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Schettino scrive il memoriale per pagarsi la pensione

Il comandante della Concordia ha un accordo con un editore americano per scrivere un libro sulla tragedia

Schettino scrive il memoriale per pagarsi la pensione

Il capitano Francesco Schettino vuole scrivere il suo memoriale. Secondo quanto scrive il quotidiano Il Mattino, il comandante della Costa Concordia, ha siglato un accordo con un editore americano per raccontare al mondo la sua verità. Lui non ci sta a passare alla storia come il capitano codardo, vuole dimostrare di essere diventato il capro espiatorio della vicenda e di essere stato scaricato dalla Costa che, invece, secondo lui avrebbe la sua parte di responsabilità.  Attualmente Schettino è iscritto nel registro degli indagati della procura di Grosseto per omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono di incapaci, abbandono della nave e omessa comunicazione alle autorità marittime.

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  • LUXARCH1

    20 Marzo 2012 - 17:05

    Vorremmo che non si scrivesse più sulla tragedia del Naufragio della Costa Concordia col titolo:“la nave della vergogna”o del marciume,semmai con altri titoli come:”4000 naufraghi salvi per l’eroismo del Giglio”oppure“il tragico Naufragio di una Maxi Nave e Maxi Albergo”o“Nave sulla quale non ci si poteva più stare in piedi”o ancora:“oltre 4000 salvati senza scialuppe e 33 tra morti e dispersi”.Il mondo ci schernisce.Prima di parlare di vergogna dobbiamo analizzare bene i fatti e le parole evitando le chiacchiere.Un dialogo concitato tra persone ad “altissima responsabilità” eccitate ed emozionate da un inimmaginabile momento critico,viene divulgato con ossessione.I responsabili dovevano e volevano intervenire, senza “poter” vedere chiaramente né poter “controllare come avrebbero voluto”,consci della mancanza di un“efficace coordinamento adeguato a quel momento”.A questa mancanza si ricercano le cause di successivi errori ed inefficienze.Si fomentano conflitti che intaccano vari interessi.Inoltre un dubbio : Chi dice che un comandante di una nave non debba mai abbandonare la propria nave, neanche quando è affondata? Molti comandanti si sono sacrificati eroicamente, altri si sono inabissati per non sentirsi disonorati, altri si suicidano per salvare il proprio onore i propri errori. Noi abbiamo il dovere di non demonizzare nessuno prima del tempo.Non dobbiamo ergerci a giudici prima di aver esaminato con precisione come si sono svolti realmente i “fatti”senza infierire su errori, ritardi, imprecisioni in momenti caotici cercando di evitarli. Rendiamoci conto che si parte da un gravissimo errore per compiacere il “turismo”, si passa ad un “dialogo concitato”, si giunge a manovre di salvataggio difficili ed incredibili, per arrivare ad interrogatori da terzo grado pubblicistico e lucidità relativa per finire nei pettegolezzi. Cerchiamo d’aver pazienza.!! Eugenio Luxardo

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  • LUXARCH1

    20 Marzo 2012 - 17:05

    Persone responsabili che dovevano e volevano intervenire, senza “poter” vedere chiaramente né poter “controllare come avrebbero voluto”, per mancanza di un “efficace coordinamento adatto a quel momento”. A questa mancanza vanno anche ricercate le cause di inefficienza. Sappiamo rispondere al dubbio ricorrente : Dove c’è scritto che “un comandante deve morire ed annegare con la Sua Nave” ? “dove c’è scritto che un comandante di una nave non debba mai abbandonare la propria nave quando affonda o quando possa abbandonarla”? Sin quando tutti sono in salvo? Molti comandanti si sono sacrificati eroicamente, forse alcuni per non sentirsi disonorati ripensando ad eventuali propri errori, quanti altri si sono sparati per “salvare il proprio onore”. Ora noi abbiamo il dovere di non demonizzare nessuno prima del tempo. Non dobbiamo ergerci a giudici prima di aver esaminato con precisione come si sono svolti realmente tutti i “fatti”, senza infierire su errori, ritardi,

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  • LUXARCH1

    20 Marzo 2012 - 17:05

    Quanto vorremmo che non si scrivesse più sulla tragedia del Naufragio della Costa Concordia col titolo : “la nave della vergogna”, ma semmai con altri titoli come :”la Nave degli Eroismi” oppure “la Nave della tragedia” o “la Maxi Nave col Maxi Albergo” o ancora : “la tragico fine di una Maxi Nave dai 33 tra morti e dispersi con gli oltre 4000 salvati senza scialuppe”. Inevitabilmente la vergogna si attacca orribilmente su tutti gli italiani. Prima di parlare di vergogna dobbiamo analizzare bene i fatti e le parole e quando sono state dette e sentite! Evitando le chiacchiere! Siamo in presenza di un dialogo troppo concitato, (ormai divulgato e ripubblicato con ossessione) tra persone ad “altissima responsabilità”, eccitate ed emozionate da un incontrollabile ed inimmaginabile momento critico. Persone responsabili che dovevano e volevano intervenire, senza “poter” vedere chiaramente né poter “controllare come avrebbero voluto”,ma

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  • LUXARCH1

    20 Marzo 2012 - 17:05

    I soccorsi esterni molto tempestivi erano già in atto e ormai la Capitaneria aveva il comando.Il Comandante è rimasto attaccato,in bilico,alla ringhiera del ponte 3, dopo aver constatato al buio un evacuazione in condizioni disperate, mentre la nave si inclinava. Speriamo che a giudicare il Comandante ed i suoi siano degli esperti navigatori, senza interessi conflittuali tra mentalità civile e militare. Prevarrà il concetto dell’onore, delle responsabilità,dell’autorevolezza. Rimarranno lo scontro tra mentalità diverse e i conflitti d’interesse. Ora nuove regole sulle rotte? La tragedia servirà di lezione. Eugenio Luxardo

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