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Facci: Che vergogna gli applausi al funerale di Dalla

Un funerale non è uno spettacolo ma una cerimonia: i morti, anche quelli mediatici, si salutano con il raccoglimento

Facci: Che vergogna gli applausi al funerale di Dalla

La mia più grande vergogna di italiano sono gli applausi ai funerali, abitudine spaventosa che si è ripetuta mentre il feretro di Lucio Dalla lasciava San Petronio. I sociologhi possono anche farmi una pippa così e raccontarmi che trattasi di consuetudine di chiara derivazione televisiva, roba che una volta non c’era: il primo applauso a un funerale pubblico pare che l’abbia beccato Anna Magnani nel 1973. E infatti non è una cultura, è un’incultura: non è un indotto della storia, ma di Domenica In. Ma dovrebbero spiegarmi perché questa cosa esiste solo da noi, come quell’altro orrore che è l’applauso mentre atterra l’aereo. Hanno applaudito la salma di Berlinguer, quella di Moro, quelle di Nassirya, Falcone e Borsellino, persino Giovanni Paolo II: i pellegrini di tutto il mondo rimasero agghiacciati e increduli. I morti non si applaudono, neanche quelli mediatici. Alla fine del Requiem di Mozart non si applaude. Wagner proibì gli applausi anche alla fine del Parsifal. Non c'entra la religiosità: il raccoglimento è anche laico e pagano, se non reggi la tensione, se la temperatura spirituale è per te inaccessibile, allora stai a casa. Se devi esorcizzare la paura della morte, beh, vai a farti un giro. La buona fede non salva l’ignoranza: un funerale è un rituale, una cerimonia. Provate ad applaudire a un funerale di un marines: i funerali diverranno due.

 

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Commenti all'articolo

  • Jules

    07 Marzo 2012 - 14:02

    Ho letto un po' di commenti precedenti: non c'è pezza che tenga, l'applauso è un'esternazione di approvazione, applaudire vuol dire essere contenti della morte di costui. Doveva starvi molto sullo stomaco. Ma dico io, è forse troppo difficile starsene buoni e muti "davanti" (ai funerali di personaggi noti potresti non riuscire a rimanere proprio davanti) alla bara del defunto? E' tanto difficile limitarsi a ricordarlo nella propria testa? Se qualcuno applaudisse al funerale di un mio amico farei il secondo funerale.

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  • roda41

    07 Marzo 2012 - 11:11

    sei FUORI ,anche se sono cose stupide e allora tutti come caproni seguono la corrente,Mi farebbe piacere sapere COME è venuta fuori questa MODA!! qualcuno sa dirmelo??

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  • gian_peppa

    07 Marzo 2012 - 10:10

    La ringrazio per aver scritto quello che ha scritto. Gli applausi ai funerali sono una vergogna nazionale. Ormai nessuno conosce più la dignità del dolore. P.S. Ricorda il finale di Vajont di Marco Paolini? Tutti in piedi in silenzio...

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  • tonipier

    07 Marzo 2012 - 09:09

    L'uomo può vivere dignitosamente nella realtà progressiva, diveniente attraverso di opere realizzate nel tempo passato. Il passato affida il patrimonio collettivo di cui è depositario alle generazioni che si succedono nel tempo, sulle quali incombe l'onere ed il dovere di custodire il tesoro ricevuto e di consegnarlo accresciuto ai posteri. Quando le generazioni viventi considerano le immensità dei benefici, degli agi di cui esse fruiscono ad opera del passato, non possono non avvertire un fremito di ammirazione ed un sentimento di gratitudine verso coloro che hanno preparato un presente più prospero. Ammirazione e gratitudine che diventano le modalità di traslazione nel presente del ricordo dei trapassati, i quali meritano di poter continuare a vivere nella memoria dei viventi.

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