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Coppie gay, la Cassazione: Sono come marito e moglie

Dopo Strasburgo, sentenza di Suprema Corte: "Serve un trattamento omogeneo a quello assicurato ai coniugati"

Coppie gay, la Cassazione: Sono come marito e moglie

Le coppie omosessuali hanno "diritto alla vita familiare" e a "vivere liberamente una condizione di coppia" con la possibilità, in presenza di "specifiche situazioni", di un "trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata". Così la corte di Cassazioni, in una sentenza depositata oggi, giovedì 16 marzo, che muove dalla premessa che con l'attuale legislazione le coppie omo "non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all'estero".

Gli stessi diritti - Il verdetto è stato depositato al termine di un iter giudiziario avviato da una coppia gay della provincia di Roma che si era sposata all'Aja, in Olanda, e che chiedeva la trascrizione dell'atto di nozze in Italia. La richiesta era stata respinta dalla prima sezione civile della Cassazione, che ha però stabilito che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia etero, e pertanto "possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata".

Strasburgo e le nozze gay - La pronuncia della Cassazione ha seguito quella del parlamento di Strasburgo, che martedì pomeriggio ha chiesto il riconoscimento dei matrimoni omosessuali in tutti i Paesi europei. In sostanza, con la sentenza 4184, la Cassazione ha stabilito che anche per le coppie omosessuali devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia etero. Secondo la Suprema Corte "i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all'estero, tuttavia, poiché titolari del diritto alla 'vita familiare' e nell'esercizio del diritto inviolabile di viviere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto a un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata".

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Commenti all'articolo

  • roda41

    16 Marzo 2012 - 20:08

    E a quando il primo figlio/a? ma per piacere! stessero asieme,ma senza rompere!

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  • fabiotorino

    16 Marzo 2012 - 11:11

    delle coppie per i veri diritti piu banali si traduca anche in riconoscimenti che devono essere riconosciuti solo alle coppie di diritto che sono quelle etero. non pretendo ina casa prima di una coppia etero solo per il fatto di essere gay. la regolamentazione non si traduca in privilegio o comunque che favorisca la convinzione che essere gay e, quindi, effettivamene sterili e non procreativi sia da preferire alla coppie potenzialmente riproduttiva

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  • blu521

    16 Marzo 2012 - 09:09

    Per fortuna è un caro amico: gli gli consiglia il reato d'incesto! Non faccia finta di non capire quello che perfino Raucher ha capito.

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  • paulus.77

    16 Marzo 2012 - 09:09

    L'unica cosa aboninevole è il grado di arretratezza culturale della gente che non merita commento..

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