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Al Quirinale Giorgio Napolitano fa la spalla comica di Benigni

Comico ruba la scena a Capo dello Stato in occasion della cerimonia per il 150° Unità. Giorgio: "E' difficile parlare dopo di lui"

Al Quirinale Giorgio Napolitano fa la spalla comica di Benigni

"Sono pronto, a disposizione, se volete, per un settennato tecnico...". Dio ce ne scampi. Perché a proporsi è Roberto Benigni, che scherza con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, seduto in prima fila nel Salone dei Corrazzieri al Quirinale per la cerimonia di chiusura delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Benigni parla, narra, e all'epoca dei professori si prende la briga di raccontare al pubblico l'Italia. Il comico a un certo punto si commuove: avviene quando legge dei passaggi delle lettere di tre giovani della Resistenza, condannati a morte.

Benigni, spalla comica di Napolitano
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Cavour, Lennon e Garibaldi - Benigni racconta poui le pagine più dure della storia italiana e delle due guerre mondiali, racconti intervallati da battute, come quella sulla 'paccata', "come si usa dire oggi", ha sottolineato riferendosi e ironizzando sul lessico scelto dal ministro Elsa Fornero. Quindi la freddura sull'intuizione europeista di Garibaldi, che immaginava un mondo nuovo, migliore di quello che fino a quel momento aveva scritto la storia: "Come Imagine di John Lennon. Ecco, Garibaldi l'ha detto molto prima di lui, nel 1860". Benigni ha strappato risate sin dall'inizio del suo intervento, quando posizionandosi davanti al microfono per l'intervento aveva rivelato che avrebbe voluto fare il suo ingresso al Quirinale "a cavallo, ma purtroppo non era possibile". E ancora, quando ha ricordato Cavour, definendolo "il grande tessitore. Peccato che poi, nel corso dei decenni, si è passati dai grandi tessitori ai grandi tassatori...".

La spalla Napolitano - Ad ascoltarlo, compiaciuto, il Capo dello Stato, una sorta di spalla comica al frontman Roberto Benigni. Tanto che Napolitano, al termine dell'intervento dell'istrionico attore toscano, ha spiegato che "è difficile parlare dopo di lui". Lasciato a Benigni il compito di celebrare l'Italia, l'inquilino del Colle ha richiamato i partiti, che devono tendere "a garantire in futuro comportamenti trasparenti sul piano della moralità, nonchè più alti livelli di qualità nelle rappresentanze istituzionali e di governo". E ancora, Napolitano, ha elogiato l'esecutivo Monti per i suoi "eccellenti risultati", ed ha aggiunto che "sono certo che questa assoluta necessità di continuare senza cadute e senza regressioni nel cammino intrapreso sia ben presente alle forze politiche più responsabili".

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Commenti all'articolo

  • sebrisi

    18 Marzo 2012 - 09:09

    Parlate di comicità di Napolitano con quella specie di comico. Io direi piuttosto che di comicità nessuno dei due ha qualcosa: Uno si mostra per suoi interessi personali e l'altro, non facendo ridere nessuno, si lega allo stesso carro. In definitiva gli interessi personali sono di gran lunga più importanti che non pensare agli astanti. Ed ecco che la loro comicità viene considerata dai media ma non da chi è loro succube. E come la loro....comicità non è tale per noi è assoluta tragedia, in ambito di teatro ed in ambito di vita.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    17 Marzo 2012 - 20:08

    E' un'epoca culturalmente miserabile.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    17 Marzo 2012 - 19:07

    Nel leggere certe manifestazioni, mi ricordo delle famose critiche di Petrolini che fiferendosi a mNerone quando chiamava il popolo a udirlo, poteva dire tutte le sciocchezze del mondo e il popolo lo applaudiva a cscena aperta mentre, quandio parlavano le opposizioni, pernacchie a non finire. Quì la sinistra, ricorda molto da vicino quello che era il fascismo di Mussolini e il comico di tirno nella persona di Benigni che scimmiottava l'apoteosi del Capo. Bravo Napolitano,lui non ha i problemi dei pensionati e dei disoccupati.

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  • masbalde

    17 Marzo 2012 - 19:07

    Dite a benigni di documentarsi anche su quei poveretti condannati a morte da Scalfaro: così un'altra volta li può commemorare: giullare comunista ospite di un presidente comunista mai rinnegato.

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