, è quella di riprendere e di bloccare nuovamente lo svincolo di Chianocco dell'autostrada Torino-Bardonecchia, attualmente ancora presidiato da decine di blindati e agenti in tenuta antisommossa, ma anche di mettere in atto una serie di "azioni a livello nazionale" coinvolgendo il maggior numero possibile di città italiane alla stessa ora.
E sul web gli appuntamenti sono stati già stati fissati. Tutti alle ore 18. A Milano il concentramento è sotto tabelloni Stazione centrale. A Bologna a piazza Maggiore. A Brescia a piazza della Loggia. A Roma la manifestazione NoTav è prevista per il 3 marzo.

Agguati e polemiche - Più che con gli agenti, gli antagonisti se la sono presa nelle ultime ore con gli operatori dell'informazione, troupe e giornalisti in prima fila. L'agguato ai tre operatori di Corriere Tv lo conferma. Nessuna conseguenza, invece, dopo la diffusione del video in cui un giovane manifestante sfotteva e insultava un carabiniere (guarda il video su LiberoTv). I problemi, semmai, sono emersi nella notte tra martedì e mercoledì, con tre auto di No Tav bruciate. Gli incendi, ha accusato Luigi Casel, tra i leader del movimento, sono "evidentemente stati appiccati ai danni del movimento stesso".

"Serve dialogo"
- Il governo, per bocca del ministro degli Interni Annamaria Cancellieri, è tornato a chiedere una tregua: "Penso che con il dialogo si possano risolvere molti problemi" ma "su certe cose - ha detto a proposito dell'aggressione ai giornalisti - sono per una fermezza assoluta". Nessun dietrofront, comunque, sull'alta velocità Torino-Lione: "L'opera è di tale importanza nazionale, per la nostra e per le future generazioni, che non si può mettere in discussione". "Ciò non toglie - conclude il ministro - una grande apertura. Ho parlato con il prefetto di Torino e con i sindaci. C'è la massima attenzione e siamo pronti ad ascoltare tutte le esigenze e posizioni, ma senza mettere minimamente in discussione l'opera".

I sindaci - Anche la politica locale, spesso schierata con i manifestanti, ha lanciato un appello ai No Tav: "Chiedo di rimuovere al più presto i blocchi in Val di Susa al fine di evitare disagi alla popolazione e di venire incontro alle esigenze dell'alta val di Susa, che è rimasta penalizzata per quanto riguarda l'offerta turistica", ha ricordato Sandro Plano, il rappresentante dei sindaci della ValSusa.

 

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    01 Marzo 2012 - 14:02

    Così gli indiani d'America chiamavano il treno che attraversava il loro territorio. Era l'epopea della frontiera,si costruiva la strada ferrata con mille difficoltà. Da una parte gli allevatori,che non vedevano di buon occhio la ferrovia che attraversava i loro pascoli,disturbando le mandrie.Dall'altra gli indiani che attaccavano quelli che lavoravano nella costruzione delle strade ferrate.Alla fine ha vinto il progresso,la strada ferrata fu un vantaggio per la civiltà emergente,ridusse le distanze e con la scoperta del petrolio permise il trasporto dalle zone di estrazione ai porti di mare. E così in Val di Susa,siamo ancora all'epopea western,gli allevatori ed i coloni che si oppongono vi sono,anche gli indiani,quelli metropolitani. In Italia la civiltà tarda ad arrivare.No a tutto,alle centrali nucleari,ai rigassificatori,ai termovalorizzatori.. E le altre nazioni? Vanno avanti,noi torniamo alla fionda ed alla clava.

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  • fabiotorino

    01 Marzo 2012 - 11:11

    per ristabilire, come negli USA, la possibilita' di usare la pena di morte debba essere censurato. se la galera ha un carattere riabilitativo e non vendicativo, vorrei sapere quali spoeranze di riabilitazione ci sono per questi poveri derelitti

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  • rob59

    01 Marzo 2012 - 11:11

    Mia moglie si spara tutti i giorni 50 Km per andare a Susa a lavorare e 50 per tornare a casa. Lunedì si è trovata difronte i NO tAV che l'anno obbligata a una deviazione su strade sterrate per poter ritornare a casa, quasi tre ore di inferno. Ora ha paura a passare da quelle parti. La cosa che non ho visto sui giornali è questa : LUNEDì IN ALCUNE SCUOLE DI SUSA E BUSSOLENO I PROFESSORI HANNO SOSPESO LE LEZIONI E DETTO AGLI STUDENTI CHE ERANO LIBERI DI ANDARE A MANIFESTARE, questo l'ho saputo perchè un collega di mia moglie ha dovuto assentarsi dal lavoro, e andare a Bussoleno perchè suo figlio che era fuori dalla scuola e non voleva partecipare agli scontri. !!!!!

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  • frabelli

    01 Marzo 2012 - 10:10

    Se le cse dovessero continuare così, ci vorrà l0'intrvento dell'esercito.

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