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Sparò e uccise il rapinatore Gioielliere assolto a Torino

Ad agosto Conzano freddò il ladro che era entrato in negozio con una pistola giocattolo. Il gup: "E' legittima difesa"

Sparò e uccise il rapinatore Gioielliere assolto a Torino

Secondo il Gup di Torino fu legittima difesa: questa la motivazione che ha portato all'assoluzione di Pierangelo Conzano, il gioielliere che lo scorso 10 agosto sparò a un rapinatore nel corso del tentativo di un furto nel suo negozio. Il commerciante era stato accusato di omicidio colposo con eccesso di legittima difesa, ed è stato processato con rito abbreviato. Il pm Marco Santini aveva chiesto una condanna a un anno e due mesi di reclusione.

La ricostruzione - L'aggressione avvenne intorno alle 17.30 in via Ormaea 8, a Borgo San Salvario: nel corso della tentata rapina perse la vita Francesco Procopio, 35enne di Rivoli, che fu raggiunto da un solo colpo di pistola e morì dissanguato poco dopo sul marciapiede. Procopio era entrato in gioielleria insieme al complice 31enne, Iaris Iacono: i due avevano una pistola giocattolo. Dopo aver costretto il titolare dell'esercizio ad aprire la porta, i due malintenzionati si erano allontanati verso corso Vittorio Emanuele, dove era parcheggiata la loro Smart, quando Procopio fu colpito dal proiettile.

Le due versioni - Le immagini a circuito chiuso del negozio sono state determinati per ricostruire la dinamica dei fatti. Nel video si vedono Procopio e Iacono mentre si avventano su Conzano. Al termine della colluttazione, sotto choc e con la camicia vistosamente strappata, si vede il gioielliere uscire in strada. Interrogato, l'uomo ha raccontato che in quell'occasione esplose il primo colpo della sua vita con la pistola che teneva nel cassetto per precauzione. Conzano ha aggiunto di aver agito per legittima difesa, e di aver reagito "mirando a caso, senza vedere dove, senza un bersaglio, solo per disarmare" il malvivente. Al contrario, il rapinatore di fronte al sostituto procuratore ha sostenuto che "l'orefice ha sparato appena siamo entrati. Non abbiamo neppure finito di dire 'questa è una rapina'".

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Commenti all'articolo

  • tarantola

    13 Marzo 2012 - 21:09

    finalmente uno sprazzo di giustizia. Più precisamente però, non avrebbe dovuto essere neanche processato!

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  • 654321

    13 Marzo 2012 - 11:11

    anni fa, di notte mi sono entrati in casa mentre dormivo, mi hanno anche spruzzato roba!! Al mattino potete immaginare!! Sono venuti i Carabinieri per i rilievi!! Indovinateun po? Mi hanno scardinato la fuciliera e rubato una pistola!! MA IL PROBLEMA? Se questa pistola non era custodita li, ero io che passavo i guai!! Morale, in casa tua devi far in modo che quando entra un ladro trovi tutto in ordine e non possa prendere oggetti per farsi la bua!! Insomma dovete far trovare la macchina del caffe accesa!! A voi le interpretazioni del caso!!Mgorb

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  • 654321

    13 Marzo 2012 - 11:11

    non deve essere un caso!! Deve diventare legge!! Chiunque ti entra nel tuo domicilio o nel tuo lavoro non puo' farlo!! E il delinquente deve sapere che gli puoi anche sparare in fronte!! Legge suprema deve essere!! Se ilk compagno buonista e' contrario metta fuori casa un segnale di riconoscimento che offrira' il caffe al ladro!!Mgorb

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  • oberland

    13 Marzo 2012 - 11:11

    Finalmente un giudice che fa il suo lavoro! Il gioielliere non avrebbe dovuto subire nessun processo, ma da subito scagionato, se non premiato.......ma alla fine può andar bene così.

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