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L'agente vuole fare la pipi? Deve presentare rapporto

Il paradosso della polizia municipale di Monza. Se scappa, è necessario avvisare il comandante e informare la centrale

L'agente vuole fare la pipi? Deve presentare rapporto

Quando scappa, scappa. Ma prima, bisogna avvisare il comandante. Succede agli agenti della polizia locale di Monza. Secondo il regolamento, per andare in bagno a fare pipì i ghisa brianzoli sono obbligati informare la centrale. Tutte le volte che lo stimolo arriva. Quando escono dalla toilette, poi, devono telefonare di nuovo per comunicare il ritorno in postazione. E se non bastasse, a fine giornata, ogni vigile deve compilare un report dettagliato con gli orari d’inizio e fine dei “bisogni”. Ai 134 agenti della polizia locale di Monza la circolare non è andata giù. E, a distanza di mesi, criticano la decisione del comandante Alessandro Casale che ha firmato l’ordinamento. «Ci mancava solo il contapipì», dicono. Anche perché chiunque usi la radio di servizio può venire a sapere quando e dove i colleghi espletano i bisogni. «É una gravissima violazione della privacy» contesta Gianni Romano, esponente dell’Unione sindacale di base. Ma il comandante Casale replica: «Non ci trovo nulla di strano. È una norma varata per regolarizzare il comportamento e far sì che tutte le sospensioni dal servizio vengano comunicate al comando».

di Lidia Baratta

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