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Blitz precarie al ministero Vogliono parlare con Fornero

25 attivisti di 'OccupyWelfare' entrano nel dicastero di via Veneto. Nove donne sono state ricevute dal ministro Elsa

Blitz precarie al ministero Vogliono parlare con Fornero

Con lo striscione "fior di mimosa, dobbiamo pure noi fare la spesa, non solo pane ma pure qualche rosa", un gruppo di circa 25 precari del movimento "OccupyWelfare" ha occupato il terzo piano del ministero del Lavoro, in via Vittorio Veneto a Roma chiedendo di poter parlare con il ministro Elsa Fornero. Secondo quanto fa sapere la questura, tutti i manifestanti sono pacifici e non ci sono stati momenti di tensione con il personale del dicastero.

200 precari - Secondo quanto si legge sul profilo Twitter del gruppo, sono circa 200 i precari che hanno occupato alcune stanze del ministero. Nove donne precarie, sempre secondo quanto si legge sul social network, hanno chiesto e ottenuto un incontro con il ministro Elsa Fornero al quale hanno consegnato una lettera. "Nelle ultime settimane", c'è scritto tra le altre cose, "il Vostro governo ha portato avanti un’incredibile offensiva mediatica a colpi di insulti e mortificanti luoghi comuni (sfigato se sei precario monotono se hai il posto fisso) per giustificare una riforma che, come già avvenuto per quella previdenziale, asseconda le direttive dell’ortodossia monetarista di un’Unione Europea che ha tradito chi la sognava come modello di coesione e solidarietà sociale, di diritti e libertà".

Gli Stati Generali - "E’ l’ennesima riforma che non parte dalle esigenze di chi nel mercato del lavoro si muove o di chi ne rimane fuori, tanto è vero che sulla mancanza di fondi per i cosiddetti ammortizzatori sociali Voi, e ancor di più i sindacati, avete messo una pietra tombale. Gli Stati Generali della Precarietà, non possono che portare il punto di vista precario di chi non è rappresentato nei tavoli di consultazione, tra una politica che li mortifica e un sindacato che non li conosce. Precari e precarie non hanno scelto la loro condizione, ma sono il motore dell’economia e le prime vittime della sua crisi". La lettera consegnata al ministro si conclude così: "Voi potete continuare a far finta che non esistiamo e Vi assumerete questa responsabilità. Gli Stati Generali della Precarietà si assumono quella di riprendersi il futuro".

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