Cerca

La pacchia dei sindacati: 60 anni senza tasse e le sedi in regalo

La campagna di Libero: patrimoniale sui sindacati. La Cisl ha 5mial immobili, la Cgil 3mila

La pacchia dei sindacati: 60 anni senza tasse e le sedi in regalo

Facile invocare una patrimoniale con il patrimonio degli altri. Più complicato, e apprezzabile aggiungiamo noi, sarebbe chiederla mettendo sul piatto il proprio tesoretto. L’appello, va da sè, è rivolto in primis alla Cgil, che per bocca di Susanna Camusso, non più tardi di una settimana fa, l’ha «suggerita» al governo per finanziare la riforma degli ammortizzatori sociali (aveva fatto lo stesso a fine dicembre del 2011 per far ripartire la crescita e a metà novembre barattandola con l’Ici) ma anche a Cisl e Uil. E certo, perché mettendo insieme la ricchezza dei tre principali sindacati del Paese ne viene fuori un bel gruzzoletto, pronto alla tassazione.

A dir il vero l’operazione non è così semplice come potrebbe sembrare, perché i nostri si astengono dal presentare un bilancio consolidato (la Uil però, per bocca del suo tesoriere, Rocco Carannante, ci tiene a sottolineare che da anni ne redige uno «rispondente alle regole europee»), ma andando a spulciare e nel libro cult di Stefano Livadiotti, «L’altra casta», si possono mettere alcuni punti fermi. Il primo, la cifra azzardata per difetto una decina di anni fa da Daniele Capezzone è ancora estremamente attuale: 3 mila e 500 miliardi delle vecchie lire (qualcosa in più di un miliardo e mezzo di euro). Il secondo, la Cgil (secondo un’inchiesta mai smentita dell’Espresso) vanta un fatturato annuo di circa un miliardo. Terzo, è proprio il patrimonio immobiliare la vera fortuna di Camusso, Bonanni e Angeletti.

Tutto nasce da una legge del 1977 che ha attribuito loro il patrimonio dei disciolti sindacati fascisti. Cosa vuol dire? Che quando andiamo a cercare le sedi delle principali confederazioni e vediamo che sono ubicate in zone centrali e assai costose di molte città non dobbiamo meravigliarci, si tratta di una gentile concessione dello Stato. Morale della favola: la sola Cgil può vantare circa tremila sedi, la Cisl arriva a quota cinquemila, mentre  la Uil fa storia a parte. «Abbiamo creato – spiega Carannante a Libero - una società ad hoc (Labour Uil) che oggi dichiara immobili per un valore storico di circa 32 milioni di euro (ma quello di mercato è il triplo), mentre la nostra sede a Roma (in via Lucullo ndr) si può stimare in 70-80 milioni considerando anche l’impianto fotovoltaico che abbiamo realizzato».

Di soli immobili però non si campa. E così bisogna risalire ad altre voci per capire la reale portata della cassa sindacale. Per  esempio, al miliardo tondo tondo preso ogni anno da stipendi e pensioni degli iscritti per pagare le tessere. E pensare che nel 1995 la maggioranza degli italiani aveva aderito e votato sì al referendum radicale per abolire la trattenuta automatica in busta paga. Ma è come se non l’avesse mai fatto.    

Poi ci sono i Caf (centri di assistenza fiscale), una vera gallina dalle uova d’oro. Per dare qualche numero: nel 2006 Cgil, Cisl e Uil hanno guadagnato 90 milioni di euro solo dall’Inps per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati e poi altri 80 per quelle degli attivi. E vuoi che i contribuenti non abbiamo versato di tasca loro un obolo ai loro benefattori? Bene, sempre nel libro di Livadiotti questo regalo è stimato da Giuliano Cazzola in 175 milioni di euro. Per non parlare del giro d’affari da 350 milioni all’anno dei patronati (le strutture di diretta emanazione sindacale che assistono i cittadini nelle pratiche previdenziali e in quelle per la cassa integrazione e il tfr) e del business dei fondi europei sulla formazione. Insomma, ai sindacati una bella patrimoniale non farebbe male, anche perché, a proposito di tasse, sono esentati dal pagamento dell’Ici o Imu. «La paghiamo - spiega Carannante - quando svolgiamo un’attività commerciale. Siamo esenti solo sugli immobili dove svolgiamo attività sindacale». Proprio come per la Chiesa.

di Tobia De Stefano

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Cini

    14 Marzo 2012 - 11:11

    .....sotterrati e soffocati dalle Caste, da quella politica che è la peggiore di tutte a quella dei sindacati. Quella gente al governo va in cerca di una indimenticabile rivolta popolare. Finora il Governo Monti è riuscito a mettere in pratica soltanto tre cose: rigore, rigore e rigore esclusivamente nei confronti di chi già aveva ben poco da offrire, scorticandoli vivi. I politici, sindacati, manager, pubblica amministrazione non sono stati minimamente toccati fatta eccezione di parole, parole e soltanto parole. Il popolo ne sta uscendo fuori, giorno dopo giorno sempre più deluso e sempre più accanito. Signori fate bene attenzione, mettete in pratica le mancanti promesse di Equità e Crescita, la pazienza è al limite della tolleranza.

    Report

    Rispondi

  • roda41

    12 Marzo 2012 - 19:07

    LA CASTA-BIS???

    Report

    Rispondi

  • raucher

    12 Marzo 2012 - 17:05

    gli enormi privilegi dei sindacati , che paghino anche loro come tutti noi comuni mortali. Diventa poco difendibile, per la sig.ra Camusso and C, pretendere che il cittadino venga spremuto per redistribuire la ricchezza , come dicono, se poi non fanno la loro parte e la loro , di ricchezza, se la tengono ben stretta.

    Report

    Rispondi

  • ettorevita

    12 Marzo 2012 - 15:03

    Oltre alle case prendono le trattenute sulle pensioni e sullo stipendio dei lavoratori. Tramite i Patronati prendono lo 0,222% sui contributi versati dai lavoratori (oltre 300 milioni di euro, come da pagina 388 del bilancio INPS 2010). Oltre a quello che rastellano, direttamente o tramite gli intermediari, dai pensionati e dai lavoratori. Tramite i CAF prendono oltre 250 milioni dall'INPS (per ISEE, dichiarazioni reddituali, dichiarazioni di detrazione fiscale, invalidi civili ed altro). Altri milioni di euro li percepiscono dall'Agenzia delle Entrate per i redditi. E molti di loro non pagano nemmeno i contributi all'INPS ed hanno la ricostituzione della carriera contributiva gratis per il periodo che svolgono mansioni sindacali o politiche (art. 31 dello statuto dei lavoratori). Come ciliegina sulla torta, profittano dei lavoratori: pagano poco, spesso non li assicurano e usano intermediari. Ora hanno una posizione di monopolio nella gestione della previdenza.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog