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Facci: il partigiano Ingroia Una toga degenerata

Procuratore aggiunto Palermo dovrebbe dimettersi o andrebbe cacciato: incarna tutto ciò che non deve essere una toga

Facci:  il partigiano Ingroia Una toga degenerata

Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, dovrebbe dimettersi dalla magistratura o esserne cacciato. Tutto qui. Andrebbe cacciato perché rappresenta una degenerazione del magistrato che si crede un missionario anziché un funzionario dello Stato. Andrebbe cacciato perché deve ancora dimostrare di sapere fare il proprio mestiere e non è chiaro perché lo paghiamo da 25 anni: quali successi abbia ottenuto, cioè, e a nome di quale malinteso senso di giustizia. Antonio Ingroia incarna tutto ciò che la stessa Magistratura sostiene che un magistrato non debba essere: se ne fotte del Csm, non rispetta le sentenze che lo riguardano né i giudici che le pronunciano, presenzia a talkshow e a congressi di partito, fa sparate personalizzate con ricadute politiche, attribuisce connivenze mafiose - a dispetto di ogni sentenza - a forze che furono votate da mezzo Paese, si propone implicitamente come epigono di Falcone & Borsellino e li adotta come scudo, è intimo di quella stampa, infine, specializzata nel demolire le toghe nemiche e nel cercar di condizionarne le decisioni. Il palermitano Ingroia si perde nei labirinti mentali di una Sicilia grottesca che non interessa più: in questo assomiglia a Dell’Utri, è italiano per metà ed europeo per nulla. All’estero lo chiuderebbero in una teca: «Magna Graecia Iudex».

di Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • tonipier

    16 Marzo 2012 - 11:11

    Si parla solamente di questo giustizialista che andrebbe cacciato... perche ha colpito un pezzo grosso della politica...Le chiedo come mai voi fortificati giornalisti ignorate completamente altre procure che silenziosamente danneggiano diecine diecine di cittadini indifesi di fronte a grossi sopprusi?. ( SPERO DI LEGGERLO)

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  • wilegio

    wilegio

    15 Marzo 2012 - 23:11

    Ma mi consenta un solo appunto: il nome di ingroia non si scrive con la maiuscola: questione di ortografia.

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  • uomo-qualunque

    15 Marzo 2012 - 22:10

    Le cose non sono cambiate per niente. Al tempo del fascio a uno di sinistra lo si sputava in faccia e il potere non faceva niente. Adesso abbiamo il potere contrario politicamente parlando, e un giudice come Ingroia puo' fare quel che vuole, tanto lui e' dalla parte politicamente di moda. La risposta di Napolitano, supposto garante, brilla per la sua assenza. Basti vedere poi le dichiarazioni di Caselli contro il suo collega. Le sentenze non dovevano discutersi finche facevano comodo ma adesso addirittura i giudici "eretici" del sistema vanno alla gogna, altro che non discutere. Il filo conmune e' semplice siamo in Italia, luogo in cui rispettare chi la pensa diversamente non sara' mai di moda, anzi, calpestarlo sara' la norma. Italiani = Inmaturi per definizione.

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  • silente

    15 Marzo 2012 - 21:09

    eccolo il magistrato al di sopra delle parti che presenzia un congresso dei rossi...deve andare a pulire i cessi o eventualmente a fare fotocopie !!!!

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