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Brescia, strage della gelosia Bimbe chiedono della mamma

Un camionista ha ammazzato senza pietà l'ex compagna che lo aveva lasciato, un amico di lei, la figlia e il fidanzatino

Brescia, strage della gelosia Bimbe chiedono della mamma

Vogliono sapere dov'è la loro mamma le tre bambine figlie di Mario Albanese e Francesca Alleruzzo, uccisa ieri dall’ex marito nel quartiere San Polo, alla periferia di Brescia, insieme ad altre tre persone. Per ora sono state affidate "ad un parente appartenente alla stretta cerchia familiare materna individuato nelle prime fasi delle indagini". La Questura, "ha incaricato i Servizi Sociali del Comune di assicurare la necessaria assistenza alle minori", in seguito il Tribunale deciderà sull'affido delle bambine che sono state risparmiate dalla furia omicidia del padre. A prendersi cura di loro, immediatamente dopo la tragedia, era stato l'appuntato sceltro del Nucleo Radiomobile di Brescia, Ivano Gatti, che ieri mattina all’alba era intervenuto per disarmare il camionista di 34 anni che ha   ucciso l’ex moglie 45enne, il nuovo compagno della donna, un uomo di 58 anni, la figlia ventenne avuta dalla donna da una precedente relazione, e il fidanzato di lei, anche lui ventenne.  L'appuntato, che vive accanto al luogo della strage, era da poco rientrato a casa quando ha sentito i primi due colpi, a cui ne  sono seguiti altri. Il carabiniere è così sceso in strada e si è trovato faccia a faccia con l’autore della strage che in quel momento   si stava puntando la pistola alla tempia. Ma l’arma si è inceppata e   il carabiniere fuori servizio ne ha approfittato per tentare di disarmarlo. Ne è nato un inseguimento e il carabiniere è riuscito a sottrargli il caricatore mentre stava sopraggiungendo una volante   della Questura di Brescia. L'appuntato è così tornato verso la casa della strage e lì si  è trovato di fronte alle tre bambine, figlie dell’omicida e della sua  vittima, in lacrime e molto provate e le ha portate a casa sua in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
Mario Albanese ha agito accecato dalla gelosia. L’avrebbe confermato lui stesso nel corso dell’interrogatorio in Questura. "Quella donna mi tradiva". L’uomo per sua stessa ammissione ha risparmiato dall’eccidio le persone a lui care, cioè le sue tre bimbe. Dalla Questura è stato portato al carcere di Canton Mombello, dove è in stato di fermo per omicidio plurimo aggravato anche dalla premeditazione. Albanese è risultato positivo al narco-test e nelle sue tasche aveva delle dosi di droga.

Guarda il video su LiberoTv: La telefonata al 112: "Hanno sparato a due persone"

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • strangio

    07 Marzo 2012 - 21:09

    a partire della ferma condanna dell'assassinio e dell'esemplare condanna da infliggere,al reo,per il quale non vi è alcuna giustificazione oso chiedermi, cosa può aver spinto una persona a si tanta efferatezza? quale motivazione addurre ,se avesse fatto una rapina e per scopo di lucro,un omicidio per rapina,una strage per fini politici?, no nulla di tutto questo,io penso che ciò sia dovuto alla decadenza di questa nostra società,fondata su vecchi valori, che va verso altri non ancora definiti,il concetto di famiglia ormai e cambiato dalle fondamenta,si vive nel vecchio,ma si deve accettare il nuovo,quanti vi riescono,quanti vedono in esso il loro fallimento, le loro disgrazie,la fonte dei loro immensi problemi.

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  • roda41

    06 Marzo 2012 - 19:07

    Povere bimbe senza mamma e con un padre assassino.E non bastava la moglie,ha fatto una strage!Ma che razza di gente sta attorno a noi?

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  • psforever

    06 Marzo 2012 - 11:11

    doveva farlo ammazzare, un animale del genere non merita di vivere.

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