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Italia: disoccupazione record E' la più alta dal 2004

Il tasso di disoccupazione si è attestato a gennaio scorso al 9,2%, in aumento di 0,2 punti rispetto all'anno precedente

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Italia: disoccupazione record E' la più alta dal 2004

Il tasso di disoccupazione si è attestato a gennaio scorso al 9,2%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di un punto rispetto all’anno precedente. Lo comunica l’Istat, che ha diffuso i dati provvisori relativi al mese. Il tasso di disoccupazione giovanile, ovvero l’incidenza dei 15-24enni disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, è pari al 31,1%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a dicembre 2011. Il livello del tasso di disoccupazione è ai massimi da gennaio 2004, inizio delle serie storiche mensili.

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Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    01 Marzo 2012 - 15:03

    chi poteva andare in pesnione deve lavorare ancora, le aziende non assumono, molte chiudono. il lavoro dove devono cercarlo? in paradiso!

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  • libero

    01 Marzo 2012 - 15:03

    sta cosi' salvando l'Italia e i risultati gia' si vedono,ma in modo molto significativo si vedranno con la prossima dichiarazione dei redditi,dell'imu e quant'altro di cui non c'e' bisogno di indicarne il ben nutrito elenco.Per ora questa divina discesa in campo ci sta portasndo ad ad un progressivo ed insoipportabile salasso,per tuitte le famiglie (non le loro,visti i loro abnormi emolumenti),aumento dei prezzi,delle tariffe,dell'inflazione, che con la conseguenza della diminuzione dei redditi,attivita' chiuderanno o se non falliranno,traslocheranno all'estero;investimenti nessuno e aumento esponenziale della disoccupazione. Questa e la ricetta o meglio la cura per il paziente in coma,adottato da dal sancta santorum dell' tecnica managerialita' bocconiana,che nella migliore delle ipotesi, accompagnera' almeno per una decina d'anni,la dipartita totale del paziente Italia e noi con lei.

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  • liberi_tutti

    01 Marzo 2012 - 14:02

    Assumere in Italia costa troppo. Te lo dicono tutti. Te lo dicono i cinesi. Te lo dice l'Europa di Bruxelles con i suoi diktat (più o meno condivisibili). Te lo dice persino Marchionne che non ha benché minima intenzione di investire in un sistema che non è redditizio. Le aziende italiane di fronte al costo insostenibile delle assunzioni hanno 2 opzioni: 1) lavorare in nero con dipendenti in nero, 2) mettere tutti i dipendenti in cassa integrazione e commissionare il lavoro all'estero (leggi Cina, Ungheria, Repubblica Ceca ecc.). Purtroppo la strada politica imboccata è lastricata di nuove tasse e balzelli, assurdità burocratiche, ostacoli alla crescita ecc. Insomma l'esatto contrario di quello che serve: meno tasse sul lavoro (dipendente o pubblico che sia) per consentire alle aziende (private o pubbliche) di assumere e di produrre. La situazione è grave: disoccupazione giovani 31%, PIL -1,3%, IVA presto al 23%, carburanti inacquistabili, pressione fiscale 65%-70%. Grecia arriviamo!

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