Cerca

Leggi i versi della poesia di Pier Paolo Pasolini

Santoro non vuole far leggere a Belpietro i versi di Pasolini: li pubblichiamo sul nostro sito

Leggi i versi della poesia di Pier Paolo Pasolini

Nell'ultima puntata di Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro, tra il teletribuno e il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, sono stati fuochi d'artificio. (guarda il video dello scontro su LiberoTV) Si parlava di No-Tav, delle proteste, delle violenze dei manifestanti e delle forze dell'ordine. Belpietro si scontra con Casarini e gli ricorda che già nel 1968 Pier Paolo Pasolini puntava il dito contro i ragazzi viziati (i manifestanti) che si scagliavano contro onesti lavoratori (i poliziotti). Santoro interviene per affermare che questi versi di Pasolini vengono sempre citati in maniera incompleta. Belpietro vorrebbe leggerli in diretta, il teletribuno invece no. "E' perché parlano dei giornalisti della televisione che hanno leccato il culo a chi protestava contro gli agenti", tuona Belpietro. Ma la musica non cambia. Il tempo per leggere quei versi non viene trovato. Quindi li riportiamo sul nostro sito. Seguono i versi scritti nel 1968 da Pier Paolo Pasolini, pubblicato nel giugno di quell'anno da L'Espresso e poi raccolti negli Scritti Corsari.

È triste. La polemica contro
il PCI andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...

Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo
. Io no, amici.

Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti ('essere odiati fa odiare).
Hanno vent'anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d'accordo contro l'istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all'altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.

di Pier Paolo Pasolini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Saildream

    11 Marzo 2012 - 18:06

    Se lei fosse "libero" ed onesto, pubblicherebbe la risposta di Santoro. Le invio la parte che forse non ha letto del testo completo di Pasolini, o che forse ha nascosto ai suoi lettori che hanno il diritto di conoscere.Come al solito lei risulta superficiale ed incompleto, come il giornalismo che la distingue. "A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! In questi casi, ai poliziotti si danno i fiori, amici." Se dovesse avere problemi circa il significato, si faccia aiutare o....studi. La differenza tra lei e Santoro è tutta qui.....la cultura.

    Report

    Rispondi

  • uomo-qualunque

    10 Marzo 2012 - 02:02

    Lui non vuole far leggere la poesia di Pasolini perché' li torna contro, semplicissimo. Si sa che lui naviga nel brodo delle proteste "sociali" e raccoglie generosamente i frutti ($$$$$$). Da quando è andato via dalla Rai sono contento. Faccia tutti i comizi che vuole, ha il diritto di farli, tanto a seguirlo sono solo i cervelli ben lavati. Comunque geniale Belpietro che lo ha smascherato trattandolo di giornalista leccaculo dei protestatori di professione, ovviamente Casarini incluso. Ve lo imaginate a santORO giornalista in Cuba o nell'URSS? Ah, quei paradisi in cui si socializza (va) la miseria. Beh, devo dire che non lo avrebbe guardato nessuno, perché? contra chi potrebbe parlare in quel caso? Lui vive di questo, di mettere 2 contro, uno schema semplice che li riempie la tasca, contenti quelli che la riempino, chi se ne frega se la madre degli scemi è continuamente in cinta.

    Report

    Rispondi

  • ggp1964

    09 Marzo 2012 - 16:04

    Non conoscevo la poesia,complimenti Direttore.Caro teletribuno,che figura di m..............

    Report

    Rispondi

  • ricfra42

    09 Marzo 2012 - 16:04

    Persone preparate professionalmente, intelligenti e colte come il direttore Belpietro non dovrebbero mai accettare inviti a partecipare alle trasmissioni di Santoro perchè danno lustro, che non meritano, a programmi del genere. Santoro è un arruffapopolo che conduce trasmissioni faziose e unidirezionali riguardo agli argomenti che tratta. Una voce legittimamente dissenziente viene subito soffocata dall'immediata ironia del conduttore o resa incomprensibile dal sovrapporsi, ad arte, di più voci. Santoro, a mio parere, dovrebbe cucinarsi nel suo brodo insieme a quelli che la pensano come lui e ai suoi estimatori.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog