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Presidente muto da dieci giorni Napolitano s'è scordato dei marò

Il governo è incapace di riportare in Italia i Latorre e Girone. Solo un messaggio del Capo dello Stato può smuovere la situazione

Presidente muto da dieci giorni Napolitano s'è scordato dei marò

Il tempo scorre, i nostri marò restano in carcere e la questione, anziché sciogliersi, s’aggroviglia. Ogni giorno le autorità indiane creano nuove difficoltà: ieri, per esempio, sono stati coinvolti nelle indagini anche capitano ed equipaggio dell’Enrica Lexie, che non può quindi riprendere il mare. Lunedì l’Alta corte del Kerala si esprimerà finalmente sul conflitto di giurisdizione sollevato dall’Italia. Le premesse, assai poco incoraggianti, inducono al pessimismo: un verdetto ostile alle nostre indubitabili ragioni è più che probabile.

Col passare delle settimane, le attenzioni dell’opinione pubblica decrescono, le notizie sul caso scivolano nelle pagine interne e nei tigì non compaiono nei titoli di testa. Ancora qualche settimana e forse non ce ne ricorderemo più. L’Unione europea, coinvolta tardi e senza la necessaria decisione, s’è mostrata tiepida, il ministro Terzi non ha certo brillato, Monti non s’è spinto oltre le rassicurazioni generiche. Sembra che la preoccupazione principale dell’esecutivo sia di non turbare i promettenti rapporti commerciali col gigante economico asiatico. I toni sono così concilianti da apparire rinunciatari. L’attenzione per il destino personale di due uomini che indossano la nostra divisa scivola nei modi di circostanza, nel linguaggio feltrato e inconcludente della diplomazia. L’obiettivo è di evitare tensioni. A che prezzo?

Serve un colpo d’ala, un sussulto d’orgoglio nazionale. Un solo uomo può garantirlo: il presidente Napolitano. Sappiamo che ha a cuore la Patria e i valori che essa custodisce. Un suo messaggio, pur senza inutili asprezze, sarebbe in grado di mobilitare l’intera nazione e le coscienze di ciascuno, scuotendo l’arena della politica dal torpore che in questa circostanza l’attanaglia. Non potrebbe a questo punto sottrarsi dal chiarire le proprie posizioni anche quella parte della sinistra che, per antico riflesso ideologico, ha finora guardato alla vicenda con immotivata diffidenza.

Massimiliano Girone e Salvatore Girone rischiano la pena di morte per un reato che non hanno commesso e del quale saranno con ogni probabilità chiamati a rispondere davanti a un tribunale cui l’ordinamento internazionale nega il diritto a giudicarli. Un mostro giuridico. Si trovavano a bordo di una nave italiana: per le leggi del mare è parte del patrio suolo, che essi hanno difeso dall’attacco dei pirati. Abbiamo il dovere morale di riportarli a casa.

Se sulla petroliera avesse sventolato l’Union Jack e, anziché i marò della San Marco, avesse imbarcato fucilieri di Sua Maestà britannica, gli indiani si sarebbero comportanti allo stesso modo? È lecito dubitarne. Abbiamo dunque un duplice imperativo: salvare la vita di due militari impegnati al servizio d’interessi nazionali e riscattare l’onore - sì, l’onore - dell’Italia nel mondo, che rischia di essere calpestato.

Presidente Napolitano, ci ascolti. Lei rappresenta l’intero Paese. Da lei possono venire le parole che testimoniano la determinazione a non subire un’infamia. Ci sono due vite che non possono essere sacrificate a remoti isterismi. L’Italia, come ai tempi di Giovanni Pascoli, è ancora la grande proletaria. Ed è venuta l’ora che si muova.
di Renato Besana

 

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Commenti all'articolo

  • parigiocara

    19 Marzo 2012 - 15:03

    il nostro presidente ha più attitudine ad andare a porgere condoglianze ..... o forse l'india al momento non è ancora rientrata nei suoi programmi turistici ... a nostre spese.

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  • masbalde

    17 Marzo 2012 - 18:06

    delle Forze Armate: Il Presidente della Repubblica, come sancisce l'articolo 87 della costituzione della Repubblica Italiana, "ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere". Se non difende i nostri e suoi soldati, dovrebbe, per dignità, dimettersi, salvo rimediare una salve di fischi ad ogni passaggio in rassegna di picchetto d'onore.

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  • iusini

    17 Marzo 2012 - 17:05

    Sperare che tre eminenze grigie come Napolitano,Monti e Terzi possano risolvere la situazione e' da creduloni.A Napolitano non frega un bel niente,e'troppo preso con i festeggiamenti dei 150 anni(cosa ci sia da festeggiare non lo so);Monti e'troppo impegnato a leccare il culo ai tedeschi e alla comunita' europea tutta e Terzi e' un incapace senza carattere.Speriamo solo che gli indiani capiscano la situazione e ci mandino a casa i maro' dopo le votazioni,magari chiedendo all'Italia un sostanzioso contributo alle famiglie.

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  • maurizio1960

    17 Marzo 2012 - 17:05

    Siamo proprio in buone mani;un paese che ha un Presidente che spreca tempo e denari per festeggiare il compleanno dell'Italia insieme al suo amico Buffone e scordarsi delle questioni importanti (vedi i Marò e quant'altro) rifugiandosi nella più pietosa retorica;vuole dire che siamo proprio alla frutta.

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