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Borsellino ucciso perché ostacolò accordo stato-mafia

Nuova indagine sull'assassino del giudice in via D'Amelio nel 1992: quattro arresti. "Riina voleva rivitalizzare la trattativa"

Borsellino ucciso perché ostacolò accordo stato-mafia

Il giudice Paolo Borsellino sapeva dell'esistenza di una trattativa tra lo Stato e la mafia. Ne sono convinti i magistrati di Caltanissetta nelle carte della nuova inchiesta sulla strage di via D'Amelio che all'alba di oggi ha portato all'arresto di quattro persone, tra cui il presunto mandante Salvuccio Madonia. Dalle indagini emerge "che della trattativa era stato informato anche il dottor Borsellino il 28 giugno del 1992. Quest'ultimo elemento aggiunge un ulteriore tassello all'ipotesi dell'esistenza di un collegamento tra la conoscenza della trattativa da parte di Borsellino, la sua percezione quale 'ostacolo' da parte di Riina e la conseguente accelerazione della esecuzione della strage", scrivono i pm nisseni facendo riferimento alla testimonianza di Liliana Ferraro, l'ex direttore generale del Ministero della giustizia. Secondo i magistrati nisseni il boss mafioso voleva "rivitalizzare" quella trattativa, che "sembrava essere arrivata su un binario morto", con una sanguinaria esibizione di potenza come fu in effetti l'omicidio di Borsellino e di 5 uomini della sua scorta, il 19 luglio 1992. "La tempistica della strage - scrivono i pm - è stata certamente influenzata dall'esistenza e dalla evoluzione della così detta trattativa tra uomini delle Istituzioni e Cosa Nostra".

 

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  • Borgofosco

    08 Marzo 2012 - 19:07

    Appunto Jessie era stato informato da Dall'Otre dell'areo militare che avrebbe trasportato i Falchi in Sicilia. Prontamente aveva contattato Mangiamo che, travestito da Bruschetta, si era appostato lungo l'autostrada dove aderenti il sistema ideato da Marcellus stavano consumando hascis sena lasciare il proprio dna sul posto bensì lasciando quello di quaquaraqua locali. I condannati al carcere duro in realtà vivevano in lussuosi alberghi dove incontravano segretamente 'Sua Emittenza'. Si veniva a scoprire che il finto stalliere Mangiamo era il vero capo della maphia locale però asservito al capo dell'organizzazione intergalattica chiamato: "Sua Emittenza". Naturalmente Falchi e Portamonete non erano giudici indefessi perché mortificavano i bravi picciotti che avevano l'ardire di raccontare "fatti" ritenuti delle calunnie passibili dell'accusa di falsa testimonianza. In tutto questo virtuosismo Sua Emittenza assumeva varie forme da Cupido attorniandosi di donzelle immacolate ecc.ecc.

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  • bepper

    08 Marzo 2012 - 19:07

    il segreto di stato lo può opporre solo la presidenza del consiglio, non il presidente della repubblica, che non ha, nel nostro ordinamento, alcuna valenza esecutiva. Legge 124 del 2007 e d.P.C. dell' 8 aprile 2008. Prima di dire fregnacce informati.

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  • blackindustry

    08 Marzo 2012 - 18:06

    Ma nessun comunista si straccia le vesti per il Segreto di Stato che napolitano ha apposto sulle deposizioni degli onesti ciampi e scalfaro per quanto concerne le trattative Stato-mafia???????? O sono tanto gelosi delle trombate che si fa Berlusconi fino ad andare a fotografarlo nella villa in Sardegna (beato lui che se l'è comprata col lavoro che da agli italiani con Mediaset) dalle montagne con obbiettivi di macchine fotografiche potentissimi! Aveva ragione Junio Valerio Borghese quando disse che i comunisti sono un cancro, o li si estirpa totalmente con una operazione chirurgica o ricrescono sempre.

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  • scorpione2

    08 Marzo 2012 - 18:06

    e se non fosse una barzelletta?

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